Trofa: “A Forio non avevo più nulla da dare. Col Procida uno snodo fondamentale”

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L’Ischia, che si è presa la vetta all’alba del girone di ritorno, è riuscita a tenerla nella sua prima uscita da capolista. La squadra gialloblu, domenica pomeriggio, ci ha messo un tantino, ma è venuta a capo del Sant’Agnello Promotion e si è confermata leader del girone B. Gli isolani sono in striscia positiva: 7 le vittorie consecutive riportate da Castagna & co, dopo la sciagurata (e sfortunata) sconfitta subita in casa del Santa Maria la Carità. Comunque, all’orizzonte per gli uomini di Billone Monti c’è il derby da giocare in casa del Procida. Un match con tanti significati, che attrarrà tante persone (molti ischitani) allo Spinetti, ma soprattutto che ha punti pesantissimi in palio. Nessuno vorrà fallire, soprattutto l’Ischia, che dovrà tenere a distanza il Pianura e che – per fare ciò – si è anche rinforzata a dicembre, con gli arrivi di Di Costanzo, Salatiello e Davide Trofa. Quest’ultimo, è stato al centro di uno stucchevole tira e molla, che si è risolto col suo addio al Real Forio e l’approdo alla corte di D’Abundo. Con Trofa abbiamo fatto una chiacchierata, nella quale ci ha parlato del momento della squadra e della sua scelta di lasciare i biancoverdi. Ecco le parole del calciatore.

Trofa, domenica l’Ischia ci ha messo un tempo per venire a capo del Sant’Agnello, poi avete sbloccato il risultato e tutto è stato più facile. Quali sono state le difficoltà nella prima parte?
“Diciamo che difficoltà non ce ne sono state realmente. Il Sant’Agnello era una squadra organizzata, non di sprovveduti. Credo potessimo fare di più dal punto di vista del palleggio, della velocità della manovra nel primo tempo. Nella ripresa, invece, dopo aver trovato il vantaggio abbiamo avuto molto più spazio visto che gli avversari dovevano fare qualcosa ed abbiamo potuto sfruttare le caratteristiche dei nostri avanti. E’ stato, quindi, tutto più facile e, a mio avviso, il risultato poteva anche essere più rotondo. Il Sant’Agnello era venuto solo a fare contenimento, avevano come primo obiettivo il non prendere gol e non era difficile scardinarli subito”.

Si è subito ambientato nella sua nuova realtà. E’ anche vero che un giocatore della sua esperienza fa poca fatica in Promozione. Che ambiente ha trovato ad Ischia?
“Un aiuto ad ambientarmi me lo ha dato il fatto di conoscere tutti i nuovi compagni. Ad Ischia sono stato una vita, quindi conoscevo già le persone che ci gravitano, dal magazziniere in poi. Ho trovato un ambiente sereno, tranquillo, pieno di amici. I ragazzi sanno quello che vogliono, quindi è tutto molto bello”.

Senza offesa per nessuno, ha trovato un ambiente al quale non era più abituato negli ultimi anni della sua carriera…
“La società dell’Ischia non ha lasciato nulla al caso. C’è uno staff medico importante, un magazziniere che è il top della professione, c’è molto materiale tecnico a disposizione. Diciamo che ci sono molte figure e che ognuna ha il suo compito, cosa che rende tutto più agevole, più semplice, a noi calciatori, che abbiamo responsabilità limitate solo al nostro ambito”.

Sabato, invece, avrete una partita molto complicata in casa del Procida. E’ un derby, ma soprattutto un match con in palio punti pesanti per l’alta classifica…
“Infatti, poi alla semplicità di cui parlavo, si contrappone il campo. Il calcio è bello per questo. E’ vero che meno si lascia al caso e meglio è, ma col Procida sarà una partita difficile, uno snodo fondamentale. Troveremo un campo stretto, completamente diverso dal Mazzella, una squadra costruita perbene, organizzata. composta da calciatori validissimi ed uniti, che potrebbero fare anche altre categorie. Noi ci stiamo allenando con impegno, per preparare la partita al meglio perché sappiamo che è importantissimo uscire con un buon risultato dallo Spinetti”.

A parte la valenza per la classifica, la partita col Procida può essere importante anche per il distacco che voi ed il Pianura potreste creare fra voi e le terze in chiave play off. State pensando anche a questa possibilità? Ovvero che gli spareggi potrebbero essere annullati quest’anno?
“Penso sia presto per pensare a ciò. Alla fine, dobbiamo pensare partita per partita, pensando a dare il massimo sabato. Pian piano la situazione si delineerà. Dobbiamo lavorare giorno per giorno e pensare una gara alla volta, tenendo presente l’obiettivo, che è fare più punti possibile. Ogni partita nasconde insidie, episodi che possono condizionarle. Noi dobbiamo pensare a ridurre al minimo questi e sfruttare al massimo quelli positivi per fare punti. La partita col Procida può dare una svolta in ambo i sensi, anche in vista play off, comunque. I biancorossi sono la terza forza del campionato e lo stanno dimostrando”.

In vista della vittoria del campionato, visto che siete una squadra forte e ben assortita, quale potrebbe essere un vostro eventuale punto debole? Forse il prendere sotto gamba qualche avversaria essendo troppo convinti della vostra forza?
“Ogni partita fa storia a se. Nel calcio, l’ultima può battere la prima. Si deve pensare a dare il massimo e nelle due partite che ho vissuto da protagonista ci siamo riusciti. Alla fine, in queste due partite, si è visto che contro squadre non di prima fascia come il San Sebastiano, ci possono essere episodi tali dall’indirizzarle in una maniera od in un’altra. Bisogna prestare attenzione, tirando le somme alla fine. Alla lunga, i valori verranno fuori e la classifica dirà quello che meritiamo, nella speranza che l’obiettivo sarà raggiunto”.

Trofa, quando si cambia squadra, ci sono dei motivi che portano il calciatore verso la nuova e dei motivi che lo allontanano dalla vecchia. Fermo restando che conosciamo quelli che l’hanno portata ad Ischia, come il blasone del club ed il suo progetto, ci dice quali sono quelli che l’hanno allontanata da Forio?
“Per me è stata una sconfitta lasciare il Real Forio, soprattutto a metà stagione. A livello personale non è stato bello. Avrei voluto che tutto fosse stato diverso, ma nella vita si devono fare delle scelte. Ero arrivato al punto che rimanere a Forio sarebbe stata la cosa più semplice, perché ero ben voluto da tutti ed ero il punto di riferimento, però dopo tante situazioni e vicissitudini, mentalmente non avevo più nulla da dare. Mi sentivo inutile per la squadra. Anche se sarebbe stato semplice restare a Forio, in cuor mio sapevo che alla causa Forio non avevo nulla da dare. Non riuscivo più ad aiutare e trascinare i ragazzi, quindi la coscienza mi ha detto di dare una scossa e cambiare. Magari, avevo bisogno di nuovi stimoli”.

Nel transitare dal Forio all’Ischia, ci sono state lunghe giornate, forse settimane, in cui è rimasto indeciso se muoversi o meno. In quei giorni, ci sono state ingerenze extracalcistiche, che miravano a convincerla di un qualcosa. Senza fare nomi, ne circostanze, mi dice come ha vissuto interiormente quel periodo?
“A Forio sono stato benissimo, quindi ho preso un periodo di riflessione perché sapevo cosa stavo andando a lasciare. Ero ben voluto da tutti, ho avuto a che fare con persone squisite come l’avvocato Di Maio, un uomo che a volte è stato lasciato solo e che ha potuto fare qualche errore ma che ha sempre messo passione. Ero titubante, non convintissimo della scelta ed ho preferito farla con tutta la tranquillità del caso. Quando si deve abbracciare un nuovo progetto, lo si deve fare con tutto se stesso, senza che si lascino indietro rimorsi e rimpianti. Mi sono preso il mio tempo per valutare con calma e serenità. La cosa più semplice sarebbe stata restare a Forio, ma la sentivo come una presa in giro nei confronti dei tifosi, dei dirigenti e dei miei compagni perché calcisticamente parlando ero inutile diciamo, quindi non ho voluto proseguire lì. Al Real Forio ho lasciato persone che stimo ed a cui voglio bene, ma ho seguito la mia coscienza ed il mio cuore. Non volevo prendere in giro nessuno”.



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