Trasporti marittimi: le isole discriminate. Per Procida, accosto intermedio, non c’é riserva di posti

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Leo Pugliese | L’ordinanza n° 48 del 17 maggio 2020 della Regione Campania ha fissato le linee guida per le riaperture delle attività commerciali dal 18 maggio scorso fino al 31 luglio, ma solo fino al 31 maggio prossimo per i servizi di trasporto pubblico locale (TPL), con le note misure di distanziamento sociale e di sanificazione.

Per quelli di “linea terrestri (su ferro e su gomma) e per i servizi TPL non di linea è disposta la riattivazione dei servizi, nella misura del 100 % dei servizi programmati in ordinario, fatte salve diverse disposizioni degli Enti locali competenti, privilegiando nell’organizzazione dei servizi le fasce orarie e le tratte di maggiore affluenza”. Poiché il 100% dei servizi corrisponde intorno al 50% dei posti disponibili, opportunamente è stato previsto una integrazione con l’utilizzo di pullman per soddisfare le esigenze degli utenti.

“Per i servizi di TPL marittimo, al fine di garantire la continuità territoriale con le isole del Golfo, resta confermata l’attivazione dei servizi programmati in ordinario fino al 60%, fermo restante un costante monitoraggio in raccordo con gli Enti locali interessati.” Il 60%, con in più la riduzione delle disponibilità dei posti per i viaggiatori per il distanziamento, è un tetto massimo, che per Procida non è stato raggiunto.

La Caremar che gode di contratto con pubblica integrazione economica, come è stato già di recente osservato dalle organizzazioni sociali dell’utenza, complessivamente nello stesso periodo dello scorso anno effettuava da Procida, 18 corse con traghetti e 13 con aliscafi, oggi almeno fino al 31 maggio prossimo ne effettua complessivamente solo 22, circa il 71%, mentre i privati ne conservano percentuali molto ridotte, in media del 30%, risultandone penalizzati maggiormente i collegamenti con Pozzuoli.

A ciò va aggiunto che per Procida, accosto intermedio, non c’é riserva di posti, una problematica cui occorrerà porre rimedio.

Il taglio delle corse effettuate dall’armamento privato quindi è stato ed è notevole, pur considerando le difficoltà di gestione ed osservando che Governo e Regione, tra i miliardi di Euro fatti balenare e le misure di sostegno ad imprenditori e lavoratori adottate, hanno totalmente dimenticato il settore marittimo, ancora una volta.

Con qualche lodevole eccezione, lo stesso armamento privato ha mostrato il solito scarso interesse per il rispetto dei collegamenti per Procida.

Va osservato che il lavoro da remoto e l’ancora lenta ripresa di quelli che erano gli abituali spostamenti delle persone per le varie esigenze, causata dal terrore imposto per circa tre mesi, da un lato non crea ancora marcati disagi per gli scarsi collegamenti riattivati, ma al tempo stesso per molte esigenze si sceglie il rinvio per la difficoltà di spostarsi e ciò rallenta la ripresa delle attività.  

Per i servizi di TPL verso le isole del Golfo non solo non valgono le opportunità di chi abita in continente regionale, dove, peraltro si può fruire di spostamenti autonomi e con mezzi privati vari, ma, decretando la riapertura di tutte le attività bisogna anche tener conto che le esigenze dei residenti in Campania hanno necessità di essere soddisfatte.  Ciò, non diciamo nulla di nuovo, fa emergere quella necessità che tutto il settore sia considerato TPL e soggetto ad apposito contratto di servizio, com’è possibile imporre volendo.

Questo diverso modo di gestire il settore va deciso e programmato da subito, alla luce della negativa esperienza.

Nell’immediato, al di fuori di una tale soluzione futura, va tenuto conto che se non si modifica questo stato di cose l’economia delle tre isole, Procida in particolare, subisce danni fino al 31 maggio. E dopo? Ci sarà la ripresa dei collegamenti come al tempo pre-covid 19 o ci sarà solo qualche ulteriore aggiunta di corse in attesa di chissà quale futura ripresa economica mondiale?

Alle esigenze dei residenti nell’isola e sul territorio campano si aggiungono a breve quelle del turismo nazionale ed internazionale. Occorrerà forse che gli utenti si accapiglino all’imbarco per assicurarsi un posto a bordo per decidere di ripristinare le corse ancora mancanti, per motivi di ordine pubblico?

E’ necessario che la Regione provveda da subito a tener conto di tale situazione, anche per le problematiche della incombente stagione estiva, o i danni economici e sociali per le tre isole saranno gravissimi con ripercussione di lunga portata, quella di Procida in particolare peggio condizionata dai collegamenti marittimi.   

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