Turismo “esoterico” per Ischia, una potenzialità grandissima

    Esiste già nel mondo e la nostra isola potrebbe intercettarlo

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    Massimo Coppa | E’ un segmento turistico che esiste già da molti anni, in tutto il mondo, e che smuove migliaia di persone producendo un fatturato di tutto rispetto: è il cosiddetto “turismo esoterico”.

    Agenzie di viaggio presentano itinerari basati su luoghi ritenuti magici e che, comunque, hanno aspetti di grande suggestione basata su fatti misteriosi e credenze leggendarie: basti pensare al fenomeno mondiale che è il sito di Stonehenge, in Gran Bretagna, con i suoi famosi megaliti i quali, in realtà, sono stati messi nell’attuale posizione solo nel Novecento, da autorità lungimiranti che avevano già capito quale incredibile veicolo turistico potevano diventare quelle pietre precedentemente abbandonate sul terreno… Oppure Torino, ritenuta città magica per eccellenza; ma anche Napoli presenta aspetti interessantissimi di cultura alternativa e percorsi “misterici” (il Cimitero delle Fontanelle, la Cappella di Sansevero…). Per non dimenticare i pellegrinaggi lungo la “via Francigena”. Gli esempi potrebbero continuare a lungo.

    Dove voglio andare a parare?

    Se Ischia venisse valorizzata in questo senso e presentata in un certo modo, potrebbe attirare un movimento turistico che, specialmente in questi tempi di crisi generale, sarebbe tutt’altro che da disprezzare. Il turismo esoterico o misterico, insomma, potrebbe annoverare la nostra isola tra le mete consolidate di tutto il mondo.

    Le potenzialità ci sono. La recente puntata della trasmissione “Voyager”, dedicata all’isola d’Ischia ed alla leggenda della “Terra Cava”, è un esempio della pubblicità che una località può ricevere attraverso un programma televisivo famoso. Il Monte Epomeo, secondo una tradizione abbastanza diffusa tra gli appassionati (che fa riferimento ad una cartina fanta-geografica immaginata da Max Fyfield e disponibile ovunque su Internet), costituirebbe uno degli accessi ad un misterioso mondo sotterraneo, insieme ad altre località famose come le piramidi egiziane. Un mondo detto “Agarthi” dove, addirittura, vivrebbe una civiltà evolutissima e pacifica. Pare che persino i nazisti abbiano inviato qui una spedizione per cercare l’accesso ad Agarthi, nell’ambito di una ricerca che impegnò il Terzo Reich ai suoi massimi livelli.

    Così come ad Ischia esistono altre zone misteriose e fatti enigmatici che potrebbero essere inseriti in un percorso turistico ufficiale.

    Con una rubrica settimanale pubblicata dal “Dispari” da febbraio a giugno 2015 (ed ancora disponibile sul sito Internet del giornale) credo di aver dimostrato l’esistenza, dalle nostre parti, di tanti fatti misteriosi dal profumo soprannaturale.

    Ci si può credere o meno, non ha importanza: quello che importa è che questa dovrebbe essere un’occasione da sfruttare, da non perdere. Nel mondo ci sono centinaia di migliaia di persone che credono a queste cose e viaggiano per visitare luoghi particolari con valenze mistiche o, anche, semplicemente folkloristiche.

    Tantissime località vivono e prosperano di leggende, come quella del mostro del lago di Loch Ness, in Scozia, dove – diciamoci la verità – di questo fantomatico essere non esiste alcuna vera prova… Eppure, un intero paese campa di questo da quasi un secolo!

    Già oggi esistono alcuni tour operator che accennano ad Ischia quale località di misteri; e qualche albergo isolano basato tra Forio e Serrara Fontana ospita, ogni anno, nella massima riservatezza, gruppi di sensitivi e di sciamani (sì, esistono ancora!) che vengono sul Monte Epomeo a caricarsi di energia positiva. In quel sistema di valori che vive accanto alla scienza ufficiale ed al mondo razionale e positivista si crede, infatti, che lungo la terra corrano linee di energia spirituale e che l’Epomeo sia uno dei luoghi più energetici del mondo, capace di donare salute e benessere mentale e fisico.

    Dunque, in conclusione; qualcuno storcerà il naso, ma non importa: Ischia ha le potenzialità per aggiungere un importante tassello alla sua offerta turistica.

    Se giustamente pubblicizzata, e con l’organizzazione di percorsi guidati ed itinerari, la nostra isola può diventare stabilmente meta di un turismo particolare, di dimensioni mondiali, ed oltretutto rispettoso dell’ambiente per sua stessa identità culturale. L’Azienda Turismo, le amministrazioni comunali, le agenzie di viaggio e gli stessi albergatori potrebbero e dovrebbero dunque cercare di sviluppare questa potenzialità inedita per Ischia. Anche se, di fondo, non si può evitare di essere pessimisti: basterebbe pensare alla totale mancanza di pubblicità del Museo di Villa Arbusto, che contiene reperti archeologici per i quali, altrove, farebbero a pugni.

    www.massimocoppa.it

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