Tommy-gol dice basta

Manzo annuncia l'addio. In Gialloblu' nel 2011/12

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Giovanni Sasso | In carriera ha vinto cinque campionati, con le maglie di Giugliano, Puteolana, Portici, Monopoli e Nola, collezionando 630 presenze e 368 reti in partite ufficiali. Tommaso Manzo dice addio al calcio. Il fantasista lo fa attraverso il proprio profilo Facebook, specchio fedele della personalità dell’attaccante che nel 2011/2012 ha indossato la maglia dell’Ischia in D. “Ci sono momenti dove ogni UOMO deve prendere delle decisioni, giuste o sbagliate che siano, ho deciso fortemente, con la massima lucidità e tranquillità, che alla fine di questa stagione calcistica il mio percorso nel calcio giocato finirà con la maglia del Giugliano – scrive Manzo -. Una maglia che ho voluto fortemente e non appena mi fu fatta quella telefonata, accettai senza alcun dubbio. Sono stati due anni stupendi, non facili dal punto di vista personale-calcistico, il poco impiego ha condizionato i miei soliti standard, ma ogni giorno, ogni domenica ero lì a battermi con i miei compagni senza mai far mancare il mio sostegno”.

Nessun rimpianto guardando il passato, tenuto conto delle eccelse qualità tecniche. “La mia carriera è stata bellissima e, anche se non sono arrivato in categorie che avrei meritato, mi sento felice ed appagato e non rimpiango nulla, perché ciò nonostante il mio NOME ha fatto il giro d’Italia raggiungendo anche traguardi che pochi riescono a raggiungere – sottolinea Tommy-Gol – Ci sono dei nomi che ringrazio più di tutti, non li cito per non offendere nessuno, sono persone che insieme a mio padre hanno forgiato l’UOMO e poi il calciatore, fin da ragazzino ci ho messo l’anima, il cuore, sacrificando affetti e soprattutto la scuola (unica cosa che rimpiango). Ho cercato di essere sempre corretto, è molto spesso ci sono riuscito. Voglio abbracciare tutti i miei compagni di viaggio, dal primo all’ultimo, in questi 25 anni ne ho viste di cotte e di crude, ma poi era più forte di me, restavo sempre ancorato a quel rettangolo verde. Ci sono partite, annate, aneddoti, persone che porterò sempre con me, custodirò le loro facce con amore e gelosia, porterò con me anche i volti di tutte quelle persone che per un qualcosa o per qualcuno hanno messo il bastone tra le ruote al mio cammino, grazie a loro sono diventato forte e saggio”.

Prima uomo vero e poi gran calciatore. È opinione diffusa. Da anni. “Infine volevo chiedere scusa alle persone a me più vicine, soprattutto a qualche amico-fratello se questa decisione sia stata presa senza un suo consulto o un consiglio, ma come ben sapete sono sempre stato un giocatore istintivo, estroso, abituato a colpi ad effetto – sottolinea Manzo, il quale da qualche anno gestisce una scuola calcio – ed è senza ombra di dubbio che dovevo lasciare con un colpo così, che nessuno si aspettava, così all’improvviso come lo sguardo di un portiere che si ritrova la palla direttamente in porta senza nemmeno averla vista. Grazie a tutti voi per il sostegno e l’amore che mi avete donato. Qualcuno in passato mi ha chiamato RE, un RE resta sempre un RE, anche quando decide di lasciare lo scettro agli altri. Buona vita calcistica a tutti”. Nella mente di chi ha seguito le sue gesta, i guizzi con la maglia del Nola, le prime gioie da under a Pozzuoli, i partitoni con la Sibilla, le prodezze col Pianura, la maestosità mostrata a Monopoli dove è ancora l’idolo dei tifosi. A Ischia poteva andare diversamente ma quell’anno comunque l’impegno non mancò per colmare altre problematiche. Ciao Tommy!

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