giovedì, Marzo 4, 2021

Terremoto e Zona Rossa, 890 giorni di vergogna!

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Ida Trofa | Zona Rossa ostaggio della malapolitica e di una classe dirigente abulica. Mancanze e omissioni condannato, solo, una porzione del paese, di Casamicciola Terme, alla morte. Parliamo della Zona del Purgatorio che dal Majo collega a La Rita con Via D’Aloisio e via Serrato. Qui restano le macerie. Qui tutto il peso di un terremoto su da pochi ma sfruttato da molti. Vergognatevi!

Nessuna traccia della prevista messa in sicurezza tracciata e prospettata nel famigerato 2017. Il terremoto è diventato, ormai, un cadavere in mezzo ad una stanza. Irrinunciabile nei discorsi quotidiani, eppure effimero e mitologico nella concreta trattazione. Materiale buono solo per la propaganda. Un cadavere che puzza ma che nessuno trova la strada di sotterrare o condurre a cremazione.

Gravi ritardi e taciti accordi sotto banco, a questo punto ci viene da pensare, stanno condannando ad un inesorabile destino di abbandono solo una parte del paese e quel che resta della sua comunità, ormai dispersa, reietta. Una comunità lasciata all’incertezza e all’incapacità amministrativa e gestionale di un sisma mal valutato sin dall’inizio e per la cui risoluzione, tutti e a tutti i livelli, si sono dimostrati incapaci. La zona rossa doveva essere messa in sicurezza in 150 giorni a partire dal 23 agosto 2017 con la dichiarazione dello stato di Emergenza. Siamo al 28 gennaio 2020 e prossimo il 21 febbraio 2020 sarà un anno che l’emergenza è cessata.

Abbiamo perso i benefici dell’emergenza mentre le sue necessità, le necessità di una gestione ordinaria restano, così come l’urgenza di impiegare mezzi e poteri straordinari per il superamento di detta emergenza. Resta la zona rossa dichiarata sulla carta, le sue macerie e nulla più.

Resta il mistero di quasi 900 mila euro stanziati dal Piano per l’emergenza Grimaldi mai utilizzati per rimettere in sicurezza quei siti. Due strade, via Serrato e Via D’Aloisio, ostaggio di un perimetro rosso, a questo punto e più che mai, incomprensibile.

Perché? Perché la Pche in quella maledetta zona rossa ha concentrato tutte le sue inchieste a quasi tre anni dal sisma non si fa sentire? Che fine ha fatto Carropoli & Co.? Perché il commissario straordinario per la Ricostruzione, Carlo Schilardi, fa finta di nulla trincerandosi dietro a un fitto (quanto vano) carteggio con gli enti attuatori?

Assurdo italiano. Continua, così, la presa per i fondelli, l’assurdo italiano di un sito dichiarato ad alto rischio crolli nell’agosto 2017 che, però, dal 31 dicembre 2019 è accessibile a chiunque. Che fine ha fatto il rischio dichiarato? E, soprattutto, che fine hanno fatto i soldi per eliminare quel rischio e il rischio residuo? La zona rossa, quella che sulla carta è a rischio, nei fatti, dopo aver speso in due anni milioni di euro (2.762.600,40 € per la precisione) del fondo nazionale per le emergenze e poi i soldi per la ricostruzione in presidio militare, resta alla mercè di tutti, un paese fantasma, eccetto che dei legittimi proprietari. Per Via D’Aloisio e Via Serrato ancora il comune di Casamicciola, incomprensibilmente, non trova il modo di cominciare gli interventi previsti per la messa in sicurezza.

Privati di un diritto. La mancata riapertura della zona rossa sta privando la sua comunità di un diritto. E lo sta facendo senza un motivo! La norma, l’emergenza e il passaggio forzato alla ricostruzione proprio per questo avevano previsto il termine ultimo per la messa in sicurezza di Via D’Aloisio e Via Serrato almeno entro il 31 dicembre 2019. Tant’è che dal 1 gennaio 2020 i luoghi non sono più presidiati dall’esercito per la ipotetica riapertura del sito in piena sicurezza ed il passaggio alla fase ricostruzione. Lo ricordiamo, la zonizzazione sismica non ha reso risultati tali da far pensare che in quei luoghi non si possa ritornare a vivere. Carta canta. Recita un vecchio adagio.

Class Action. Ora basta! Ora è giunto il tempo di chiedere i danni e il conto di queste omissioni. In primis perché chi gestisce il Cratere di Ischia ha disatteso quanto disposto dal Commissario per l’emergenza Giuseppe Grimaldi in favore della popolazione con la messa in sicurezza e poi perché, queste omissioni, non consentono l’accesso agli strumenti messi a disposizione dalla Legge della Ricostruzione e determinano una evidente sperequazione di trattamento tra gli stessi cittadini di uno stesso territorio. Anche al fine di potere avviare l’iter previsto per gli interventi di ricostruzione e l’accesso al contributo statale previsto dalla legge n. 130/2018. Con il conseguente danno materiale e morale per i cittadini e le imprese della zona in questione alle quali deve aggiungersi la correlata perdita di fatturato e attività di impresa.

Giustappunto è bene ricordare che per suddette arterie stradali ricadenti nel comune di Casamicciola Terme il Commissario Delegato aveva previsto come tempi di intervento 150 gg per con la rimozione macerie alla Via Serrato e lavori di messa in sicurezza alla via D’Aloisio. Tempi e termini ampiamente sforati.

Ai sensi dell’art. 18, comma 1, lett. i-bis) del decreto-legge 28 settembre 2018 n. 109, convertito in legge n. 130 del 16 novembre 2018, è previsto che il Commissario straordinario per la ricostruzione: “provvede alle attività relative all’assistenza alla popolazione a seguito della cessazione dello stato di emergenza, anche avvalendosi delle eventuali risorse residue presenti sulla contabilità speciale intestata al Commissario delegato di cui all’articolo 16, comma 2, dell’ordinanza del Capo del Dipartimento della protezione civile n. 476 del 29 agosto 2017, che vengono all’uopo trasferite sulla contabilità speciale di cui all’articolo 19”.

Schilardi, fin’ora, così come i sindaci, non ha mantenuto l’impegno!

Tutti i soggetti coinvolti in questa maledetta vicenda devono ritenersi responsabili, in solido, di ogni ulteriore danno subito e subendo per la mancata messa in sicurezza dei siti in oggetto e l’impossibilità di accedere a tutti gli strumenti normativi a disposizione e per la ricostruzione e per l’accesso a possibili forme di indennizzo e di ritorno alla normalità.

Che fine a fatto la rimozione delle macerie e la messa in sicurezza di via D’Aloisio e Via Serrato ?

A seguito dei danni causati dal sisma del 21 agosto 2017 – di specifica Ordinanza Sindacale di sgombero conseguente alla dichiarazione della Zona Rossa, con le quali è stata individuata la “ZONA ROSSA” ricadente nel Comune di Casamicciola Terme, facendo seguito a quanto disciplinato al Piano degli interventi urgenti approvato dal già Commissario Delegato all’emergenza sisma Ischia 2017, Giuseppe Grimaldi questa zona doveva già essere riaperta. E doveva esserlo da più di un anno!

Tante domande, le cui risposte sono quanto mai pleonastiche: l’interesse, l’affaire condito da una buona dose di disinteresse ed inettitudine.

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4 Commenti

  1. Purtroppo c è troppo interesse per mangiare… sulle spalle di chi vive li…stanno ingrassando ! Invece di vedere quello che si deve necessariamente fare…

  2. E poi tutta Casamicciola alta e zona rossa…cosa aprono a fare le strade se ci sono edifici pericolosi lungo il tragitto….aspettano che ci scappa il morto. Le cose vanno fatte benissimo e in sicurezza. C è la vita dei bambini, giovani, nonnini….mettere in sicurezza nn è mettere paletti appoggiati a mura e case…..soldi buttati…. Non c siamo… La paura prevale e la gente vuol star sicura e tranquilla ..

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