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Toponomastica cittadina a Barano, ecco i 18 grandi nomi

Da George Berkeley al Prof. Giovanni Jannelli: Barano riscrive la sua toponomastica e rende omaggio ai nuovi grandi interpreti della sua storia

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Lunedì mattina a Barano, con una semplice cerimonia in Piazza San Rocco con la posa della mattonella numero 1, il sindaco di Barano, Dionigi Gaudioso ha dato il via al rifacimento dell’onomastica cittadina e della numerazione civica.

Una lunga operazione che ha previsto la redazione di 173 strade e 5322 mattonelle. 18 nuove strade e 3 piazze sono state intitolate, invece, a 18 rispettivi grandi nomi.

Dottore Gaspare Baldino (Barano d’Ischia, 27/09/1897 – Ischia, 20/03/1962) – Appena diciottenne partecipò, come volontario, alla Prima Guerra mondiale col grado di tenente di cavalleria. Qui venne ferito gravemente da un proiettile austriaco e fu costretto a tornare a casa. Riprese gli studi e si laureò in Medicina e Chirurgia presso l’Università Federico II di Napoli, specializzandosi in ostetricia e ginecologia. Per anni fu medico condotto e ufficiale sanitario del Comune di Barano d’Ischia. Negli Anni Cinquanta fu assessore al Comune di Ischia.

Parroco Livio Baldino (Barano d’Ischia, 19/01/1919 – Barano d’Ischia, 22/11/1995) – Fu dapprima parroco di Serrara, quindi divenne direttore spirituale del Seminario Regionale di Catanzaro. Successivamente ricoprì l’incarico di vice-rettore del Seminario regionale di Benevento e nel 1964 divenne parroco di San Sebastiano Martire in Barano, ruolo che ha ricoperto per trentuno anni, sino alla sua morte. Dal 1970 al 1972 è stato anche vicario del Cardinale Urso presso la Diocesi di Ischia, a seguito del trasferimento del vescovo Tomassini. Ha altresì insegnato religione cattolica nella scuola elementare di Barano.

George Berkeley (Kilkenny, 12 marzo 1685 – Oxford, 14 gennaio 1753) – Filosofo, teologo e vescovo anglicano irlandese, soggiornò a Testaccio da giugno a metà ottobre 1717, durante il suo secondo viaggio in Italia. Proprio da Testaccio scrisse un diario pubblicato nel libro “Viaggio in Italia”, in cui – tra l’altro – descrisse gli usi e i costumi della popolazione isolana ed il territorio, con dovizia di particolari. A Barano d’Ischia beneficiò delle proprietà delle acque termali del luogo, curandosi presso le stufe del sudatorio (c.d. “Sudaturo”). La cità californiana di Berkeley e la sua famosa Università prendono il suo nome.

Parroco Attilio Buono (Barano d’Ischia, 17/11/1928 – Barano d’Ischia, 23/12/2005) – Ricoprì dapprima l’incarico di vice-parroco di Barano, quindi divenne il primo parroco di Santa Maria Madre della Chiesa in Fiaiano, di cui era già rettore. Laureato in Lettere, ha insegnato per anni alla Scuola media di Barano ed è stato Rettore del Seminario di Ischia.

Benito Buono (Barano d’Ischia, 26/01/1942 – Barano d’Ischia, 03/05/1994) – Già imprenditore ed armatore, ricoprì diversi incarichi politici nel Comune di Barano d’Ischia. Negli Anni Ottanta svolse il ruolo di assessore e ricoprì altresì l’incarico di vice-sindaco.

Dottore Biagio Buono (Barano d’Ischia, 23/03/1922 – Barano d’Ischia, 03/02/1995) – Medico, si contraddistinse per la sua partecipazione alla vita politica baranese. Ricoprì più volte l’incarico di assessore ed agli inizi degli Anni Settanta fu anche sindaco reggente per un breve periodo.

Avvocato Mario Buono (Vitulano, 19/11/1904 – Barano d’Ischia, 03/03/1987) – Laureatosi in legge nel 1924, nel 1935 si iscrisse all’Albo degli Avvocati di Napoli, dopo essere già stato iscritto all’Albo degli Avvocati di Ariano Irpino. Nel 1928 si trasferì a Barano d’Ischia, che elesse a sua dimora fisica e spirituale, e ove visse fino alla sua morte. Il consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli gli manifestò apprezzamento in vita con il riconoscimento della Medaglia d’Oro il 12 dicembre 1985 e nell’anno 2003 lo stesso Consiglio dell’Ordine volle dedicargli la “toga d’onore” in memoria. È stato presidente della Biblioteca Antoniana di Ischia e del Centro Studio dell’Isola d’Ischia. Significativo è stato il suo impegno politico a Barano, che iniziò sin dal 1929 e si protrasse sino agli Anni Sessanta.

Maestro Aristide Di Meglio (Taranto, 21/03/1917 – Barano d’Ischia, 24/11/1984) – Nacque a Taranto ma di fatto era di Buonopane. Per tutta la vita si dedicò all’insegnamento elementare e negli Anni Cinquanta partecipò alla vita politica baranese rivestendo l’incarico di assessore.
Avvocato Giovanni Di Meglio (Barano d’Ischia, 17/06/1917 – Lacco Ameno, 20/10/2005) – Avvocato, fu protagonista della vita politica baranese per tre decenni. Già Commissario prefettizio a seguito della caduta del fascismo, nel 1946 divenne primo sindaco di Barano d’Ischia dell’era repubblicana. Ricoprì il ruolo di primo cittadino fino al 1964, quindi fu consigliere comunale per diverse consiliature.

Carabiniere Giovanni Di Meglio (Barano d’Ischia, 30/11/1939 – Barano d’Ischia, 03/09/2004) – Vice-brigadiere di complemento dell’Arma dei Carabinieri, si contraddistinse per altruismo: il 30 giugno 1981 fu insignito di Benemerenza con medaglia per l’opera prestata in favore delle popolazioni della Campania e della Basilicata colpite dal sisma del 23 novembre 1980.

Maestro Salvatore Di Meglio (Barano d’Ischia, 09/11/1917 – Barano d’Ischia, 26/05/1998) – Di Buonopane, era un insegnante elementare. Per un periodo fu assessore supplente a Barano e ricoprì anche il ruolo di consigliere comunale.

Vincenzo Iacono (Barano d’Ischia 28/05/1934 – 06/05/2010) – Partecipò significativamente alla vita politica baranese, venendo eletto consigliere comunale per diverse consiliature. Persona umile e di profondi valori morali, dedicò la sua azione politica e la sua esistenza soprattutto a difesa delle fasce più deboli della popolazione, lasciando in essa un indelebile ricordo di uomo buono e onesto. Si adoperò con impegno per la soluzione dei problemi della frazione di Vatoliere, di cui era originario, e fu il promotore della realizzazione di varie opere pubbliche tra cui la strada che a lui si intitola.

Parroco Vincenzo Iacono (Barano d’Ischia, 01/03/1930 – Barano d’Ischia, 03/01/2004) – Ordinato sacerdote il 18 dicembre 1955, il 19 novembre 1967 divenne parroco della Parrocchia di Santa Maria La Porta in Piedimonte, che resse per trentasette anni. A lui si deve l’ultimazione della Casa canonica che insiste sulla Piazza. Da una sua iniziativa venne altresì posta, sul Monte Stavia, che domina l’abitato di Piedimonte, la statua della Madonna Madre del Redentore.

Maestro Aniello Manco (Barano d’Ischia, 13/08/1912 – Barano d’Ischia, 27/07/1997) – Professore di musica, ha insegnato a Procida ed alla scuola media di Barano e preparò privatamente molti ragazzi, trasmettendo loro la passione per l’arte musicale. Fu protagonista per quasi un quarantennio della vita politica baranese sia come consigliere che come assessore.

Maria Giuseppa Mattera (Barano d’Ischia, 29/11/1905 – Napoli, 28/04/1981) – Ostetrica condotta, iniziò la sua attività nel 1928, appena diplomata, facendo nascere il nipote Attilio Buono, che poi sarebbe divenuto parroco di Fiaiano. Ha fatto nascere generazioni di baranesi.

Arcangelo Mazzella (Barano d’Ischia, 07/09/1928 – Barano d’Ischia, 07/01/1990) – Già dipendente dell’Ente Autonomo per la Valorizzazione dell’Isola d’Ischia, fu sindaco di Barano dal 1976 al 1978. Ricoprì il ruolo di consigliere comunale per varie consiliature. Finanziere Francesco Nuziale (Barano d’Ischia, 05/01/1923 – Zuara, 20/01/1943) – Finanziere di mare, fuochista sul natante Dragamine RD36, cadde in guerra la sera del 20 gennaio 1943 nel Canale di Sicilia, a circa 18 miglia dalla città libica di Zuara. Decorato con Croce di Guerra al Valor Militare, a lui è intitolata la caserma della Guardia di Finanza di Ventotene.

Giovanni Paisiello (Taranto, 9 maggio 1740 – Napoli, 5 giugno 1816) – Compositore di grande successo, nel 1780 soggiornò nel comune di Barano d’Ischia, e precisamente a Testaccio, ove si recò con la moglie Cecilia Pallini e la famiglia Talleyrand. Qui compose uno dei suoi più grandi successi internazionali, “Pirro”.

Professore Giovanni Jannelli (Napoli, 04/01/1927 – Barano d’Ischia, 04/01/2008) – Insegnante elementare e direttore didattico della scuola elementare di Forio, fu consigliere comunale a Barano dal 1952 al 1964 e nel 1980. A lui si deve, negli Anni Cinquanta, la realizzazione dell’attuale stemma del Comune, rappresentato da due donne che versano acqua da una conchiglia. Negli Anni Settanta fu candidato alle elezioni per la Camera dei Deputati per la Circoscrizione Napoli-Caserta nelle fila del Partito Socialista Italiano. Fu anche presidente della Federazione Provinciale della Caccia.

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