Ischia rischia di pagare ancora una volta il prezzo di una gestione emergenziale dei collegamenti marittimi. A lanciare l’allarme è l’AICOM – Associazione Commercio Servizi e Turismo Isola d’Ischia, che in una nota datata 3 gennaio 2026 richiama l’attenzione su una situazione diventata ormai quotidiana e insostenibile per le imprese isolane.
Tutto ha origine dall’avaria che ha colpito la motonave Maria Buono lo scorso 27 dicembre. A partire dalla corsa notturna delle 2.30, la società Medmar ha disposto la sostituzione con la motonave Benito Buono, che ha garantito i collegamenti sulle tratte Ischia–Pozzuoli e ritorno, effettuando le partenze delle 4.30, 8.10, 11.10 e 15.00 da Ischia e delle 6.25, 9.40, 13.30 e 16.30 da Pozzuoli.
Una soluzione tampone che, seppur con qualche inevitabile difficoltà, aveva consentito di reggere l’urto. Il problema, però, si è aggravato nei giorni successivi, quando sulle stesse tratte è stata immessa in linea la motonave Nereide, unità con una capacità di carico sensibilmente inferiore: circa dieci mezzi commerciali contro i venti garantiti dalla Benito Buono.
Una scelta che l’AICOM definisce apertamente inadeguata rispetto alle esigenze operative dell’isola. Gli effetti sono sotto gli occhi di tutti: autotrasportatori e operatori economici, pur prenotando con largo anticipo, restano spesso bloccati in banchina per ore, senza riuscire a imbarcare. Una situazione che si ripercuote sull’intero comparto produttivo, dal commercio alla ristorazione, fino ai servizi essenziali.
Nella sua presa di posizione, l’associazione guidata dal presidente Marco Laraspata indica anche una soluzione precisa e immediata: l’immissione in linea della motonave Giulia d’Abundo, attualmente in disarmo nel porto di Napoli. Un’unità che, per capacità di carico e caratteristiche tecniche, risulterebbe analoga alla Maria Buono e alla Benito Buono e dunque pienamente idonea a garantire la continuità del servizio merci da e per Ischia.
Non è la prima volta che l’isola si trova a fare i conti con criticità di questo tipo. L’AICOM ricorda come, in passato, situazioni analoghe abbiano già generato forti tensioni nei porti di Ischia e Pozzuoli, tra corse saltate, ritardi e insufficienza dei mezzi impiegati.
A rendere ancora più urgente l’intervento è la prospettiva di una lunga sosta della Maria Buono, che secondo le stime potrebbe restare ferma per lavori di manutenzione almeno tre o quattro mesi. Un arco di tempo incompatibile con una gestione al ribasso del trasporto merci, soprattutto in un periodo in cui l’isola tenta faticosamente di mantenere in piedi la propria economia.
Da qui l’appello finale alla società Medmar e alle Autorità competenti affinché valutino con urgenza la sostituzione della Nereide con la Giulia d’Abundo, evitando che l’ennesima emergenza annunciata si trasformi, come troppo spesso accade, in normalità. Ischia, ancora una volta, chiede semplicemente di non essere trattata come una variabile secondaria.







