Torna la Storia. Atto 35 per il corteo di Sant’Alessandro

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La guida completa per partecipare all’evento di questo pomeriggio. Dalle 18 sulle strade del comune di Ischia

Maria Funiciello | Trentacinquesima edizione. Sì, lo storico corteo di S. Alessandro spegne, quest’anno, trentacinque candeline e questo pomeriggio, come tradizione, le strade principali del comune di Ischia faranno da scenario naturale per uno dei cortei storici più interessanti di sempre. Oggi, nel giorno di Sant’Alessandro, decine e decine di figuranti vestiranno gli abiti di epoche che furono, impersonando personaggi caratteristici della nostra isola e aristocrazia di importanza mondiale le cui vite, in un modo o nell’altro, si intrecciarono proprio qui, ad Ischia.

Un appuntamento, questo del corteo storico che avrà inizio oggi alle ore 18.00 (partenza da Ischia Ponte), che è diventato a poco alla volta un evento sempre più caratteristico della coda di estate isolana, attirando la curiosità, anche, di turisti e dei tanti abitanti delle località che di anno in anno siglano gemellaggi proprio con Ischia e il borgo di Sant’Alessandro.

Dagli antichi mestieri alla borghesia e all’aristocrazia, i figuranti offrono una grande visione di insieme che attraversa secoli e secoli di storia locale e che regala emozioni sia a chi vi prende parte che a chi, ogni anno, si assiepa lungo le strade isolane per vederli passare e scorgere curiosità e molto altro.

Le prime edizioni della Festa, e chi ci segue ha avuto modo di leggerne nei giorni scorsi, risalgono agli inizi degli anni ’80. Era esattamente il 1981 quando gli abitanti del borgo di S. Alessandro decisero di festeggiare l’avvenuto restauro della chiesina con una piccola sfilata in cui gli adulti erano vestiti con abiti che richiamassero la tradizione isolana, realizzati a mano e con stoffe dell’epoca ricavate anche da lenzuola e copri cuscini, e i bambini erano vestiti da angioletti e consegnavano fiori.

Poi, di anno in anno, la festa crebbe sempre più ed iniziarono ad inserirsi nuovi personaggi che andavano ad ampliare il corteo. Attraverso lo studio di stampe e dipinti gli organizzatori hanno rintracciato abiti tipici locali e li hanno ricostruiti con la maestria delle sarte del posto. Un grande lavoro di ricerca e di studio che vede il suo apice nella realizzazione di abiti complessi e costruiti, come quelli delle dame del ‘500, del ‘600, del ‘700 e non solo. Un grande lavoro di insieme che ha portato il corteo a divenire sempre più numeroso (con anche un gruppo di ragazzi che ballavano la tarantella e che costituiva un fiore all’occhiello della delegazione nostrana nei soggiorni di ritorno dei gemellaggi) e ad inserire, a partire dagli anni ’90, anche la figura di Vittoria Colonna. L’aumento considerevole dei figuranti portò il corteo a snodarsi non più solo nelle stradine del borgo collinare di S. Alessandro, ma anche in strada, prima solo al porto e poi la grande decisione di far partire il composito corteo fin dal Castello Aragonese.

Ci sono proprio tutti, dai vestiti dei coloni greci a quelli dei contadini e del popolo ischitano; vi è anche un gruppo di foriani che indossano i loro abiti storici. Si passa, poi, alle dominazioni dei romani, francesi, spagnoli e borbonici. Osservando il corteo passare si ha come l’impressione di un viaggio nel tempo, con personaggi che dai libri di storia o dai dipinti prendono vita e ritornano a passeggiare tra le strade nostrane.

Il corteo sarà, poi, arricchito, come ogni anno, da una rappresentanza delle città gemellate con Ischia e con il borgo proprio per questo evento: gli sbandieratori di Cava dei Tirreni, i cortei storici di Marino, Castelvetro di Modena, i Falconieri di Cologno Monzese di Milano e i pistoni eri di Casale Montecastello.

Tutto avrà inizio alle ore 18.00 quando il grande corteo muoverà dal Castello Aragonese per percorrere tutto il borgo di Ischia Ponte, via A. Sogliuzzo, via F. Sogliuzzo, via Cortese, Corso Vittoria Colonna, via Roma e via Jasolino fino a raggiungere il borgo di S. Alessandro. Qui nello storico centro si potranno degustare le specialità tipiche del borgo, come la storica “aiwar” la salsa preparata dalle sapienti mani delle signore del borgo proprio per l’occasione.

Durante il passaggio del corteo saranno varie le soste effettuate per permettere ai vari gruppi (come agli sbandieratori, ndr) di potersi esibire in piccole acrobazie che ogni anno incantano il pubblico presente che, ben prima dell’orario di partenza del corteo stesso, già cerca di accaparrarsi il miglior posto lungo la strada per osservare al meglio questi abiti che, lo ricordiamo, sono tutti realizzati a mano seguendo le immagini storiche ritrovate ed anche i monili sono tutte fedeli riproduzioni di oggetti storici.

Il corteo di S. Alessandro è un evento di rilevanza culturale molto marcata che permette di toccare con mano una gran parte della storia che ha vissuto la nostra isola.

Una atmosfera unica che viene ben ricreata in questo scritto dell’avv. Montuori e riportato nelle prime pagine del libro dedicato alla Festa di S. Alessandro: “…Dal varco del superbo maniero – s’apre un corteo solenne ed altero – Rivivono i fasti di epiche gesta – La corte e le sale ripercorre la festa – dei coloni dell’Ellade ed i lirici canti – s’ode l’eco tra i passi dei Fanti – di Aragonesi e Angioini in questo maniero – rivive oggi per un giorno, il mistero…”

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