Un Comune isolato

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Antimo Puca | Un Comune isolato. Frutto di una pianificazione improvvisata e senza prospettive. Sono tanti i punti critici. Un programma tutto schiacciato sul presente senza alcuno slancio strategico e progettualità a lungo termine. Manca completamente una analisi del contesto comunale e dello sviluppo delle varie aree. Alcun accenno all’area costiera né all’ area interna, se non superficiale. Alcune zone è come fossero isolate dal resto che le circonda. Un “facciamo da soli” è l’atteggiamento peggiore.

Abbiamo tutti notato come l’amministrazione voglia decidere senza alcun confronto. Che invece si rende necessario. Si agisce senza pensare alle conseguenze. Senza prospettiva alcuna. Difficile dire cosa sia peggio. Si passa dalle carenze ai ripensamenti, con concezioni che lasciano senza parole. Spesso si parla di crisi per colpa della laicizzazione e della demonizzazione del pensiero sacro. Si fa fatica a commentare o a non ridere. Nel dettaglio, gli spunti più critici riguardano infrastrutture, viabilità e sociale. Non viene detta una parola rispetto ai problemi aperti con lo Stato. Ci troviamo di fronte all’assenza di una strategia unitaria. L’urbanistica partecipata prevede un ufficio che si occupi unicamente di interfacciarsi con gruppi di cittadini suddivisi per aree, a seconda dei vari interventi che devono essere operati su porzioni di Comune, per avviare un dialogo, proporre modifiche dell’assetto urbanistico, ascoltare i cittadini con le loro proposte ed integrarle in un progetto finale.

Questo ufficio dovrebbe quindi operare attraverso personale qualificato per meritocrazia piuttosto che per compromesso o raccomandazione. Ma soprattutto con funzionari e dipendenti che abbiano a cuore il dialogo con i cittadini, organizzando momenti partecipativi di integrazione dei contributi. L’amministrazione si dovrebbe fare carico di comunicare ai cittadini quando l’assetto urbanistico viene modificato, tanto più quando si è dotati di un ufficio preposto all’urbanistica partecipata. Non si può continuare a vivere in questo clima in cui il cittadino deve armarsi contro l’amministrazione, contro cioè quella istituzione che dovrebbe invece servire la collettività. Non si può credere al redigere un piano urbano comunale generale impostato sul minor consumo del suolo e sul recupero urbanistico di aree dismesse di siti degradati. Se getto uno sguardo alla famigerata “riva droite” già la puzza mi invade le narici. Una zona originale ed elegante, anticamente distinta per la presenza di cantine sorte a livello del mare, una zona tutta “made in Ischia” che assumeva, un sapore tra il romantico e l’ avventuriero, zona in cui il visitatore restava inebriato dall’acre odore del vino misto a quello dell’aria di mare, ora trasformato in un letamaio a cielo aperto, la brutta copia de “la Venezia del sud”. Continuando di questo passo, l’incuria di una delle più amate zone costiere al mondo indurra’, chi ancora andrà a visitare quel luogo, sperando di tuffarsi in un sogno, ad indossare lunghi stivali per proteggersi dalle acque incalzanti. Per non parlare della spiaggetta portuale della pagoda,dove sorgono le rovine di un ecomostro che è il Jane.

Una spiaggetta di cui usufruiscono gli abitanti del luogo, diventata pericolosa a causa delle rovine di questo ecomostro che fu una volta un locale notturno, piena di metalli arrugginiti e taglienti, pericolosi per tutti, soprattutto bambini e anziani. Questi sono i biglietti da visita di chi approda alla bella Ischia. E poi, Campagnano, zona interna con panorami mozzafiato, terra feconda di viti, ulivi e fagioli zampognari autoctoni, potrebbe essere valorizzata ed esaltata come zona di vigneti e percorsi interni di immersioni nel verde, ora abbandonata al degrado con spazzatura di ogni sorta in ogni dove. La Bella Ischia si riduce così! Propongo aree verdi e spazi attrezzati collegati ad impianti sportivi che favoriscano abbinamenti tra pratica motoria e sportiva e la valorizzazione di risorse naturali ed ambientali. Insomma: zone volte ad attività ludico/sportive con campetti da calcio, pallacanestro e vari. Esaminiamo quali dovrebbero essere i compiti del dirigente di un ufficio volto alla Urbanistica partecipata: attività di consulenza, supporto tecnico giuridico per la predisposizione di governo e trasformazione territoriale, con particolare attenzione alle possibilità perequative al coinvolgimento dei soggetti sociali nella costruzione delle scelte di piano.

Nulla di ciò è mai stato realizzato. Io non ho mai visto la Amministrazione operare in questo modo. Un Comune che vuole impostare tutto su turismo e commercio deve necessariamente occuparsi dei Commercianti e quindi riunire una Commissione Commercio per impostare un piano di sicurezza del Mercato. Abbiamo cittadini che si sentono violentati da una classe politica che opera unicamente nei confronti degli operatori edili, dei costruttori e degli interessi privati. I nostri attuali motocarrozzisti, discendenti naturali degli antichi Cicerone dell’isola, sono il primo approccio che il forastiero ha con gli abitanti del luogo. Deve essere resa, a questa classe socio/economica, la giusta dignità, affinché si conservi intatta la voglia ed il desiderio di accogliere, ascoltare e servire il turista,tenendo presente che chi approda all’isola riesce a conoscerne gli angoli più belli e panoramici anche grazie a loro, che ne decantano le bellezze con immutato orgoglio. Sarebbe opportuno che questa Amministrazione, più che pensare a spendere soldi in lavori inutili, aiutasse i cittadini del Comune a superare, con minori danni possibili, questo periodo emergenziale storico, aiutando coloro che questa emergenza ha messo in serie difficoltà, considerando che i cittadini del Comune di Ischia hanno dimostrato infinita pazienza.

1 commento

  1. Caro Antimo
    nulla fa una piega di ciò che dici.La mancata partecipazione del cittadino, alle decisioni che un amministrazione prende, nn è purtroppo solo una consuetudine del solo comune di Ischia.L arroganza e l onnipotenza che scaturisce dalle tante decisioni e conseguentemente azioni, senza ascoltare la voce di chi vive ogni giorno quel problema, quella strada e via dicendo, nn fa altro che farci rendere conto della qualità e dell umiltà delle persone che NOI abbiamo ritenuto valide di avere l onere e l onore di rappresentarci.A mio modesto modo di vedere,l amministratore di un paese è anche colui che gira per il suo territorio, che parla con i suoi concittadini, che ascolta i loro problemi ed ancor di più le loro possibili soluzioni e ne tiene seriamente conto.Tutto ciò nn accade in nessun comune del nostro territorio.
    E nn parliamo poi della vivibilità delle nostre strade.Terra di nessuno, dove anche le autorità preposte al controllo sembrino nn vedere.Da padre di un ragazzo adolescente, mi rendo conto che quello che stiamo consegnando alle future generazioni non è sicuramente nulla di buono.

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