Umanità e buona sanità al Rizzoli. Il grazie della famiglia Piro

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Cari lettori,
oggi vogliamo raccontarvi una storia di buona sanità ad Ischia.

Ieri nostro padre, 89 anni, ha necessitato di cure ospedaliere a causa di una grave ed improvvisa impossibilità di deambulare. Conoscete tutti l’iter ma non tutti sanno con quanta passione, rispetto e cura opera il personale del Rizzoli.
Nostro padre, fin dal trasporto in ospedale, è stato trattato con la massima cura ed il lavoro di medici e paramedici è stato scrupoloso, attento ed impeccabile.

Attenti alla persona e soprattutto attenti a preservarne la dignità di uomo prima e di paziente poi. È indecoroso sentire frasi come “Al Lacco possono anche chiudere” o ancora “Non sono buoni a niente”, che ledono i sacrifici di professionisti che svolgono bene il loro lavoro.

pur vero che non si può fare di tutt’erba un fascio, ma la vita in corsia è estenuante e “quelli col camice” sono esseri umani come noi.

Impariamo a dare il giusto peso alle nostre parole e a non denigrare il lavoro di chi, troppo spesso, sottopagato e in una costante realtà di precariato e carenza di personale garantisce ogni giorno a noi isolani un diritto fondamentale: il diritto alla salute.

Vogliamo ringraziare tutti gli operatori sanitari dell’ Ospedale Anna Rizzoli e in particolar modo: l’equipe dell’ unità mobile “Serrara 2”, il dottor Nino Castagliuolo, gli infermieri Salvatore Attanasio e Adolfo Albano. Grazie, a ciascuno di voi.

Le figlie di Pasquale Piro, Patrizia e Annarita

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