mercoledì, Marzo 3, 2021

Trasporti, è ancora crisi. Nuovi tagli alle corse e lavoratori nel caos

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Ida Trofa | La crisi economica innescata dal Covid si ripercuote anche sui collegamenti marittimi con le isole del Golfo. La fumata del vertice in Regione è grigia, gli armatori delle compagnie che assicurano il collegamento hanno riferito a Luca Cascone, responsabile dei trasporti a Palazzo Santa Lucia, che la situazione è insostenibile – troppo elevati i costi rispetto a un numero esiguo di passeggeri – e che è necessario un taglio delle corse invernali che sono già partiti e che continuano ancora a danno delle collettività, tra il «continente» e le isole del Golfo di Napoli.

Cascone ha incontrato prima i sindaci dei Comuni delle isole, poi gli armatori. A seguito del confronto politico la dimidazione delle linee prosegue e dall’8 novembre sono stati registrati nuovi tagli dopo lo stop delle navi traghetto su Napoli e ai tagli delle corse dei mezzi veloci. A questo punto è chiaro che la Regione deve intervenire anche in maniera forte dando un contributo amministrativo e politico, ma soprattutto economico. Non può esser la sola utenza a pagare il prezzo più pesante restando ancora più isolata, senza tutela.

Inoltre il taglio del 50% dei posti sui mezzi del trasporto pubblico e, dunque, anche sulle vie del mare nel nuovo Dpcm con la riduzione della capienza massima annunciata dal presidente del Consiglio sta gettando nello sconforto il settore. Non mancano, per questo, le critiche per i disagi ai viaggiatori lasciati senza trasporto pubblico e per i lavoratori che rischiano il posto. Infatti, secondo le disposizioni a venire “Sui mezzi di trasporto pubblico ci sarà una capienza massima del 50% e prevediamo limiti alla circolazione delle persone verso le regioni più a rischio e nella fascia serale”, lo ha detto nel corso dell’audizione in Parlamento il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, durante il suo intervento alla Camera dei deputati per riferire sulle nuove misure anti-Covid.

Il nuovo Dpcm, che il governo si appresta a varare, conterrà misure restrittive che saranno differenziate a seconda dei livelli di contagi nei territori. Ogni intervento, ha detto il presidente del Consiglio, sarà vagliato a seconda della soglia di criticità e basato su vari parametri. Rispetto alla prima fase, quindi, ci saranno misure mirate e non un lockdown generalizzato per tutto il Paese.
E per quanto riguarda il Segreteria Regionale Campania le sigle sindacali FILT-GCIL; FIT – CISL;UIL – TRASPORTI sono già stati notiziati del contenimento della durata dei periodi di imbarco. Ecco quanto si legge agli atti: «Per le buone relazioni sindacali e nel rispetto dei reciproci ruoli, si informano le 00.SS. in indirizzo, che a seguito della riduzione dei collegamenti marittimi garantiti nell’ordinario dalla nostra società, in dipendenza della situazione sanitaria e delle correlate misure governative e regionali limitative degli spostamenti e della mobilità delle persone, al fine di garantire uniformità di trattamento di tutti i Marittimi iscritti ai Turno Particolare, favorendo la maggiore rotazione possibile negli imbarchi, con decorrenza dal 20 aprile 2020, il periodo di imbarco di ciascun marittimo avrà una durata non superiore a due mesi. La direttiva aziendale manterrà efficacia sino al momento in cui non sì determineranno le condizioni per la sua modifica, ovvero allorché i provvedimenti nazionali e regionali non ne giustificheranno più il mantenimento. Pertanto, il personale attualmente imbarcato da oltre due mesi verrà sbarcato per avvicendamento, onde consentire l’imbarco del personale in attesa di chiamata“.

La direttiva datoriale, ha valenza provvisoria e limitata nel tempo e sospende l’efficacia degli accordi sottoscritti in precedenza. Una opzione pesante, un realtà grave che non fa che acuire i problemi oltre la Pandemia e l’emergenza sanitaria. Il siete è oramai al collasso e non bastano i provvedimenti tampone della Regione Campania che dovrebbe invece finalmente cominciare assumersi le sue responsabilità.

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