Tra “Bluffeur a chi?” e “Fuori la verità”: Gaetano e Carmelo @ Lacco Ameno

Reazioni “social” del voto per le comunali mentre i candidati fanno finta di dirsi le cose...

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Le strane elezioni di Lacco Ameno, quelle in cui Carmine Monti da un lato e Leonardo Mennella dall’altro, possono parlare di buona amministrazione, di correttezza amministrativa e di altre varie virtù mai, lontanamente, minimamente praticate, oltre al fango tra le fazioni Barone contro Senatore, l’ultima puntata l’hanno scritta sui social, Gaetano Colella da Forio e Carmelo Amente da Ischia. Gaetano Colella e Carmelo Amente, per chi non segue tutto Carmelo Buono, sono due personaggi che non hanno bisogno di presentazione e che, nel tempo, hanno lasciato la loro impronta nella storia dell’isola d’Ischia. Ma vediamo cosa hanno scritto e cosa hanno detto.

Gaetano Colella. L’ex sindaco di Forio e il protagonista di numerose candidature smorzate sul più bello non ha digerito la citazione di Vincenzo Morgera, candidato con Sempre per Lacco Ameno e gli ha dedicato un dettagliato post facebook.

«Sto pensando – scrive Colella – a Vincenzo Morgera U’ tabbaccaio di Lacco Ameno. Ma come si permette sto servo sciocco, lecchino, che non ha la capacità mentale di ragionare da solo e ha bisogno di un padrone che tra l’altro ha fatto una chiavica per tutta la vita a Lacco Ameno. Questo bisogno l’ha avuto solo per dare un segno di esistere nella società del fungo. Ieri sera (sabato, ndr) a Lacco Ameno in un comizio del Sen. De Siano (candidato sindaco), ha preso la parola (per modo di dire) un soggetto sempre stato insignificante, del quale non si rilevava traccia attiva nella società lacchese da anni, sin da quando con un entusiasmo troppo eccessivo e spontaneo, sosteneva il sottoscritto Gaetano Colella nelle elezioni provinciali e contro la politica di De Siano (che già da allora contestava). Prendendo la parola, non avendo la capacità di affrontare problemi reali, ha saputo solo offendere con epiteti diffamatori il sottoscritto Gaetano Colella (totalmente estraneo alla competizione elettorale amministrativa di Lacco Ameno) definendolo un “Bleffeur”che ha insegnato sin da ragazzo a Giacomo Pascale, frasi e trucchi della politica. Preciso che, Giacomo Pascale, si è fatto da solo ed ha dimostrato di essere un ragazzo del popolo ed il miglior sindaco di Lacco Ameno dopo Vincenzo Mennella. Poi, hai ragione Vincenzo Morgera detto u’ tabaccaio: io , il bleffeur l’ho fatto una volta sola, nella mia vita, e se ben ricordo è stato con tua sorella. Era questa, una notizia che ti dovevo. Poi caro tabaccaio, ti consiglio di non esporti troppo, non hai le qualità, pensa a vendere le sigarette, perché diventi ridicolo con quel microfono in mano che non ti si addice affatto. Pensa solo a stare sotto il manto protettivo del tuo padrone che hai scelto rinnegando una vita di posizioni politiche assunte e pensa solo a vergognarti di questo».

Parole dure come il ferro che echeggiano in questa campagna elettorale di “mezzi panni sporchi”. Le due fazioni, macchiate fino al collo degli stessi orrori e delle stesse fetenzie, infatti, mostrano – per fortuna – ancora un po’ di pudore nel dirsi le cose. A Lacco Ameno, infatti, siamo ben oltre il modo di dire: “Il bue che chiama cornuto l’asino”. Qui sono tutti bue e tutti asini.

Carmelo Amente. Di tenore diverso e con argomenti ben diversi, invece, è l’intervento di Carmelo Amente. Destinatario è il candidato sindaco Giacomo Pascale.

«Lettera aperta. Egregio Sig. Sindaco Giacomo Pascale. Tra poco più di una settimana i suoi concittadini si recheranno alle urna e ancora oggi lo faranno, confusi e smarriti, dovuto ad una domanda ancora oggi rimasta inevasa: “perché fu sfiduciato?”

Per l’intera campagna elettorale, più noiosa che mai, né Lei, tanto meno i suoi oppositori hanno risposto a questa semplice domanda. La ponemmo il giorno che s’insediò il Commissario ad acta e non avemmo risposta . Ancora oggi si parla, si sparla, si pettegola, si paventa un’indagine giudiziaria in atto, ma questo immenso avverbio, aleggia tra le coscienze, come un macigno. Pensavamo, che Lei, con la sua onestà, decantata dai più, ci avrebbe illuminati. Visto e considerato, ci aspettavamo che gli oracoli dell’opposizione, quale Carmine Monti (già Sindaco) del Domenico c’è, in un momento di profonda presa di coscienza avrebbe denunciato. Silenzio assordante. Ma il tutto c’è l’aspettavamo dai componenti della sua maggioranza (per es. Polito), ad oggi il nulla. Questa sera ci sarà la Woodstock in Piazza Santa Restituta  (domenica scorsa, ndr); quale buona occasione per farlo? Qualsiasi dichiarazione Lei farà, anche la più sorprendente (purché veritiera e convincente) farà di Lei un monumento . La verità e la dignità sono valori  non barattabili e preservarle rende liberi. Con Simpatia Carmelo Amente”

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