Terremoto, l’ira della Di Scala in Regione. Il “copia copiarella, asino asinella!” del PD

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Gaetano Di Meglio | Non ci sta. Maria Grazia Di Scala attacca, a muso duro, il governo regionale, il PD e il testo che dell’emendamento che abbiamo pubblicato in anteprima ieri mattina. Uno scoop che ha fatto tanto rumore.

Un testo che non viene bocciato in toto dai “banchi azzurri” e che, in ragione di un “bene comune” per il terremoto di Ischia, in parte viene accolto anche con qualche “favore”. Ma quello che manda su tutte le furie il consigliere regionale di Ischia è la scoperta, nel testo, di un lavoro bocciato con sufficienza dai “De Luca” e trasformato in un emendamento vero e proprio dagli onorevoli Topo, Siani e De Luca junior.

«E’ la mia stessa identica richiesta – grida la Di Scala in consiglio regionale durante il question time di ieri pomeriggio – che ho fatto in Regione l’1 agosto 2018 con un ordine del giorno approvato all’unanimità e adesso fatto proprio dal Partito Democratico che se lo mette all’occhiello, se ne fregia e continua a prendere in giro me, interrogante, e soprattutto i terremotati ischitani”

«Al di là dell’assoluta ininfluenza del governo regionale su quello nazionale –aggiunge ancora la Di Scala -, perché i deputati Pd, qualche giorno dopo una mia interrogazione di due settimane fa, hanno proposto un emendamento al decreto Genova che è l’esatto copia e incolla di quanto ho chiesto l’anno scorso? Chi gliel’ha suggerito? Il padre al figlio? Ci vorrebbe un po’ di onestà intellettuale. Che vedo manca a questa giunta”.

Stando alle parole della Di Scala ci troviamo al classico caso del “copia copiarella, asino asinello” e, parlando di De Luca grande e De Luca piccolo, il famoso modo di dire c’è tutto.
Ed è proprio nel merito della copia dell’istituzione dell’ufficio per la “ricostruzione”, che in Regione la Di Scala si chiede “Che fine abbia fatto l’Ufficio di Coordinamento strategico regionale per razionalizzare la ricostruzione post-sisma di Ischia che ho chiesto con un preciso ordine del giorno approvato il 1 agosto 2018 e annunciato come imminente poi dal governatore De Luca?”

E poi rincara anche la dose replicando alla risposta della Giunta al suo question time sull’argomento terremoto, ufficio di ricostruzione e Regione: “Io non sono soddisfatta della risposta e voglio conoscere i motivi del rinvio dell’interrogazione di 15 giorni fa e voglio conoscere, allora, a questo punto, dal governo regionale, i motivi della modica che è stata firmata dall’on. De Luca, tra l’altro, per l’introduzione dell’art. 24 bis che prevede il contenuto del mio ordine del giorno: l’istituzione di quello che fu dispregiativamente definito un “ufficetto” e che, invece, viene adesso ne viene chiesta l’istituzionalizzazione perché ufficio di particolare rilevanza per la ricostruzione, che non si sovrappone affatto all’attività del commissario per la ricostruzione, ma è parallelo, indispensabile ed utile per la ricostruzione e per tutto quello che è conseguito al terremoto”

La stessa Di Scala non ha dubbi: “Purtroppo registriamo la solita fuga della giunta De Luca. Ascoltare certe risposte offende l’intelligenza non solo mia, ma di tutti gli ischitani terremotati e non. Secondo i De Luca, infatti, la nomina del Commissario Schilardi ha risolto tutti i problema. Però, guarda caso, nonostante Schilardi sia sopravvissuto a due governi, oggi arriva l’urgenza di un ufficio regionale tanto da farlo diventare emendamento da presentare in Parlamento. Avessero il coraggio di confessare – conclude l’esponente ischitano di Forza Italia – che come al solito l’unico motivo reale è quello di dover mettere, a costo di sprechi enormi e intollerabili disagi e perdite di tempo, il cappello dappertutto. Mi spiace prendere atto che questo PD non perde l’occasione di fare campagna elettorale. E lo faccia nel suo solito modo: dimenticando i territori, arrivano al governo con soluzioni sbagliate e con idee che penalizzano gli italiani. Per lo fanno con malafede. Ricordo – conclude la Di Scala – che in altri tempi e altri governi, De Luca padre ebbe parole di apprezzamento per il mio lavoro e mi difese dalle bassezze dei cinque stelle. Avevo un’idea diversa, la bandiera De Luca gira come gira con il vento. E ora soffia verso il giallo”

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