Un presepe che racconta il territorio, trasformando Serrara Fontana in arte presepiale. È l’opera realizzata da Vincenzo Schiano e da un gruppo di dodici volontari, inaugurata sul Belvedere di Serrara Fontana il 30 novembre scorso.
Un progetto fortemente voluto dal parroco Don Antonio e sostenuto dal Comune, che ha visto impegnati per quasi venti giorni un gruppo di appassionati presepisti nella creazione di un’installazione che rispetta la tradizione del presepe ischitano e celebra le bellezze del territorio comunale. Dalla piazza di Serrara con la parrocchia e il campanile della Madonna del Carmine, alla chiesetta in pietra verde del Ciglio, dall’Epomeo a Fontana con l’antica chiesetta di Don Andrea, fino ai Pizzi Bianchi, i vigneti e le cantine caratteristiche della zona, passando per la Pietra dell’Acqua e la Marina di Sant’Angelo. Un viaggio tra i luoghi più suggestivi del comune, dove al centro di tutto resta il mistero della Natività.
Vincenzo Schiano è l’autore di un presepe installato sul Belvedere di Serrara Fontana, un presepe che, rispettoso di quelle che sono le regole del Presepe Ischitano, quello che tante volte abbiamo raccontato e che caratterizza questo tipo di realizzazioni, racconta quello che è il territorio di Serrara Fontana trasformato in arte presepiale. Vincenzo adesso ci accompagna nella sua conoscenza, ci svela quelli che sono i segreti, ci racconta pure quanto tempo c’è voluto, quante persone ci hanno lavorato, quanta passione e quanta emozione ci sono in questa realizzazione.
“Abbiamo voluto realizzare un presepe che mostra alcune delle zone più importanti del nostro comune, partendo dalla piazza di Serrara con la sua parrocchia, il campanile della Madonna del Carmine, la chiesetta in pietra verde del Ciglio, l’Epomeo, Fontana con la chiesetta che si trova là, l’antica chiesetta di Don Andrea, i Pizzi Bianchi, i vigneti e le cantine proprie del territorio di Serrara Fontana, la Pietra dell’Acqua con il fiume che passa dietro la Natività, la Marina di Sant’Angelo. Qui in basso, però, il centro di tutto è proprio il mistero della Natività”.
Qui al centro un presepe che è raccontato ed è pieno di… si vede, no? Della collaborazione. Come giustamente insegna la tradizione, ci sono i pastori che sono più grandi più da vicino e poi mano mano rispettano le varie proporzioni e le varie lontananze. Un lavoro che rende quanto più reale possibile quella che è stata la realizzazione.
“Siamo partiti dal fondo, mano mano venendo qui in avanti, partendo con i pastori piccolini, l’Epomeo con i monaci là in fondo con alcuni pastorelli dell’Ndrezzata, Fontana con i pastori piccolini, anche Serrara e Fontana, poi mano mano scendendo avanti con i pastori qui più antichi di proprietà della parrocchia”.
Questa è un’installazione che ha visto collaborare insieme il Comune di Serrara Fontana, la parrocchia di Serrara e quanti e tanti volontari. Raccontaci un po’.
“Noi ringraziamo prima di tutto il Comune che ci ha messo a disposizione la casetta, ha fatto preparare la casetta, e il parroco Don Antonio che ha fortemente voluto questo presepe qui in piazza sul Belvedere. Quest’anno noi di solito eravamo abituati a crearlo in parrocchia. Quest’anno lui ha detto no, lo voglio fare in piazza sul Belvedere, voglio creare la novità per il paese. Ed è anche una bella cosa perché noi l’abbiamo chiamato il Presepe sul Belvedere. Ci abbiamo lavorato dal 12 di novembre, abbiamo terminato ieri prima dell’inaugurazione, il 30 di novembre. Abbiamo lavorato incessantemente fino a ieri, cinque minuti prima dell’apertura. Siamo stati dodici persone, all’incirca dodici persone che l’abbiamo fatto. Ringrazio Nicola, Renato, Danilo, Julia, Cristina, tutti coloro che hanno collaborato, Filomena, mia moglie Antonella. Ringrazio tutti quanti che hanno messo l’impegno, anche una minima cosa nel ricreare il presepe, e tanta passione ci abbiamo messo per farlo, ognuno anche una pietruzza per metterla. Ci abbiamo lavorato piano piano”.
Questa è la passione che caratterizza chi mette amore nel fare le cose, lo si vede, no? In qualche modo quanti dettagli sono stati curati in questo percorso? Ovviamente nascono amicizie, si rafforzano i rapporti. Come l’avete vissuta?
“Benissimo! Devi immaginare che le ultime giornate ha fatto quel maltempo molto forte. Noi stavamo chiusi qua dentro senza muoverci, dodici persone, fuori grandi burrasche e noi lavoravamo incessantemente pur di terminare il presepe entro il 30 di novembre, e la sera dopo di questo ci mangiavamo qualcosina. È stata una fraternità, è stato stare tutti assieme”.
Non c’è un obiettivo particolare, no, si è fatto soltanto per ricordare e celebrare quelle che sono le festività natalizie. Però alla fine quando dovrete smontare, perché tutto ovviamente verrà smontato e conservato con cura, quale sarà l’obiettivo che vi farà dire abbiamo, ci siamo riusciti?
“La quantità di visitatori che verranno. Già ieri noi non ci aspettavamo, con il freddo che faceva su in piazza, che tante persone venissero all’inaugurazione e noi la nostra più grande gioia è che vengano a visitare specialmente i paesani, ma anche le persone di giù, degli altri comuni, che salgono a Serrara per venire a visitare il Presepe sul Belvedere. La nostra più grande gioia è questa”.






