Tra flop e exploit a Lacco Ameno: i due possibili consigli comunali. Gli esclusi eccellenti: Prota e Mennella

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Ida Trofa | Finisce un’era? Fine di un ventennio? Niente affatto. Le elezioni comunali a Lacco Ameno non bocciano nessuno. Confermano solo i bacini elettorali. È la morale di quelli che “erano dei bravi ragazzi”.
Nel feudo del Fungo solo conferme e la nascita di una nuova realtà e di due correnti ben delineate. Ora l’ultima spiaggia è il ballottaggio. Desianesi contro Pascaliani.

Così nessuno ha vinto. Il voto “familiare” unica certezza
Così non ha vinto nessuno. Più di 837 voti dai suoi ex commilitoni. Il braccio armato che ora fa crescere Pascale con l’entusiasmo di 704 voti tra volti nuovi, oppositori di vecchia data e delusi da sempre.
Almeno quattro gli elementi di novità restituiti dal verdetto delle urne lacchesi. Ovvero la morte del “Desianesimo” assoluto, la nascita del “Pascalesimo”, la conferma dei grandi elettori dal voto familiare radicato, il flop quasi totale delle quote rosa di “Sempre per Lacco Ameno” e la straripante affermazione di una sola new entry, con Il Faro (un ex Desianese di ferro), quasi nasconde la dispersione di voti dei “Tappiani”, la famiglia Monti, legata ai fasti del fu Luigi, che divide il suffragio su entrambi gli schieramenti mostrando, comunque, la pervicacia di un ceppo che per decenni ha espresso i suoi candidati di famiglia facendoli eleggere in consiglio. Loro ci sono ma parteggiano per compagini diverse.
Così Lacco Ameno modifica i rapporti di forza e scrive una pagina epocale, in tutti i sensi, della sua storia.
Il primo voto post terremoto, il primo all’epoca del Covid 19. Il primo dove è successo qualcosa, eppure nessuno in realtà sa bene cosa.
Non chiedeteci come, perché non lo sanno nemmeno loro, neppure chi lo ha determinato sa cosa realmente è accaduto, ma il 4 ed il 5 ottobre sarà ballottaggio all’ombra del Fungo per decidere il prossimo sindaco.
Il 50% degli elettori contro il 50% degli elettori per un irripetibile 1541 voti pari per il candidato della lista n.1 e per il candidato della lista n. 2. Un numero, un voto che pone un tema in più negli stessi equilibri interni alle due coalizioni anche in seno al prossimo consiglio comune.
Non i programmi, non i temi, ma il vecchio metodo del voto pesano e del voto familiare, l’arretramento complessivo delle ideologie è, solo in parte, mitigato da una imponente affermazione di chi, da sempre, si è detto contro il sistema e che pure, per affermarsi ha dovuto accettare il compromesso di essere il candidato di un figlio e artefice del sistema contestato.

Dove sono finiti i voti
Partiamo dalla fine: dove sono confluiti i voti? Oggi le due compagini che si contendono la vittoria totalizzano entrambe 1541 voti. De Siano vs Pascale. 3082 voti e il totale delle due liste.
Dunque nessun paragone ripestato a 5 anni, quando le preferenze ottenute dal solo Pascale sostenuto da De Siano, furono 1859 voti contro i 712 voti di Carmine Monti con “Lacco Ameno c’è” e il solo “sceriffo” Giovanni De Siano ora passato sempre in quota “Tappi” di casa Monti alla corte del solo Pascale (ben 130 voti per lui).
In questo 2020 De Siano vanta il sostegno di calibri come Aniello Silvio, un estremista di sinistra che alla corte del senatore porta 260 voti. Zavota, Calise Ciro e Dante De Luise insieme fanno 837 voti ed erano sempre stati per la causa elettorale di De Siano.
Dall’altra parte, di suo, gli inossidabili del senatore si attestano a 451 voti con Vespoli, Castagna e Monti la “Pacchiana“. Sale a 671 con “detto Polito“, il nipote di Polito il mobiliere che, all’occorrenza, ha anche supportato Pascale nella contesta con il senatore.
Dunque non c’è destra o sinistra, ma un voto personale e familiare come in tutte le “piccole” le realtà che si rispettino. Un voto spaccato e perfettamente equilibrato.
Questa elezione, piuttosto, sembra poter esser il quadro della sfida del 2007 quando “Il Faro” di Tuta Irace si impose su Carmine Monti e la sua “Uniti per Lacco Ameno“.
Per la lista “Il Faro” 1628 voti, contro i 1539 della lista “Uniti per Lacco Ameno“, con leader Carmine Monti, che non riuscì a tenere il testa a testa e, alla fine, cedette il passo a Restituta Irace.

Continua inesorabile la parabola discendente di un sistema? Niente affatto! Semplicemente si divide e si consolida altrove.
In parte nel calderone dell’astensione e del vero voto di contestazione. E’ mancata, insomma, la spinta, vera, del voto di protesta e l’astensionismo. In parte perché c’era poco da protestare o cambiare.
Grosso modo siamo di fronte a elementi e candidati parte sempre della stessa minestra riscaldata, mischiata e rimischiata: delusi, scontenti, esuli, traditori, trasformisti, riciclati, massoni, ex fascisti, smemorati, saltellanti quaglie.
E non è un caso se nonostante il granaio di consensi mostrato dai grandi elettori: Zavota, Calise, i Monti, i vari Polito e De Siano che conservano un bacino di consensi nel paese, Lacco Ameno non ha ancora una maggioranza eletta. Nessun volume di consensi plebiscitario, ma un voto spaccato, come il paese.

Comunali, tra new entry e flop ecco le due ipotesi del nuovo consiglio: 8 seggi alla maggioranza, 4 alla opposizione
In attesa del voto finale, ecco la composizione dei due possibili consigli comunale di Lacco Ameno: 8 seggi saranno assegnati alla maggioranza, 4 all’opposizione. Ovvero il massimo consentito dalla legge.

Ecco le formazioni

In caso di affermazione di “Sempre per Lacco Ameno“ con Domenico De Siano sindaco i seggi andranno a Silvio Aniello, Di Meglio Antonio, Vespoli William, Castagna Salvatore, Monti Carmine, Monti Antonio, De Luise Aurelio e Morgera Vincenzo. Per la minoranza Giacomo Pascale, Zavota Giovan Giuseppe, Monti Pietro.

Nel caso che ad affermarsi sia “Il Faro“ con Giacomo Pascale sindaco i consiglieri saranno Zavota Giovan Giuseppe, Monti Pietro, Calise Ciro, De Luise Dante, De Siano Giovanni, Tufano Carla, Calise Giacinto, Monti Carmela. All’opposizione Domenico De Siano, Silvio Aniello, Di Meglio Antonio.

Con i verdetti ufficiali, spicca il dato che è il calo di voti con l’esclusione comunque di nomi eccellenti. Resterebbero fuori con De Siano il quartetto composto da Regine Lucia, Mennella Mariana, Prota Cecilia e Impagliazzo Giuseppe.
Senza gloria e per il rotto della cuffia, invece, si salva (solo in questo caso) il Tabaccaro, Vincenzo Morgera.
Con Pascale, invece, fuori dal consiglio resterebbero Patalano Maria Vincenza, Mennella Leonardo, Calise Vincenzo, Impagliazzo Michele Leonardo.
Quasi tutti i vecchi volti della politica lacchese conquisterebbero uno scranno eccetto due grandi esclusi del palazzo e bocciati dal popolo: Cecilia Prota e Leonardo Mennella. Fatale, per loro, l’ultima esperienza amministrativa con Giacomo Pascale.

Fuori Prota e Mennella. Arriva Pierone, imbattibile il “vecchio“ Barbiere
I tanti “candidati di” catalizzatori di voti e messe di consensi, in lizza per un posto in consiglio comunale, dopo il ballottaggio di ottobre hanno contribuito all’esclusione di tanti consiglieri ed assessori eccellenti. Ognuno vantava una sua storia e un consolidato onorevole in politica e sul territorio, nelle istituzioni, ma, di certo, da Cecilia Prota (assessore uscente e Desianese doc) passando per il pupillo, mente e voce dei Pascaliani, Leonardo Mennella sono stati davvero tanti i discepoli o successori di una tradizione familiare a togliere spazio a colleghi che pure parevano nella vulgata molto ben strutturati per una rielezione.
A fagocitarli il boom di preferenze ottenuto da compagni e transfughi prima elettori.
Per due epurati eccellenti che vanno, c’è una new entry che macina consensi e si attesta con un risultato stratosferico: arriva Pierone.

Si tratta di Monti Pietro detto Piero. Ex Desianese inossidabile, è stato protagonista di una performance da brividi capace di incalzare, addirittura, uno come G.G. Zavota e senza mai aver praticato il poter e ricoperto ruoli di amministrazione. Lui, il vivaista, ha totalizzato 224 voti. Lui il “fenomeno elettorale” ha fatto man bassa facendo una concorrenza enorme ai colleghi della stessa lista. Reduce da una grande prova personale dinanzi ad una strage che ha fatto vittime eccellenti altrimenti certi della vittoria. Un nome su tutti quello di Aurelio De Luise, fermo, si fa per dire, a 102 voti. Cinque anni fa era assurto al vertice dell’assemblea grazie alla candidatura di opposizione con “Lacco Ameno c’è“. Sostanza e “vecchiaia“ di peso per Ciro Calise. Il Barbiere “eh, eh, eh” conserva la sua sedia e non è quella del salone né quella dell’Onda blu, ma quella del consesso tanto ambito.

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