Trenini, scoppia la pace tra Dionigi e la Cooperativa Torquato Tasso

La cooperativa restituirà i due trenini che teneva “in ostaggio” e rinuncerà al ricorso al Tar per danni da 150.000 euro. L’Ente a sua volta lascerà cadere tutte le azioni giudiziarie intraprese, compresa quella penale. Tutto nasce dalla gara bandita nel 2013 per il servizio turistico mai espletato per mancanza di autorizzazione provinciale e la successiva locazione per un anno dei mezzi, poi non restituiti

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Alla fine è scoppiata la pace tra il Comune di Barano e la cooperativa Torquato Tasso per la nota vicenda dei due trenini turistici contesi. Dopo un lungo contenzioso costellato di diffide ed azioni giudiziarie in tutte le sedi, da quella civile a quella penale per finire al Tar, l’Ente e la cooperativa con sede ad Isernia hanno deciso di giungere ad un accordo e sottoscrivere una transazione che ponga una volta per tutte la parola fine all’annosa querelle.

Tutto nasceva dalla iniziativa avviata diversi anni fa dal Comune di Barano, all’epoca amministrato da Paolino Buono, di istituire un servizio di trasporto turistico con l’utilizzo dei due trenini su gomma appositamente acquistati. Bandendo nel 2013 una gara per la gestione vinta dalla cooperativa. Ma a causa dell’assenza del nulla osta provinciale, l’iniziativa rimase lettera morta, aggiudicazione compresa. il servizio turistico una chimera. A questo punto il Comune in attesa di un’autorizzazione mai arrivata, nel 2014 stipulò con la Torquato Tasso un contratto di locazione dei due trenini della durata di un anno con scadenza al 31.5.2015, dietro il pagamento di un canone di 6.000 euro annui, avendo la cooperativa sempre sostenuto che i mezzi erano in cattivo stato di manutenzione. Scaduto il contratto, i trenini non erano stati restituiti e secondo la tesi del Comune ne era continuato l’utilizzo a Sorrento. Il che aveva innescato il complicato contenzioso.

Il Comune, sostenendo tra l’altro che il contratto di locazione prevedeva anche la custodia e manutenzione a carico della cooperativa, ne rivendicava la restituzione. Alla diffida la Torquato Tasso rispondeva vantando il risarcimento dei danni per la mancata effettuazione del servizio per il quale aveva vinto la gara, addebitando al Comune l’inadempimento. E dunque sostenendo che avrebbe trattenuto i trenini fino a quando non fosse stata risarcita. L’Ente allora citava in giudizio la cooperativa dinanzi alla sezione distaccata di Ischia ottenendo una sentenza favorevole e relativo decreto ingiuntivo, a cui però la Torquato Tasso si opponeva. Allora il Comune avviava addirittura un’azione penale, tuttora pendente dinanzi al tribunale di Torre Annunziata. Il “botto” arrivava però a febbraio di quest’anno, quando la cooperativa era ricorsa al Tar Campania sostenendo appunto l’inadempimento da parte dell’Ente che non aveva concluso la procedura di gara e che era responsabile della mancata autorizzazione provinciale per il servizio turistico. Chiedendo come risarcimento dei danni la bellezza di 150.000 euro. Anche questo ancora pendente.

LA TRANSAZIONE

Troppa carne a cuocere. E il rischio per il Comune di dover realmente pagare un cospicuo risarcimento. Alla fine, come si legge nella delibera di Giunta che dopo aver riassunto il corposo iter del contenzioso approva la transazione, «a seguito di trattative intercorse, le parti sono addivenute alla determinazione di definire in via stragiudiziale le vicende summenzionate». Dopo un prolungato e veemente scambio di accuse, azioni e ritorsioni a colpi di carta bollata, si è deciso di chiudere la questione all’insegna del “volemose bene”. Contrapposizione nata dall’indizione della gara e successiva aggiudicazione probabilmente troppo “precipitose”, vista l’assenza dell’autorizzazione dell’allora Provincia. Con una retromarcia e un “accomodamento” (la locazione) che non aveva sortito gli effetti sperati dall’Amministrazione comunale, anzi aveva complicato tutto.

L’accordo prevede che la Torquato Tasso restituisca al Comune i due trenini dichiarando che«sono stati correttamente riattati e sono pronti all’uso, essendo state espletate tutte le opere di manutenzione necessarie per il corretto esercizio dei mezzi». Inoltre rinuncia alle azioni giudiziarie intraprese, ovvero l’opposizione al decreto ingiuntivo e il ricorso al Tar per i 150.000 euro di danni. Il Comune, da parte sua, rinuncia al decreto ingiuntivo e all’azione penale tuttora pendenti. Le spese saranno compensate, tranne quelle dell’azione penale, che saranno a carico della cooperativa.

Sottoscritta la transazione, nessuna delle due parti potrà più avanzare pretese, in quanto entrambe rinunciano «a qualsivoglia azione direttamente o indirettamente ricollegabile alla gara espletata ovvero al contratto di locazione stipulato o, ad ogni modo, connessa ai mezzi ivi riconsegnati, oltre che all’eventuale indennità di detenzione degli stessi». Una soluzione a cui sempre più spesso si finisce con il ricorrere nei contenziosi tra Enti e privati, vuoi per i rischi pesanti per entrambe le parti, vuoi anche per la lentezza e incertezza della giustizia.

Dunque a breve i trenini saranno restituiti al Comune, a quanto pare in ottimo stato e pronti al funzionamento. Cosa ne farà Dionigi? Si spera che non ne nascano nuove iniziative “sballate” e conseguenti contenziosi che, anche se poi si concludono “a tarallucci e vino”, comportano comunque spese legali a tutto danno dei cittadini contribuenti.

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