Trasporti, la regione ancora assente. Paga per Monte di Procida-Procida e non per Ischia-Procida-Napoli

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Gaetano Di Meglio | La Medmar ha tagliato le corse per Napoli. L’EAV bus ha tagliato le corse serali. La Snav ridurrà i collegamenti con la terraferma ad una corsa andata e ritorno al giorno. A breve Alilauro comunicherà l’orario invernale. Potremmo iniziare ad attaccare gli armatori del golfo di Napoli. Fare nostro il grido di protesta procidano per la riduzione dei collegamenti e avremmo l’applauso a basso costo della maggior parte dei cittadini isolani.

Eppure il vero problema e il vero nemico continua ad essere la Regione Campania. E non fa differenza, che il governatore si chiami Bassolino, Caldoro o De Luca il problema è sempre lo stesso: fino a quando la Regione Campania non interverrà con fondi pubblici nel garantire la nostra continuità territoriale sarà sempre sottomessa agli interessi economici e di “cassa” dell’armatore di turno. E la colpa è nostra. E’ nostra perché fa più figo attaccare il Lauro, il D’Abundo o l’Aponte di turno e non chiedere conto ai sindaci di fare la voce grossa con la Regione Campania e chiedere un investimento in bilancio chiaro e fermo per i trasporti marittimi.

Sia chiaro, la Regione paga profusamente la Caremar (che lascia sporchi i traghetti e non controlla l’educazione dei propri lavoratori), paga il collegamento marittimo tra Procida e Monte di Procida per 15 studenti (più o meno) e paga il collegamento marittimo notturno delle 2.30. E il resto? Per il resto, ad esempio, la Regione Campania investe 4 milioni di euro per garantire l’ingresso in linea di 250 pullman turistici per portare i ragazzi a scuole e gli ischitani o i procidani a Napoli? Niente. 670 milioni di euro contro 11 milioni di euro è la fotografia della differenza tra quanto la Regione investe per i trasporti terrestri e quelli che investe per i trasporti marittimi.
E tutti tacciono. Ci trastulliamo nella critica (quasi sempre giusta al 100%, ndr) agli armatori del golfo ma mai che alziamo una voce di protesta contro chi se ne frega di ognuno di noi.

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