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«Tira» l’abuso e FLASH. Forio, un comune da super eroi

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Quando si dice che l’Italia è un paese che ad agosto va in ferie e che è l’unico nel mondo che ha questa tradizione, vale per tutto il paese tranne che per il comune di Forio.
La vicenda che vede protagonista Giovanni Trani, di Tiratardi, indagato insieme con Nicola Regine e con Gianpiero Lamonica ha, davvero, della rabbia.

Una rabbia che indigna per le modalità operative e per come, qualcuno suggerisce, la politica abbia voluto incidere sulle tempistiche e sull’iter.
Per fortuna, in questo caso (a differenza di altre operazioni alla Arturo, alla Del Deo e tanti altri) la Magistratura è intervenuta e abbiamo scoperto che dall’Ufficio Tecnico Comunale, stando alle accuse mosse dal P.M. Rametta e che il GIP dovrà vagliare, sono stati emessi atti che falsamente attestavano le diverse compatibilità. Ma la vicenda Trani ha un altro interessante valore politico e sociale che, in qualche modo, dovrebbe far arrossire i dirigenti comunali e la politica che interviene a favore di chi gli piace…

Leggiamo insieme la Determina del responsabile del settore n. 1155 del 20-10-2020 che esprime la “Richiesta di parere ai sensi dell’art 146 del D.lgs n. 42 del 22.01.2004 e ss.mm.ed ii. per le opere riguardanti: “realizzazione portico e tettoia” perché ci sono alcuni passaggi che meritano la pubblicità e, forse, anche un po’ di gogna mediatica.

Al comune di Forio, per approvare i lavori della tettoia di Trani, non avendo altri pensieri per la testa la commissione si sono organizzati per preparare il piattino:”La commissione per il paesaggio si è riunita ed ha espresso parere favorevole il giorno martedì 11 agosto, il giorno dopo, il mercoledì, il 12 agosto Nicola Regine protocolla la Relazione Tecnica Paesaggistica a firma dell’Arch. Nicola Regine nella sua qualità di Responsabile Locale Paesaggio recante proposta favorevole al rilascio della Autorizzazione Paesaggistica assunta al Protocollo Comunale con n. 23830 del 12.08.2020.
E, non c’è due senza tre, il giovedì, il 13 agosto – invece di andare a Cava dell’Isola a fare due tuffi o uscire in barca con il Presidente Michele Regine, ad esempio – sempre Nicola Regine “trasferiva (così come riportato dal timbro di accettazione della Soprintendenza apposto sulla copia della lettera di trasmissione) alla Soprintendenza BB.CC.AA. di Napoli e Provincia la pratica in oggetto per l’acquisizione del relativo Parere”

L’11, 12 e 13 agosto 2020 al comune di Forio si lavorava alacremente! Ma tutte le pratiche hanno questo iter? Tutte le pratiche vengono elaborate a tambur battente in questo modo? Tutti i foriani possono godere di questa grandissima efficienza dell’ente comunale. O, invece, ci sono cittadini che aspettano mesi e anni?

Noi ci siamo limitati a rimarcare la questione politica, il giudice, invece, ha visto le altre mancanze. E se Trani è libero di fare gli abusi che vuole, Regine e Lamonica non sono liberi di fare quello che vogliono.
Lasciamo stare le accuse relative all’abuso d’ufficio, ma è interessante leggere quelle relative al falso ideoligico.

Non vorremo che il caldo d’agosto e la fretta di fare veloce veloce abbia influito nei fatti. A Regine è contestato anche il falso ideologico commesso da pubblico ufficiale: «Perché, in qualità di Responsabile del VII Settore – Servizio Tutela Paesaggistica del comune di Forio, pubblico ufficiale, in relazione alla richiesta di autorizzazione paesaggistica per la realizzazione di un portico e di una tettoia, adiacenti all’immobile, sito in Forio alla via Baiola nn. 145-147 (Prot. n. 24328 del 29 luglio 2019), nella relazione istruttoria del 121 agosto 2020 (prot. n. 23830), attestava falsamente la compatibilità paesaggistica dell’intervento progettato rispetto ai valori paesaggistici dell’area affermando che era conforme alle prescrizioni e coerente con gli obiettivi di qualità paesaggistica contenuti nel vigente P.T.P. dell’Isola d’Ischia riportando che l’intervento ricadeva solamente nella zona R.U.A. del P.T.P. dell’isola d’Ischia, attestazione ideologicamente falsa, in quanto interessava manufatti che ricadevano sia sulla zona RUA (il porticato) che su quella di Protezione Integrale – P.I. (la tettoia), ove in quest’ultima è prescritta l’inedificabilità assoluta».

Identica accusa anche per Lamonica: «Attestava falsamente che sì trattava di un intervento di manutenzione straordinaria e ristrutturazione edilizia, e che si trattava di immobile ricadente all’esterno del centro abitato e non vi erano motivi ostativi alla realizzazione del predetto intervento.
Attestazioni ideologicamente false, in quanto: a) l’intervento andava qualificato come un intervento di “nuova costruzione”; b) ì terreni ricadono all’interno del perimetro del centro abitato; c) su quel compendio immobiliare vi erano delle ulteriori opere mai legittimate; d) il limite del 15 % era stato già ampiamente superato».

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