Un partito, trallalà

4WARD today di Davide Conte di Domenica 03 Novembre 2019

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Tutto cominciò con Mario Segni, con la sua esperienza filo-referendaria di “Alleanza Democratica” a cavallo di tangentopoli. Poi fu il turno di Berlusconi, a fine ’93: dalle macerie della prima repubblica, in tanti cercarono di riciclarsi all’interno di quel contenitore del “miracolo italiano” (mancato, purtroppo, negli effetti) che fu Forza Italia. Ci ha provato poi Lamberto Dini, dopo la sua esperienza di governo istituzionale targato Scalfaro; più avanti Di Pietro, con l’Italia dei Valori, di cui oggi non ricordiamo neppure il simbolo.

Salto a pie’ pari un po’ di lustri, ricordando i transfughi di Alleanza Nazionale dopo il declino di Fini con “Futuro e Libertà” che ebbe vita brevissima, proprio come “Rivoluzione Civile – Ingroia”. Ma non potrei mai includere tra gli involontariamente dimenticati il “Centro Democratico” di Tabacci e, soprattutto, la “Scelta Civica – Per l’Italia” lanciato da Luca Cordero di Montezemolo prima di decidere di chiamarsene abilmente fuori, lasciando campo al neo-senatore a vita e premier Mario Monti.

Saltando ai giorni nostri, ci accorgiamo facilmente che la musica è tutt’altro che cambiata. Si pecca di concretezza e anche di fantasia nel soddisfare la necessità di trasformarsi e tentare una nuova identità politica: è il caso di Matteo Renzi con “Italia Viva”, oggi ago della bilancia del Conte-bis e autore del fuoco amico che lo sta ponendo a rischio per la seconda volta, a cavallo della manovra finanziaria. Ma non va dimenticato Carlo Calenda, transfuga di “Scelta Civica” prima e del PD poi, oggi leader di un neonato “Siamo Europei” che, di qui a breve, udite udite, cambierà nome.

Attenzione, non è ancora finita! Tra pochi giorni, mi risulta che verrà fuori anche la nuova creatura di Alessandro Di Battista, in rotta di collisione con il M5S.

Quasi quasi, un funghetto-partitino lo faccio anch’io. Voi no?

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