Una partita da mediani |# 4WD

Daily 4ward di Davide Conte del 27 febbraio 2020

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C’è il Barcellona al San Paolo e una meravigliosa festa di sport tocca l’intera città già dal giorno prima, con in primis la frenetica attività di social media marketing della società catalana che, con pochi mezzi e una semplicità lodevole, ha esaltato la città e la sua gente, offrendole un’efficace vetrina mondiale a costo zero verso quasi ottantaquattro milioni di follower.

La felicità di vivere questo evento era senza dubbio condivisa con la consapevolezza di affrontare un’autentica corazzata, guidata da quel piccoletto che, con la dovuta riverenza, tanto ricorda l’altro diez, argentino anche lui ma col quale ogni paragone si dissolve come neve al sole. Eppur volendo cogliere l’attimo e giocarsela fino in fondo anche sugli spalti, ecco che ciascun tifoso si sentiva sempre un po’ “mediano”, con una giustificata paura di perdere e destinato ancora una volta -almeno sulla carta- a cantare e portar la croce al seguito di un santo (la sua squadra) dei cui limiti e della cui stagione a dir poco altalenante era perfettamente consapevole.

Proprio come Lorenzo Insigne, capitano ormai coraggioso e protagonista di una bella gara al pari di tutti i suoi compagni. Gattuso, da bravo “mediano”, ha indovinato il modo più giusto e prudente di affrontare il Barcellona, partendo dal basso e mai scoprendosi oltre il dovuto. E anche Lorenzo ha eseguito il compitino alla perfezione! Eppure, quando si è trattato di scegliere per ben due volte tra dimostrarsi leader servendo il compagno smarcato e fargli segnare un probabilissimo gol-vittoria o ignorarlo e tirare in porta per tentare di affiancare Mertens nel ruolo di protagonista della gara, il 24 di Fratta ha optato per la seconda ipotesi. Gli è andata male. Ed è rimasto ancora una volta “mediano”. Anche lui!

Il campo, come sempre, ha detto la sua, dimostrando che in Europa è lui a decidere e che, salvo rarissimi episodi, vince sempre il migliore. Ma il messaggio più importante resta quello che, poi, è anche il più antico: con tutto il rispetto per i “mediani”, ci sono tanti ottimi giocatori, ma pochi sono veri fuoriclasse.

foto eurosport

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