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Un po’ di coraggio. Ischia e Barano tra “scelte” e “giunte”

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Gaetano Di Meglio | Come vedremo in questa doppia pagina, certe volte, il CORAGGIO fa cose strane. Costruisce e genera equilibri, altre volte li scardina e, soprattutto, fa la differenza quando non c’è.
Siamo partiti dalla più celebre citazione in tema “coraggio”. È quella del capitolo XXV (e per una questione di equilibri familiari, devo dire che Rita, mamma, è stata la mia migliore insegnate del libro di Manzoni) quando Don Abbondio incontra il Cardinale Federico Borromeo e confessa la sua verità: “Il coraggio, uno, se non ce l’ha, mica se lo può dare”.

E senza indugiare troppo nel libro di Manzoni, facciamo un salto nelle mono-amministrazioni (come l’audio) di Ischia e Barano d’Ischia che sono alle prese con la formazione delle giunte.

Partiamo da Barano (questo articolo è stato pubblicato sull’edizione cartacea del nostro giornale il 28 giugno, prima delle decisioni di Gaudioso. Leggile qui) dove è tutto più semplice. O quasi.
Dionigi Gaudioso vorrebbe confermare la giunta “uscente” ma deve fare i conti con uno scoppiettante Alessandro Vacca e con una Francesca Mattera pronta a dover “conto ai suoi elettori”.
Alessandro Vacca, terzo degli eletti, vorrebbe che Dionigi venisse meno alla regola della quota rosa, sfidasse la norma e nominasse 3 assessori maschi e una donna. Come dire “vediamo se hai coraggio”. A questa richiesta, figlia di un coraggio cieco e poco intelligente, il sindaco avrebbe risposto con un no secco. I bene informati dicono di un Dionigi arrabbiato anche solo al pensiero di vedere gongolare Maria Grazia Di Scala, un’altra volta, sulla stessa vicenda e, per di più, con una stratificazione di normativa e giurisprudenza che fa paura… Altro che “coraggio” invocato da Vacca…

L’altro problema per Dionigi sembra essere Francesca Mattera, l’infermiera che è entrata al posto del Dottore. Non vedremo più i bei vestiti blu stirati da Lucia, ma gli abiti colorati della “figlia del dottore” e non stiamo qui a ricordare vecchie filastrocche. La giovane professionista del Pascale avrebbe detto al sindaco di essere pronta a rendere con quanti l’hanno votata e di non voler lasciare la poltrona all’assessore uscente Manuele Mangione. È anche vero che alcuni altri ci hanno raccontato che “la figlia del dottore” sarebbe impegnata per il prossimo anno e anno e mezzo in un progetto medico proprio in terra ferma. Una circostanza, questa, che farebbe venire meno la voglia di “fare”.
Questa sera alle 20.30, nel frattempo, è previsto il summit verità in cui Dionigi scioglierà le riserve in vista del consiglio comunale di domani. Dionigi avrà il “coraggio” di nominare i primi “due” eletti e le prime “due” elette.

Chiuso il capitolo Barano passiamo a Ischia dove la vicenda è più complicata e dove la questione “coraggio” è più accesa. Prima di tutto la questione “Coraggio” dovrebbe essere affrontata da Enzo Ferrandino.
Una questione che riesca a tagliare fuori i luoghi comuni che portano alla formazione della giunta e venga fuori una grande forza nel voler rivoltare Ischia come un calzino.
Una scelta “coraggiosa”, al contrario di Don Abbondio, che dia un impulso forte e diretto al commercio, alle imprese, alla comunità e alla società ischitana. Una scelta che scardini completamente gli schemi e che rivoluzioni il modo di vedere la pubblica amministrazione e che rappresenti, davvero, il grande mandato elettorale ricevuto qualche domenica fa. Avrà, Enzo, questo coraggio? Avrà la forza di nominare una giunta di cinque coraggiosi e impavidi assessori con 5 o 6 punti da compiere nel giro di pochi mesi e dare a Ischia un nuovo assetto senza pensare al voto, al Cencelli e alle reazioni che potrebbero avere i consiglieri comunali e le loro relative liste.
Enzo lo farà? Avrà questo coraggio?

Un’altra questione di coraggio è quella che dovrebbe avere Gianluca Trani. La verità, però, è che Gianluca è un Don Abbondio. Uno con il coraggio non avrebbe mai fatto quello che ha fatto Gianluca.
Ma se trova il coraggio, però, Gianluca potrebbe anche dimettersi da consigliere comunale e affrontare la sfida da vicesindaco. Una sfida da “amministratore” sul serio e non protetto dalla poltrona del consigliere comunale che può scegliere se stare in maggioranza o in minoranza e fare il “saltino” come ha fatto nel passato.
Si darà coraggio Gianluca? Se lo fa, diciamo che leva Enzo Ferrandino anche da qualche altro dubbio. Il primo è la fedeltà di Gianluca alla linea di Enzo. Il sindaco sa bene che Gianluca potrebbe tradire e seguire altre “direzioni” politiche. Con le dimissioni di Gianluca, appunto, la surroga di Titti Lubrano Lobianco sarebbe perfetta. Enzo resterebbe più sicuro e anche Barano sarebbe molto più felice di sapere che in consiglio c’è Titti.

Ma le parole di Alessandro Manzoni sembrano scritte proprio per Gianluca. “il coraggio, uno, se non ce l’ha, mica se lo può dare”! E crediamo che Gianluca Trani resti comodo a fare il presidente del consiglio comunale. Come un Don Abbondio.
L’altra maxi-eletta che dovrebbe mostrare il suo coraggio è Ida De Maio. Ida ha dalla parte sua la doppia opzione: può sia attendere le decisioni di Gianluca e giocare di strategia sia di mettere sul piatto il migliore risultato elettorale sia in termini di voti sia in termini di consiglieri eletti.

Il fatto assolutamente certo è che se Ida De Maio accettasse di dimettersi e otterrebbe la carica di vicesindaco, avrebbe messo una opzione pesante sul futuro dell’amministrazione e il ruolo da futuro candidato sindaco. Anche se, diciamocelo, cinque anni sono lunghissimi da passare! Avrà questo coraggio Ida? Avrà il coraggio di puntare su se stessa e su Enzo Ferrandino?
La questione legata al coraggio finisce qua anche se c’è un’altra piccola coda “e Zefora”. Enzo avrà il coraggio di tagliare i ponti con quelli che gli stanno più fastidio e che gli hanno parlato “male” durante la campagna elettorale? Farà la sua vendetta? Servirà il suo piatto amaro a chi ha provato a giocare, già da ora, con i “nemici”? Anche questo lo scopriremo. Proprio come la questione del “coraggio”.

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