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Un cavallo di troia “parcheggiato” tra Cuscitiello e Celestino per Cesare Mattera

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C’è una fase nella campagna elettorale che poi si supera: è quella della “figura di merda”. Questa fase inizia con la presentazione delle liste elettorali e dura per un po’. E a Serrara Fontana, senza nessuna sorpresa, possiamo dire che il podio della figura di merda lo conquistano Luigi Iacono, Vincenzo Acunto e Cesare Mattera.

Partiamo dal primo. Luigione è venuto con la neve in tasca da dove abita ed è venuto a fare il dispensatore di “cazzate” (parola scelta con attenzione!). Lui e Roberto, che vengono collegati non perché padre e figlio ma perché aderenti ad un progetto politico ben identificato (forse l’unico attivo e presente su tutta l’isola d’Ischia) ci hanno raccontato nei mesi post-sfiducia e pre-campagna elettorale un sacco di scemenze. La più grande e quella a cui sono venuti meno ed è quella che aveva raccontato Luigione: “devono accettare il mio programma, il mio simbolo e il mio nome altrimenti nessuna apertura”. La lista di Luigione si chiamava Maestrale, la lista di Cesare “Un amico in comune” e il programma di Luigione non è il programma di Cesare. Tutti insieme pronti a cantare “poro po po poro po po figur e merd”

Dopo averglielo fatto notare, sui social è iniziata una simpatica discussione tra me, il padre e il figlio che non sto qui a riportare. Passa la notte e Roberto Iacono pubblica un testo dove riesce in un’opera letteraria che dovrebbe lasciare senza parole ogni cittadino di Serrara Fontana.

«Ho aderito alla lista di Cesare Mattera perché la sua apertura a molti dei temi che abbiamo sempre ritenuto necessari mi ha sorpreso. Alcuni li abbiamo portati in Consiglio, di altri ne abbiamo parlato sulla stampa, tutto per tentare di stimolare il dibattito pubblico con il sindaco che non c’è mai stato.»

Io non voglio essere tedioso, ma è possibile che Roberto abbia dimenticato che il “dibattito pubblico” non c’era stato neanche con il vicesindaco e con oltre metà della giunta Caruso composta dai principali protagonisti di questa nuova avventura. Vabbè…

Ma andiamo avanti «Per rispondere alle polemiche che qualcuno ha creato ad arte negli ultimi mesi (chi sarà? ndr), ho preferito seguire la mia coscienza e il rispetto che nutro per Serrara Fontana e la mia gente perché la situazione era divenuta insostenibile», Robbè, dovevi seguire le indicazioni del tuo gruppo politico, non la tua coscienza.

Poi c’è un’operazione verità di cui posso essere testimone: “Avevo pure riflettuto sulla possibilità di restare fuori dalla campagna elettorale se non si fossero almeno presi in esame proprio gli argomenti che come minoranza abbiamo elaborato insieme alle soluzioni.» Certo, Roberto, potevi startene fuori dai giochi, come hai provato a farlo fino all’ultimo, ma sei rimasto intrappolato mani e piedi e i troppi “veti”, anche contro di voi, non ti hanno permesso di ragionare con libertà.

Ma la parte più bella da raccontare ai cittadini di Serrara Fontana è quella relativa alle motivazioni che spingono alla candidatura: «Ho aderito alla lista di Cesare Mattera perché la sua apertura a molti dei temi che abbiamo sempre ritenuto necessari mi ha sorpreso» poi «Non mi sarei mai aspettato però che proprio in Cesare il tempo potesse cambiare il suo modo di guardare o ripensare il rilancio di Serrara Fontana partendo proprio da gran parte delle discussioni che abbiamo lanciato in questi anni» e ciliegina sulla torta «E qui, la sorpresa. Nel tempo trascorso prima della presentazione delle liste, Cesare ha mostrato una condivisione su vari argomenti nella necessità di intervenire in maniera comune. Cosa che la maggioranza “chiusa” di Caruso ha sempre escluso anche dal confronto politico.»

Roberto, non ti offendere, ma assomigli molto al quell’elettore che chiese ad Abramo De Siano di aderire alla Massoneria. Abramo, con nonchalance, impugnò il telefonino e davanti a testimoni, chiamò: “Pronto? Massoneria? Roberto vuole entrare nella massoneria, che gli dico? Dopo le elezioni? Ah, perfetto, grazie”. Posò il telefono e con volto serio esclamò: “Dopo le elezioni entri in massoneria”

Non ti offendere, ma davvero pensi che Cesare Mattera che, tra l’altro, ti ha sempre schifato (termine usato perché appropriato al 100%), ti abbia ascoltato? Pensi che abbia dato credito ad una sola parola che tu o il tuo gruppo avete pronunciato? Ci conosciamo da molti anni, ho ricordi allegri della mia infanzia in quel di Succhivo, ma proprio non ci posso credere a questa folgorazione di Cesare sulla via di Luigione.

Avresti fatto meglio a dire che non riuscendo a creare un’alternativa al sistema Caruso (di cui Cesare è stato parte integrante fino ad aprile scorso) hai scelto l’unica parte con cui avevi un contatto. Avete creato un’accozzaglia di persone diverse, di idee distanti e di interessi privati enormi che punta ad una fetta di potere.

Ma la presentazione delle liste per il voto ottobrino ci ha regalato alcune, altri, interessanti, spunti di lettura. Di Luigione già ve ne ho parlato. Ora passiamo all’altro campione di questo periodo pre campagna elettorale. Tutti insieme pronti a cantare “poro po po poro po po figur e merd” per Vincenzo Acunto

Vincenzo Acunto, ha fatto il giro delle sette chiese. Ha giocato con cinque o sei mazzi di carte, ha offeso amici con cui trascorreva pezzi di vita e, alla fine, ha tirato fuori dal cilindro una scartina scelta tra l’ultima notte, a poche ore dalla presentazione delle liste e, nonostante tutto, avendo anche il coraggio di dispensare consigli e imboccate.

Ma pensando alla storia di Serrara Fontana, e avendo vari ricordi che ogni tanto fanno capolino nella “confusione” che di solito abita la mia mente, vi è venuto di sfogliare un po’ il prezioso ischia.org nella sezione elezioni (l’opera di Salvino Napoleone è davvero meravigliosa!) e mi sono messo a cercare un po’ le date storiche delle elezioni di Serrara Fontana.

E veniamo all’ “L’ESN miez e suon” ovvero “L’asino in mezzo ai suoni” e veniamo a Cesare Mattera già vittima di Daniele, Peppino e Cuscitiello e delle strategie che gli altri portano avanti e che lui subisce.

Subito dopo la sfiducia di Caruso, per capire la confusione in cui è caduto Cesare, lui stesso mi disse che Caruso voleva candidare “mazze di scope” al posto di altri candidati molto più seri (evito i nomi perché oggi sono fuori dai giochi).

Ma per capire la vicenda attuale e il “cavallo di troia” parcheggiato tra Cuscitiello e Celestino è bene fare un passo nel passato.

Siamo nel maggio del 1990 quando venne eletto sindaco Antonio Zunta. All’epoca non c’era l’elezione diretta del sindaco e il consiglio comunale gestiva in maniera diversa la sindacatura. L’accordo che vinse l’elezione fu quella che vide Zunta sindaco per 5 mesi (dal 6 maggio al 10 ottobre) e dopo iniziò l’era di Luigi Iacono. L’accordo non mantenuto con Acunto, dopo una lunga storia di larghe intese tra i due (in tutti i sensi si possano pensare queste intese) si arriva al quel17 novembre 1996 quando si sono tenute le elezioni amministrative ed è stato eletto il sindaco Luigi Iacono con una lista civica indipendente. Dopo un mese, più o meno e i fatti di Cava Scura, iniziò l’era di Tilde Trofa fino al 15 maggio 2000 quando il mandato alla carica di sindaco terminò.

In quell’elezione, in cui erano presenti diversi attori anche di questa, si presentò uno schema che lo stesso Acunto ha sostenuto anche questa volta: far cadere il sindaco dopo un anno.

Una sorta di perversione (che ho anche ascoltato in prima persona) contro i cittadini che, però, è stato portato avanti con sistematica cattiveria ai danni di Cesare Mattera. Si, avete capito bene, Cesare Mattera è un sindaco a termine con Antonio Zunta. E senza l’onore e il pregio del dottore Zunta, ma solo per la perversione di Luigione e Acunto che, forse, hanno fatto pace dopo 30 anni.

Lo schema è sempre lo stesso. Certo, questa volta bisogna fare bene i conti con gli eletti, ma questo può essere un gioco da tenere sotto controllo. Fare fuori Celestino e Peppino di Meglio è uno gioco da ragazzi. Entrambi non godono neanche dell’appoggio di tutta la famiglia, pensare un po’ degli altri. Cesare deve stare attento a non spingere troppo per uno o per un altro e quindi deve dare una mano a tutti e il resto dei candidati non possono neanche avvicinarsi ad Acunto e Luigione per storia, appeal e credibilità.

Alla costruzione del cavallo di troia ci hanno lavorato in molti. L’azione principale per realizzare questa perversione è stata quella di creare le condizioni per fare fuori Mustakì e consentire ad Acunto di inserire Cecilia Iacono, completamente votata al credo acuntese.

Insieme a Cecilia Iacono, bisogna contare, Roberto e Sandro Iacono: le pedine di Luigione a cui, tra l’altro, va aggiunta anche Palma Iacono. Luigione, esperto nella materia, sa bene che l’infatuazione di Palma per Cesare è solo momentanea e che l’azione di navigatore di Umberto Di Iorio porta proprio in questa direzione (e poi, chi sfiducia una volta, sfiducia sempre).

E sono già 4 i consiglieri comunali pronti a mandare a casa Cesare al momento opportuno. Si, poi ne mancano altri 3. E mentre 2 sarebbero da trovare quelli di Irene, c’è un’altra pedina molto interessante. Arrivate sempre all’ultimo minuto, e con molti imbarazzi di famiglia, Fanny deve obbedire all’ordine di papà Raustella. E siamo a 5 su 7.

Dopo 30 anni Acunto si trova a rivivere quel sogno interrotto da Luigione tanto tempo fa e che oggi, però, non ha più motivazioni personali per impedirlo. Ma solo un debito di riconoscenza per i tempi andati.

Alla fine, diciamocelo, ad Acunto e a Luigione quanto interessa di Cesare? Niente. Anzi, val bene una sfiducia…

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