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Un altro inutile presidente del consiglio comunale

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Finalmente lo Stato si è reso conto della totale inutilità della figura del presidente del consiglio comunale e nel 2020 ha ridotto la sua indennità di funzione.
Finalmente il presidente non incassa la stessa indennità dell’assessore. Ma affolla le figure inutili che abitano nei nostri consigli comunali. Dante si aggiunge alla lista dei presidenti del consiglio comunale dell’isola: Paolino Buono, Ottorino Mattera, Michele Regine e Nunzia Piro e, al netto dei rispetti pesi politici nelle varie amministrazioni, sono la dimostrazione, plastica, di quanto sia inutile questa carica.

Le chiacchiere a vuoto del sindaco Pascale, ieri in consiglio comunale, hanno provato a dare significato ad una nomina politica che nei comuni inferiori ai 15 mila abitanti non più neanche lo stesso valore e significato degli anni scorsi.
“Ai presidenti dei consigli di comuni superiori a 15.000 abitanti è corrisposta un’indennità mensile di funzione pari a quella degli assessori di comuni della stessa classe demografica” è il terzo comma del regala importanza alla carica di Ischia e Forio.

Ma per quella di Lacco Ameno, oltre al valore simbolico dei 120 o 140 euro al mese (che abbiamo canzonato facendo il verso alla più famosa “Se avessi mille lire al mese” di Gilberto Mazzi), non c’è altro da tirare fuori. Addirittura è la legge che ne riduce sia la portata sia il valore riconoscendone solo il 10% dell’indennità del sindaco che in effetti è già presidente del consiglio comunale in maniera naturale.

Na pipp e tabacc… Uno jogurtino, così, per restare in tema. Una “rata” media da incassare a fine mese…

Fino ad oggi, in verità, dopo oltre un anno non abbiamo trovato nulla di qualitativo nel popolo del “liberà, libertà” di Lacco Ameno e nei suoi consiglieri comunali tanto da giustificare, addirittura, la nomina del presidente del civico consesso. Una nomina, giustamente ignorata dalla minoranza che ha lasciato Giacomino a fare tutto da se. Hai voglia di provare a mettere il RUM in questa carica, caro Leonardo Mennella, quella resta sempre un’altra cosa….
Ed è la storia che abbiamo vissuto che ci racconta l’assenza di qualità tale da rivendicare un ruolo di “prestigio”.

Da un anno la “giovane” classe politica di Lacco Ameno ha prodotto solo e nient’altro che “roba vecchia”: la moglie del sindaco assunta a Forio, il condono alla mamma del sindaco, il fratello dell’assessore al Regno di Nettuno, un altro paio di assunzioni pilotate, una marea di affidamenti diretti sotto soglia, la scuola ancora con le “scolle in fronte” e i ragazzi con i doppi turni, il porto ancora nelle mani dei privati e un paese impoverito per le scelte sbagliate di questi scapestrati al governo bastano come elementi di valutazione?

Certo, potremmo aggiungere anche gli scandali giudiziari, i cambi in giunta per paura dei rinvii a giudizio ma staremmo a raccontare solo la storia “classica” di Lacco Ameno dove i fischi diventano applausi e viceversa.

Ultimo ma non ultimo: Lacco Ameno è un comune che ha il presidente del consiglio comunale ma non ha il segretario generale perché gli ultimi due se ne sono scappati a gambe levate e perché, forse, nessuno ci vuole “venire”. Ma non ditelo troppo in giro, altrimenti “Liberà Libertà”, non lo possono più cantare….

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