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Toc Toc… Ischia, c’è qualcuno? Da Greta a Cira e Concetta nel silenzio della politica locale

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Davide Conte e la sua Adesso Ischia con il cugino di Giosi Ferrandino, qualche ragazzino con la passione di fare politica, i soliti noti e qualche altro è poca roba. Pampuglia. Però, almeno, c’è qualcosa. Si, qualcosa di piccolo e di ancora senza volto e senza dimensione ma esiste qualcosa.
Dall’altro lato, nel silenzio istituzionale e nel silenzio politico, Giosi Ferrandino colleziona la lista per Ottorino Mattera con un altro dei suoi cugini, con Luca Spignese e trova, per strada, Luigi Boccanfuso. Qualcuno parla anche di Carmine Bernardo, ma credo che Carmine resterà coerente con il ritenere Giosi un problema.
E poi? E poi c’è Enzo Ferrandino e la strada spianata per diventare nuovo sindaco di Ischia, ancora una volta.

La verità, però, è che la classe politica locale è completamente fuori dal mondo. Fuori al tempo, fuori da ogni contesto aggiornato.
Sul tavolo ci sono almeno 3 argomenti che meriterebbero un ampio dibattito, ma siamo alla singola voce, quella de IL DISPARI.
Lo scandalo della vaccinazione? Va avanti solo Il Dispari.
Assurdità dei trasporti marittimi d’inverno? Va avanti solo Il Dispari.
Gestione folle della riscossione a Ischia? Va avanti solo Il Dispari.
Trasporti speciali per la NU? Va avanti solo Il Dispari.
Gestione folle di CISI e EVI? Va avanti solo Il Dispari.
Punto Nascita del Rizzoli a rischio? Va avanti solo Il Dispari.
Potrei continuare e scendere nel dettaglio.
Il silenzio della società è l’arma migliore che può usare l’Enzo Ferrandino di turno per continuare a fare quello che vuole.
Quando Ischia inizierà a far sentire la sua voce?

Ogni tanto leggo qualche post di reazione. Beppi Banfi con lo scandalo dello scalo di Procida. Davide Conte e qualche altro con il solito traffico dei Pilastri. Qualche altro che, in base alle sue personali necessità, si lamenta del taglio delle corse di Alilauro o Medmar o Gestur. Lucia Capriello prova a dire la sua e quella dei pendolari ma manca tutta la sostanza. I sindaci vanno in processione da Cascone e restano ancora con la richiesta della corsa in più. E restiamo fermo al palo anche delle proposte.

Lunedì mattina, giusto per dircelo in temi di promozione natalizia, in Regione Campania, Vincenzo De Luca presenterà il cartellone di Procida Capitale della Cultura 2022. La scemenza della piccola ospitalità (in base ai numeri) di Procida ditevela tra di voi. Il mondo intero non guarderà mai all’isola più capiente vicino alla Capitale.

A pagina 14 di questo giornale, non a caso, Leo Pugliese ci racconta dell’enorme endorsement a Procida da parte del National Geographic.
Fedez lascia parlare il mondo con la registrazione di un dominio internet da valore di euro 3,00 e a Ischia “Va avanti solo Il Dispari”. Non c’è niente e nessuno che abbia voglia e forza di dire qualcosa.

Silenzio dalle maggioranze. Silenzio dalle minoranze.
Non c’è nessun argomento che scuota l’isola. Questo nostro futuro, quando e come lo vogliamo affrontare? Davvero l’unica cosa su cui dovremmo porci qualche domanda è il pannello fotovoltaico sul Parcheggio della Siena? O l’assunzione di tizio e di caio nel comune “x” o nel comune “z”? E il resto?
Il mondo ha riflettuto, parecchio, sulla strumentalissima Greta, sul suo “bla bla bla” e sulle altre sciocchezze che racconta grazie al main stream e Ischia resta muta? Non c’è nessun tipo di reazione. Rivoluzione Green o energie alternative o riduzioni di emissione sono completamente “missing” dalla nostra agenda.

Sentiamo parlare del PNRR e, anche su questo, ci resta solo la resilienza del chi se ne fotte. Ci scivola tutto via come se niente fosse.
Vorrei fare un passo “a spasso nel tempo” di qualche mese e arrivare alla crisi Afghanistan. Il mondo ha fatto la corsa ad ospitare i profughi. Procida ne ha accolti. Noi abbiamo fatto scena muta.
Siamo il paese che non ha mai voce in capitolo. Siamo il paese che diventa “notizia” solo quando è NERA. Per il resto siamo silenziosi.

Magari è una virtù della nostra politica e della nostra collettività che io non apprezzo per miei limiti, eppure mi chiedo se questa sia la rotta giusta che dobbiamo seguire. Sono convinto che non sia questa la strada giusta, ma ho smesso di partecipare alla bagarre perché dopo oltre 10 anni di solitudine ASSOLUTA e TOTALE, arriva il tempo della solitudine.

Un lunghissimo e bellissimo periodo in cui abbiamo portato a casa tante vittorie. Già, tante vittorie che brillano su un tappeto di tante sconfitte. Ma sono state tutte vittorie che meritavano di essere combattute. Dopo un’ultima pronuncia del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere mi piace raccontarne una sola di queste vittorie: quella che porta il nome di Cira e Concetta che rischiavano di essere “deportate” a Napoli. Beh, il loro sorriso brilla (come le nostre vittorie) a Villa Mercede, a Serrara Fontana e non a Napoli, e non si è spento come quello di Crescenzo.

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