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UN’ESTATE DI DROGA. I quantitativi di stupefancenti sono raddoppiati Sottoposte ad intercettazioni nuove utenze telefoniche

C’è stato un cambio nel controllo del territorio pochi giorni dopo il blitz dei Carabinieri. Con l’arresto di Mattera entrano in scena nuovi potenziali spacciatori

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Paolo Mosè | La catena investigativa non si è spezzata. Va avanti con la stessa determinazione per andare a cercare gli altri concorrenti dello spaccio di sostanza stupefacente che ha visto Graziano Mattera il punto di riferimento e soggetto trainante della vendita della cocaina e dell’hashish. Le intercettazioni telefoniche si susseguono a ritmo sempre più incalzante, così come il posizionamento delle “cimici” nei luoghi ove più frequentemente discutono animatamente quei personaggi che di fatto stanno tentando di conquistare le zone di influenza e di spaccio del Mattera. E’ un ciclo che va avanti da sempre, in quanto le richieste sono molte e pressanti. E c’è soprattutto da guadagnare soldini e nessuno per tale giro si tira indietro. I carabinieri hanno iniziato questa lunga indagine partendo da un anello di congiunzione per passare all’altro. Dapprima arrestando i cosiddetti fiancheggiatori e poi andando a colpo sicuro con colui che tirava le fila. Il Mattera, che era costantemente monitorato, è stato reso inoffensivo a seguito di un’ordinanza di custodia cautelare. Ma con l’arresto di quest’ultimo le attività illecite, in particolar modo nel comune d’Ischia, non sono affatto cessate.

C’è chi lo ha rimpiazzato immediatamente grazie anche all’intervento di quei fornitori partenopei che hanno il macabro interesse a vendere costantemente quantitativi di sostanze stupefacenti per garantirsi un giro d’affari con tanto di lauto guadagno. Chi ha sostituito il “re della coca” a quanto pare è stato già intercettato dagli investigatori dell’Arma. Ed è costantemente sotto osservazione nella speranza di poterlo incastrare in flagranza di reato. Si attende il classico passo falso che può avvenire nel momento in cui la “roba” attraversa il Canale di Procida per raggiungere Ischia e sbarcare, sperando che il corriere non venga individuato ed arrestato. Mentre il destinatario, di solito, è presente nei paraggi e controlla che le operazioni si svolgano senza intoppi, per poi recuperare tutto ciò che è stato ordinato. Nel caso in cui (come avvenuto moltissime volte) il corriere con la droga venisse bloccato ed arrestato, chi ha pagato una bella somma di quattrini per rifornirsi immediatamente si allontana sparendo nel nulla. In questi casi è necessario avere un po’ di fortuna, ma soprattutto delle fonti confidenziali attendibili e serie. Che danno le esatte informazioni e che diano coordinate in modo tale da sapere l’orario dello sbarco e il corriere che sopraggiunge.

I DEBITI DEI COLLABORATORI
Nei prossimi giorni, o al massimo tra qualche settimana, qualcosa si muoverà ancora nel filone interminabile che conduce alla commercializzazione di sostanze stupefacenti. Le dinamiche appaiono quasi tutte identiche, con qualche sfumatura, ma nella sostanza le indagini seguono un percorso che serve innanzitutto a bloccare il più possibile gli spacciatori. In questo periodo, oltre ai cosiddetti ischitani purosangue, si innestano i napoletani che passano le vacanze ed hanno tutto l’interesse a continuare a delinquere allo scopo anche di ammortizzare le spese per la villeggiatura.
Tutte le indagini per droga sono in concorso tra più personaggi che in qualche modo si associano tra loro svolgendo compiti diversi, ma senza mai realizzare una vera e propria associazione per delinquere. Da ciò si evidenzia una certa “scaltrezza” proprio per evitare di essere accusati di una ipotesi ben più grave e che porta inesorabilmente a rischiare una condanna a due cifre.

Come si è giunti al custode è una prassi legata ad una tecnica investigativa che si è dimostrata vincente. E coloro che erano i fiancheggiatori del Mattera si sono dimostrati dei collaboratori, scrollandosi immediatamente di dosso la paternità di quanto caduto in sequestro. E indicando nel Mattera l’unico e solo proprietario e distributore. “Lavoravano” per il “re” solo perché in cambio ricevevano qualche beneficio o perché erano debitori per diverse migliaia di euro per altre partite di sostanza stupefacente. Come emerge da una intercettazione ambientale i cui interlocutori erano il Mattera e la compagna di Giovanbattista Di Costanzo che chiedeva un aiuto finanziario, essendo il suo stesso compagno in carcere. Il Mattera a questa richiesta rispondeva ricordando alla donna che lui era creditore di ben 10.000 euro per un credito del tutto legato alla sostanza stupefacente. La donna confermava che una parte della somma ricevuta precedentemente era servita per affrontare le spese legali.

L’ARRESTO DI AGOSTINO IACONO
Stessa tecnica e stessa modalità si fa riferimento ad un’altra operazione che ha visto nell’occasione l’intervento determinante dei carabinieri di Barano guidati dal maresciallo maggiore Gennaro Bonavoglia: «In data 4.9.20 a seguito di altro servizio di prevenzione del territorio i CC di Barano di Ischia procedevano all’arresto di Iacono Agostino soggetto che risultò avere nella sua disponibilità , come indicato al capo nr. 2, due chilogrammi di hashish oltre strumenti utili al confezionamento di singole dosi in atti, suddiviso in tredici sacchetti termosaldati. In particolare, come si apprende dalla lettura dell’allegato 4 e seguenti – ordinanza di applicazione dì misura cautelare nei confronti di Iacono Agostino – il giorno 4.9.20, in epoca successiva all’arresto del Di Costanzo, presso l’abitazione dello Iacono Agostino, soggetto che svolgeva l’attività di meccanico ma del pari ritenuto dalla Pg coinvolto in attività di spaccio di sostanze stupefacenti, erano rinvenuti occultati in uno zaino circa 2 chilogrammi di hashish. L’indagato sia nella immediatezza dell’arresto, sia innanzi al Gip riferiva che il materiale sottoposto a sequestro –sostanza stupefacente e quanto altro – gli erano stati affidati per la custodia da Mattera Graziano e ciò per estinguere con ir Mattera un pregresso debito per altra partita di droga da luì acquista. Precisava come il Mattera si recava presso la sua abitazione a prelevare di volta in volta la sostanza stupefacente da spacciare sul locale territorio. Si è già evidenziato come le dichiarazioni rese dalla Iacono, soggetto intrinsecamente attendibili, hanno poi ottenuto significati riscontro estrinseci in base al contenuto a tratti palese delle conversazioni intercettate che hanno visto come protagonista lo stesso Mattera.

Ed in particolare le risultanze investigative inducono a ritenere come dopo l’arresto del Di Costanzo, il Mattera si attivava per trovare un altro collaboratore al quale affidare lo stesso compito svolto dal Di Costanzo. Iniziava, cosi, la collaborazione con Iacono Agostino che poi in data 04.09.2020, era arrestato dai CC della Stazione di Barano d’Ischia (NA) per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, poiché trovato in possesso di Kg.2 di sostanza stupefacente del tipo marijuana – si tenga conto che a seguito dell’arresto dello Iacono inizia l’attività di intercettazione che hanno visto come bersaglio il Mattera Graziano – e ciò in quanto lo Iacono Agostino indicava il Mattera come il suo referente nella attività di custodia della sostanza stupefacente rinvenuta presso la sua abitazione.
Anche le acquisizioni, attraverso la disposta attività di intercettazione, sono inequivocabilmente orientante in tal senso ed in vero in data 30.10.20 Mattera Graziano s’incontrava nei pressi della località Buonopane del Comune di Barano d’Ischia un suo “cliente” a nome Giovanni che gli riferiva di aver notato la presenza dei carabinieri nelle vicinanze della sua abitazione».

CONSAPEVOLE DEL TRADIMENTO
L’arresto dello Iacono si divulgò velocemente e caso strano il Mattera venne a conoscenza che il suo stretto collaboratore si era mostrato particolarmente disponibile a raccontare agli inquirenti tutto ciò che era a sua conoscenza e il “re” comprese da subito che quelle dichiarazioni non erano affatto positive per lui: «Il Mattera gli confidava di avere il sospetto di essere controllato dalle Forze dell’ordine, dopo l’arresto del “meccanico” Agostino Iacono: “si, a me è stato quel meccanico di merda che mi ha inguaiato!”.
L’interlocutore, temendo anche lui di essere coinvolto nelle indagini, invitava il Mattera ad essere più cauto ed a non utilizzare il telefono.

Mattera Graziano rispondeva: “L’erba la do solo a te! L’ho data solo a te!», confermando, così, di essere ancora attivo nel traffico di droga, nonostante l’arresto dello Iacono. Il riferimento “al meccanico di merda che lo ha inguaiato” induce a ritenere che tale soggetto è lo Iacono Agostino, soggetto che come si è evidenziato svolge l’attività di meccanico . Ed ancora in data 3.11.2020 Mattera Graziano parlava con la fidanzata, lamentandosi che Agostino Iacono era la causa delle perquisizioni subite lo stésso giorno dell’arresto dì questi, inveendo contro lo Iacono per le dichiarazioni rese. Come si è evidenziato che a seguito delle dichiarazioni rese dalla Iacono nel corso di una perquisizione presso l’abitazione del Mattera furono rinvenuti grammi 3 di cocaina come indicato al capo nr. 3; Anche il 4.11.2020 Mattera Graziano commentava con la fidanzata l’arresto di Iacono Agostino” temendo che le FFOO potessero ricollegare a lui lo stupefacente sequestrato allo Iacono. Anche la ragazza esternava il suo timore per altri episodi di spaccio posti in essere dal fidanzato, in particolare le vendite effettuate a favore di tale Antonio Mazzella, tratto in arresto l’1.8.2020, allorquando era trovato in possesso dì sostanza stupefacente del tipo marijuana, del peso di grammi 112 circa, contenuto in una busta con scritta “200”. La ragazza si rammaricava per il possibile coinvolgimento del fidanzato nei fatti che avevano portato all’arresto di Iacono Agostino, in particolare la detenzione di 2 kg di sostanza stupefacente del tipo marijuana suddivisa in buste con scritte “200” e “100”.

Nel prosieguo della conversazione registrata, la coppia continuava a commentare le vicende che avevano determinato sia l’arresto di Mazzella Antonio che quello di Iacono Agostino».
Questi elementi, tutti messi insieme, danno la certezza per gli investigatori che da oltre un anno era in piedi un nucleo di soggetti che aveva l’abilità di potersi muovere sul territorio per piazzare le dosi richieste. Sconvolgente il quantitativo di droghe leggere e pesanti che venivano consumate anche nei periodi di bassa stagione, quando i clienti erano tutti isolani. A dimostrazione che i consumatori, i tossicodipendenti erano di un numero così elevato da richiedere costantemente nuovi rifornimenti da parte del clan Iafulli di Napoli.

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