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Trasporti. Nel Golfo irrompe Tomasos, c’è anche TTT Lines per le Osp

Pasquale Raicaldo | Non gli era riuscita (per ora) la scalata alla Caremar, né era andato in porto il progetto delle corse aggiuntive finanziate dal Comune di Ischia con la tassa di soggiorno. Ora, l’armatore di origini greche Alexis Tomasos e la sua TTT Lines ci potrebbero riprovare con le gare internazionali per l’assegnazione pluriennali dei collegamenti marittimi con obbligo di servizio pubblico.
Le famose gare europee di Vetrella, per intenderci, in proiezione delle quali – entro lo scorso 10 dicembre – le aziende interessate dovevano presentare una documentazione tecnica, la cosiddetta prequalifica. Lo hanno fatto, secondo i rumors raccolti in queste ore, in sette: ci sono Medmar, Alilauro (per il lotto Ischia), Alilauro Gruson (per il lotto Capri) e Snav, probabilmente Gestur e Libera Navigazione del Golfo. La vera novità, dunque, potrebbe essere proprio TTT Lines, che aveva masticato amaro dopo l’esclusione dalla gara per l’aggiudicazione della Caremar, fino ad inoltrare l’ormai celeberrimo ricorso, firmato nel raggruppamento d’impresa con Davimar Eolia Navigazioni, attraverso la società Marworld ship managemant and service.
Un ricorso che ha portato al pronunciamento del Tar, che lo scorso giugno ha annullato la gara, decisione contro la quale Snav e Rifim, le due aziende vincitrici, hanno inoltrato ricorso al Consiglio di Stato, che deciderà in questi giorni, probabilmente il 18 dicembre.
Ma Tomasos stavolta farebbe sul serio. E l’apertura al mercato varata dall’assessore Vetrella, che ha già portato ai ricorsi degli armatori che operano nel Golfo (ricorsi che, anche in questo caso, potrebbero bloccare l’iter delle gare ancor prima che queste comincino), ingolosisce TTT Lines, che ha presentato la prequalifica, che – come per gli altri operatori interessati ai due lotti – «servirà ad accertare il possesso dei requisiti minimi di capacità “morale, economica e tecnico-professionale” richiesti». Solo successivamente alla documentazione verrà trasmessa una ‘lettera di invito’ ai soggetti ammessi a partecipare alle gare, che non necessariamente – dunque – devono mostrarvi interesse.
Insomma, l’iter è ancora lunga: lo stesso Vetrella, peraltro, proprio nella sala consiliare del Comune di Casamicciola, aveva parlato di tempi tecnici dilatati («Scordatevi che le linee siano assegnate prima di quattro-cinque mesi, nel migliore dei casi»), scartando l’ipotesi inquietante che le stesse gare – che assegnano i servizi minimi, con contributi regionali, per i prossimi nove anni – vadano deserte.
Per il trasporto marittimo, come accennato, sono previsti due lotti.  Il primo per la tratta fino a Capri, il secondo – che ci riguarda da vicino – per le isole di Ischia e Procida. Nel primo caso, le miglia marine sono circa 150mila e l’importo totale garantito dalla Regione è di 9 milioni. Per le altre due isole, invece, le miglia marine sono circa 300 mila, per un importo totale di 27 milioni di euro, 3 all’anno. Un paradosso, se pensiamo che la Caremar – per lo stesso servizio – partiva da una base d’asta, per la privatizzazione, di 19 milioni di euro all’anno. L’asta al ribasso aveva visto l’aggiudicazione a Snav-Rifim per circa 11 milioni di euro, comunque molto in più della cifra che la Regione garantirebbe, oggi, a quanti espleteranno lo stesso servizio.
E’ per questo che oggi le compagnie private sono sul piede di guerra: la cifra sarebbe sensibilmente inadeguata.
Ma non finisce certo qui. Perché le gare prevedono anche che le aziende possano partecipare da sole oppure in raggruppamenti temporanei. «Anche per evitare una eccessiva frammentazione del mercato – ha ribadito Vetrella – abbiamo previsto che l’azienda capofila abbia i requisiti di capacità tecnico, professionale ed economico-finanziaria ed eseguire le prestazioni in misura non inferiore al 50% e che ciascun ulteriore operatore deve eseguire prestazioni in misura non inferiore al 10%. In questo modo, ogni raggruppamento di impresa potrà essere costituito al massimo da 6 soggetti». L’auspicio era quello di un panorama più variegato di quello attuale, che sembra reggere su un chiaro oligopolio, ancor più marcato se la privatizzazione della Caremar – al momento bloccata in attesa dell’esito del ricorso al Consiglio di stato – dovesse sorridere ad armatori già impegnati nel Golfo, come gli Aponte e i D’Abundo. Ma l’effetto potrebbe proprio essere quello contrario: con nuovi asset obbligati tra armatori che acquisiscano un lotto comprensivo di spostamenti in traghetto e aliscafo, Medmar e Alilauro – per esempio – sarebbero “costrette” a raggrupparsi. Lo faranno?
Ancora presto, per comprendere cosa accadrà. Certo è che i ricorsi fioccano (e Vetrella, avendolo immaginato, ha chiesto ad associazioni e utenti un’alleanza per sconfiggere l’oligopolio) e il futuro non sembra propriamente roseo, anche perché dal prossimo primo gennaio, quando scadranno ancora le convenzioni con gli armatori del Golfo, i servizi minimi saranno nuovamente affidati in regime di proroga. O, almeno, è quel che pensa la Regione.



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