Tutta la preoccupazione di Sibilia

«OGGI NON C'È ALCUNA CERTEZZA SULLA RIPARTENZA DELLA LND»

0

La “bomba” l’aveva lanciata il presidente federale Gravina non più tardi di lunedì: «Protocollo Covid inapplicabile nella prossima stagione». E il riferimento era al calcio professionistico, costretto all’effettuazione di un tampone ogni quattro giorni. «Le squadre dovranno cominciare tra non molto i raduni e siamo in grandissimo ritardo nella conoscenza delle nuove procedure da seguire – aggiunse Gravina –. Non sappiamo questo stato d’emergenza per quanto tempo ancora sarà prorogato. E’ inapplicabile d’ora in avanti. Questo protocollo ha dovuto tener conto dell’evoluzione dell’epidemia nel nostro paese e bisogna continuare a tenerne conto, ma bisogna anche essere realisti: lo abbiamo applicato in una situazione di emergenza per un brevissimo periodo di tempo, ma immaginare di continuare ad applicarlo fino alla fine della prossima stagione sportiva, con tamponi ogni 4 giorni, è impossibile. Sarebbe una violenza fisica verso i giocatori. Bisogna trovare delle altre soluzioni».

RIECCO SIBILIA – L’indomani il vice presidente vicario Figc, Cosimo Sibilia, aveva espresso forti preoccupazioni anche per la vastissima area di sua competenza, ovvero la Lega Nazionale Dilettanti con tutto il mondo giovanile. Ieri Sibilia ha utilizzato i canali ufficiali, ovvero il portale della LND, per approfondire la problematica che andrà affrontata e risolta in breve tempo visto che a metà settembre iniziano i campionati dilettantistici nazionali e le coppe dei comitati regionali. «Ripartire dopo il lockdown è l’obiettivo di tutti. Anche del calcio dilettantistico – spiega il presidente della LND –. Ma ad oggi, nonostante il nostro impegno con contributi, agevolazioni, date e scadenze fissate, non vi è alcuna certezza sulla partenza delle attività. Dopo il protocollo FIGC per la ripresa e per gli allenamenti del 5 giugno scorso, nonostante i nostri solleciti nelle sedi opportune, non c’è al momento alcuna indicazione ufficiale per lo svolgimento di gare e campionati. Ci sono 12mila società e oltre 1 milione di calciatori e calciatrici che attendono con impazienza di sapere se alla fine dell’estate si riprenderà a giocare e in che modo».

È questo l’interrogativo che pone Cosimo Sibilia, facendosi portavoce della preoccupazione del gigantesco movimento della Lega Nazionale Dilettanti, di fatto la più grande comunità sportiva d’Italia e anche d’Europa. «Noi siamo il calcio genuino, quello del campanile e delle piccole imprese locali – prosegue il numero uno dei Dilettanti – quello che contempla il gioco a 11, il calcio femminile, il futsal e il beach soccer, quello dei camp estivi e delle sagre: insomma, quello messo già abbastanza a dura prova dall’emergenza sanitaria e che vuole, con tutte le sue forze, provare a ricominciare».

La Lega Nazionale Dilettanti ha da tempo sollevato il problema attraverso i suoi organismi centrali e periferici con diverse iniziative. «Qui rischiamo di vanificare tutti gli sforzi compiuti per contenere l’emorragia di società e per mettere in sicurezza la stagione 2020-2021 – sottolinea Sibilia –mentre assistiamo al paradosso per cui lo sport amatoriale è ripreso, con la responsabilità demandata alle regioni, e il calcio dilettantistico non sa come e quando ripartire. Serve un protocollo sanitario adeguato e che si arrivi rapidamente ad una soluzione. Ripeto: proseguire con questa incertezza produrrà danni incalcolabili al nostro movimento che non merita di vedere mortificati i sacrifici fatti per assicurare la ripresa delle attività. Lo trovo profondamente ingiusto».

AIC: RIPARTENZA DIFFICILE

L’Associazione Italiana Calciatori chiede un cambio di passo per la ripresa dei campionati. Il neo presidente AIC, Umberto Calcagno, intervenendo ad una trasmissione radiofonica, ha dichiarato che «l’auspicio di tutti noi è che i protocolli siano aggiornati passo dopo passo. Dobbiamo lavorare perché possano essere migliorati; l’ultima parola è sempre della comunità scientifica. I calciatori hanno mostrato la loro professionalità e si sono sempre stati disponibili ai controlli senza problemi. Per i professionisti – ha aggiunto Calcagno – è un problema di organizzazione e di costi. Per i Dilettanti, se i protocolli saranno come quelli attuali, sarà difficile ripartire. Gravina quando parlava dei tamponi da effettuare per i club credo si riferisse soprattutto ai costi».

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui