Tutti signori senza saperlo | #4WD

Daily 4ward di Davide Conte del 23 gennaio 2020

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Se un marziano sbarcasse in Italia e dovesse capire come siamo messi ascoltando i notiziari, guardando le inchieste televisive, sfogliando i quotidiani, o leggendo libri di economia e sociologia, il quadro della nostra società che ne trarrebbe sarebbe senz’altro fedele all’impronta negativa e catastrofista che ognuno di noi può apprendere ogni giorno dalla propria voglia di tenersi informato. Ma se un attimo dopo, lo stesso marziano volesse cambiare fonte di approfondimento, rivolgendo lo sguardo alle tante persone che non lavorano eppure non si fanno mancare nulla, alle folle da apericena, ai luoghi di villeggiatura estivi ed invernali in overbooking nei periodi di punta, alle case di proprietà e ai relativi comfort (auto, cellulari, scooter etc.) e a tutti i bisogni secondari comunque puntualmente soddisfatti da gran parte degli indigeni, se ne tornerebbe di certo su Marte “archiviando l’enigma Italia come un caso confuso, anche se molto interessante”.

Invito chiunque abbia voglia di leggere poco più di duecento pagine scorrevoli, ben scritte e dense di contenuti tutt’altro che qualunquistici ad acquistare “La società signorile di massa”, l’ultimo lavoro del sociologo quasi settantenne Luca Ricolfi, i cui spunti di riflessione (la premessa di questo 4WARD è figlia della prefazione del suo libro) tornerebbero senz’altro utili anche a noi ischitani. Se infatti riesce difficile, dalle nostre parti, allontanarci da un concetto di mala amministrazione che è sotto gli occhi di tutti e che fa il paio con una situazione economica veramente pregiudizievole per tante aziende pronte a chiudere, molte altre che l’hanno già fatto e persone insospettabili (anche professionisti) pronti a rimettersi in discussione cercando lavoro come dei neo-diplomati o laureati qualunque, dall’altra sembra che ognuno di noi sessantatremila e più sia tutt’altro che preoccupato dalla necessità di una sterzata e di ragionare almeno per un attimo da formica e non da cicala.

Anche ad Ischia, quindi, potremmo dire di avere una “società signorile di massa”. E guai ad affermare, anche dopo aver letto questo pezzo, di non essersene mai accorti!

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