Terremoto e Ischia, la verità del Commissario. Schilardi: “Focalizziamoci su quel che si può fare non su quello che non si può!”

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Ida Trofa | La sensazione di essere abbandonati a se stessi è forte. I soldi per la ricostruzione sembrano esserci sono sulla carta, fermi, ancora ai lavori della cessata emergenza. Gli interventi del Piano Giuseppe Grimaldi sono bloccati. Ci non tonnellate e tonnellate di macerie da portare via. Tante da non essere state ancora quantificate. Ma i lavori sono bloccati, da un anno è cessata l’emergenza, ma di fatto si stanno eseguendo ancora le pratiche ad essa relativa. Ovvero lavori di messa in sicurezza, somme urgenze, urgenze, CAS ed alloggiati. I soldi assegnati per la ricostruzione ci sono solo sulla carta. Non si riparte, ma si rischia di morire sotto l’impasse burocratico di un paese che si fonda sulle carte e i passaggi infiniti. E non abbiamo ancora visto tutto. Come si fa a ripartire se nessuno, tecnici, esperti e quanti altri ad Ischia non vogliono imbastire le pratiche e una pratica deve passare per almeno 10-20 uffici diversi? Stranamente l’unico istituto che ha funzionato è stato l’indennizzo per i danni da sisma alle aziende di tutta l’isola d’Ischia. L’iter era diretto e senza eccessivi legacci tecnico-normativi.

Tanti i nodi da sciogliere. Le macerie ancora a terra, via il presidio militare dalle zone rosse, gli alloggiati fuori dagli hotel ad Aprile, scarsità di tecnici disposti ad imbastire le pratiche, questione delocalizzazione volontaria.
I giovani se possono se ne vanno, i più anziani sono rassegnati. La sensazione è quella di sopravvivere, non di vivere. Insomma, un disastro, non si può andare avanti così. C’è bisogno di accelerare gli interventi.
Ne abbiamo parlato sul terreno scivoloso fatto di emergenza-ricostruzione- norme e contributi “virtuali“ con il commissario alla Ricostruzione Carlo Schilardi.

Commissario a parte l’ordinanza 5 per le aziende isolane che hanno subito di riflesso il sisma,di fatto siamo ancora fermi alla cessata emergenza?
“Non è che siamo fermi è che abbiamo fatto tantissimo lavoro. Però qui sembra che siano tutti contro il commissario a, più che risolvere i problemi c se ne creano di nuovi, con centinaia do quesiti, perdite di tempo, mancati riscontri, spesso si tergiversa, benché ad Ischia il terremoto ha inciso per il 5%. L’altro 95% funziona. Per vedere il terremoto devi andare lassù nelle zone rosse. Non è un terremoto di grandi numeri. Basta paragonarsi al Centro Italia dove c’è la devastazione. Ristendiamo, ristrutturiamo i paeselli. E basta chiacchiere. 700/800 persone assistite non sono grandi numeri rispetto ad altri disastri. Stiamo facendo un lavoro immane. Qualcosa comincia a muoversi. I finanziamenti alle imprese hanno avuto un grande successo meno quello per i cittadini che non hanno risputò alle ordinanze 2 e 4 per i danni lievi che ho provato ma che ovviamente non darà le risposte che speravamo. Cosi come la n.7 ha ricevuto adesioni tiepide. La gente sembra focalizzata su ciò che non si può fare piuttosto che su quel che si può. Casamicciola soprattutto dove si fanno problemi inutili. Gli strumenti ci sono, usiamoli. Dobbiamo cercare di lavorare all’unisono e non uno contro l’altro. Invogliamo e stimoliamo le persone a seguire i dispositivi possibili. Le cose poi verranno poi da se. L’inizio è stato difficile però piano piano qualcosa si muove“.

Non le pare troppo piano con le macerie ancora a terra e persino la ricostruzione pubblica impallata tra scuole chiese?
“In relazione ai numeri del sisma le cose si muovono. Sono 76 le pratiche di condono già istruite o definite, ossia il 10% del totale. A queste corrisponde una concessione edilizia ed un finanziamento per poter ricostruire. Inoltre lo scorso anno abbiamo ottenuto una diminuzione di 110 unità tra coloro che usufruiscono di Cas o albergo. Insomma, qualcosa si sta muovendo. Ciò significa che qualcosa si sta muovendo malgrado non sia semplice vedere la ricostruzione vera e propria.Di fatto stiamo lavorando solo da poco tempo come struttura unica del Commissariato straordinario per la ricostruzione. Ricordiamo che a settembre siamo diventati struttura unica. Prima di allora, infatti, camminavamo parallelamente con la struttura del Commissariato per l’emergenza guidata dall’architetto Giuseppe Grimaldi. Dopo da febbraio, abbiamo realizzato davvero tanto. Abbiamo pagato tutto quello che non era stato pagato benchè finanziato e pensato nel momento dell’emergenza: Urgenze, some urgenze, strade, scuole, chiese. Abbiamo totalmente saldato tutti i crediti e provveduto ai pagamenti alle imprese che avevano lavorato per la riparazione delle chiese. Circa 15. Dopodiché abbiamo finanziato ed erogato la prima rata per la riparazione delle somme urgenze. E stiamo perfezionando le opere previste nel Piano dell’Emergenza, pensate all’indomani dal sisma, ma poi mai avviate concretamente. Ciò significa che qualcosa si sta muovendo malgrado non sia semplice vedere la ricostruzione vera e propria.
Abbiamo anche provveduto al pagamento agli albergatori che avevano ospitato nei primi periodi dopo il sisma del 21 agosto senza che lo stato d’emergenza fosse stato dichiarato gli sfollati. Per pagare queste somme abbiamo ottenuto un provvedimento di sostegno da parte dell’Anac anche perché si trattava di pagamenti relativi a due anni prima e per di più senza motivazione.Abbiamo dato 25 giorni di tolleranza poi si deve giustificare la presenza di persone in hotel che ci erano andate senza autorizzazione. Magari ci erano andate ad ottobre e non a settembre per vari motivi, per paura, perché non sapevano che davvero la loro casa era danneggiate, altri ci sono andati anche se la loro casa non era stat danneggiata. Stiamo avendo molte difficoltà ma stiamo risolvendo. Paghiamo CAS ed alberghi regolarmente in linea con le mensilità. Al momento abbiamo pagato fino a tutto il mese di novembre. Abbiamo dato una mano a 109 imprese che hanno ottenuto un riconoscimento economico fino a 50 mila euro legato al mancato guadagno subito a causa degli effetti del sisma. Circa 70 di queste imprese sono ubicate a Casamicciola. Adesso con l’emendamento approvato nell’ultimo ‘decreto sisma’ possiamo dare una mano anche alle imprese che dopo il sisma del 21 agosto 2017 non hanno più riaperto la propria attività. La settimana prossima, mercoledi, abbiamo un incontro in tal senso con IVITALIA.“.

Le macerie sonno ancora a terra e via D’Aloisio sono ancora a terra mentre i militari del presidio alla zona rossa sono andati ?
“Non ha idea di quel che stiamo passando per quell’intervento. Scrivo al comune tutti i giorni. Stiamo compulsando tutti i giorni. Ma è il comune che deve intervenire ho persino pagato le anticipazioni. I militari dovevano andare via. Costavano tantissimo alla comunità di Ischia al terremoto e non si possono togliere tanti soldi alla ricostruzione (come volevasi dimostrare con la cessazione dell’Emergenza, ndr) quel che faceva un presidio che di fatto era mobile e quindi non proprio insostituibile lo faranno le forze dell’ordine carabinieri, polizia e vigili urbani cosi come disposto con decreto del Prefetto di Napoli. Ci era costato l’ira di Dio, con l’emergenza erano più di 30 uomini noi li abbiamo ridotti a 15. Anche la procura sta facendo il diavolo a quattro con il comune per quelle macerie e anche loro stanno avendo difficoltà, il comune non risponde alle sollecitazioni di nessuno anzi sembra quasi che il nemico sia il commissario. Di più il commissario che può fare?“.

Bene commissario converrà che ci si aspetterebbe di andare oltre quel piano e si cominciasse a veder anche un po’ di ricostruzione vera?
“ Guardi noi stiamo agendo . E’ la gente comune magari perché po’ avvezza ad interloquire con gli Enti pubblici a non rispondere alle istanze. I provvedimenti o per le imprese hanno avuto un grand successo proprio perché gli imprenditori interloquiscono con le istituzioni quotidianamente ed anno un tecnico, un commercialista che li segue. Sule pratiche private ci sono difficoltà oggettive.
Per il resto anche la ricostruzione è partita, Abbiamo approvato un piano per la messa in sicurezza delle scuole. Un provvedimento davvero importante. I Comuni sono stati nominati soggetti attuatori così come prevede la legge in quanto sono i proprietari degli edifici scolatici. Potranno procedere ad affidare le progettazioni per le scuole ed a questo scopo abbiamo loro concesso un’anticipazione pari al 10% delle spese tecniche. I Comuni in questo modo non devono anticipare delle somme. Cerchiamo di andare incontro alle difficoltà degli Enti nell’ottica di una proficua collaborazione istituzionale. Il piano prevede la messa in sicurezza per una dozzina di edifici scolastici presenti a Casamicciola, Lacco Ameno e Forio. Il piano è molto articolato perché tiene conto innanzitutto dei primi lavori di somma urgenza effettuati all’indomani del sisma dalla struttura del Commissariato per l’emergenza. Poi sono elencati gli interventi finanziati dal Ministero dell’Istruzione ed il residuo è tutto ciò che è stato previsto dalla struttura commissariale. Il tutto per una spesa di circa 12 milioni di euro. Insomma un investimento importante per le strutture scolastiche. I Comuni sono i soggetti attuatori e provvederanno alla progettazione delle opere che saranno esecutive. Grazie al decreto sblocca cantieri, infatti, non viene approvato più il progetto definitivo ma direttamente esecutivo. I progettisti incaricati dal Comune devono realizzare i progetti che poi vengono direttamente messi a gara. Non c’è più il passaggio che prevede eventuali proposte migliorative. E ciò ci permette di rendere i tempi meno lunghi. Adesso tocca a loro. Non le dico poi le grane con le chiese e la scuola con la vicenda del Centro Per l’impiego. L’ira di Dio per capire e far capire quale ente è competente, la guerra con la Regione ed ora lo tengono chiuso. Nonostante abbiano preteso l’atto formale di cessione. Insomma… ”.

Ad esempio?
“ Ad esempio la chiesa dove piove dal tetto, Santa Maria Maddalena per la quale oltre l’Emergenza e i lavori il sindaco ha violento altri soldi. Ed ancora Santa Restituta con il caos per individuare l0ente attuatore. Finalmente però abbiamo siglato un’intesa tra la Soprintendenza, il Comune di Lacco Ameno nella persona del commissario prefettizio e la Curia Vescovile per il recupero degli scavi di Santa Restituta a Lacco Ameno. È stato delegato come Ente attuatore il Comune affinchè possa preparare il progetto. Ci sono circa 2milioni e mezzo di euro per riparare gli scavi, le sovrastrutture ovvero il Municipio e la Chiesa. È stato un lavoro molto laborioso soprattutto per mettere insieme le parti, ma sono fiducioso”.

La ricostruzione pubblica stenta, quella privata annaspa. Persino trio avere tecnici che imbastiscano le pratiche è un impresa. Insomma è desolante?
“ Non è molto, ma l’importate era cominciare. E sono convinto che se si accelera sui condoni possiamo guardare con ottimismo al 2020. Perché purtroppo certe dinamiche isolane stanno facendo imballare tutti su quel che non si può fare piuttosto che fare quel che possiamo fare, Per i tecnici che redigano le pratiche ci sono centinaia di professionisti bisogna trovare quello in grado di fare le pratiche. Spesso convengo che anche agli incontri organizzati su ischia sono più i politicizzati, gli ex consiglieri e quanti altri che vengono per fare polemica e creare caos che quelli che vogliono capire ed affrontare le procedure. Anche sui quesiti si perde tanto tempo e spesso sulle stesse questioni inutili“.

Ma senza denaro non i cantano messe! Come può ricostruire un terremotati senza avere contributi dallo stato? Sembra quesi un miraggio. I soldi ci sono ma per chi? L’ultima norma sul terremoto spicca in tal senso per il mancato riconoscimento del contributo alle case legittimate invece riconosciuto altrove come Campobasso e Catania?
“Non ci è stato riconosciuto il finanziamento per la ricostruzione per gli immobili sottoposti a condono. Resta comunque il contributo parziale, ovvero quello legato alla parte legittima. E mi preme sottolineare che di case legittime totalmente o parzialmente ce ne sono tante. Abbiamo sottolineato al Governo ed al Parlamento la discrasia di trattamento rispetto ai terremotati di Catania e Campobasso che si sono visti riconoscere i finanziamenti anche per gli immobili sottoposti a condono. E sono sicuro che piano piano anche noi lo otterremo“.

Quanto ha inciso la “legge Sisma” sulla ricostruzione di Ischia e sul lavoro del commissario ?
“Il Decreto Sisma ci ha dato una mano sotto alcuni aspetto. L’emendamento per le aziende e le imprese chiuse dal sisma che ora potranno essere indennizzate è uno di questi, come la questione legata al controllo del Ministero dell’economia sul lavoro del commissariato, ci ha tolto il fardello di dover sentire il Mef ad ogni ordinanza, ad ogni provvedimento e su tante atre cose. In pratica abbiamo ottenuto uno snellimento delle procedure. Ed ancora abbiamo ottenuto lo spostamento dal 31 dicembre di questo anno fino al 30 aprile 2020 per l’assistenza a chi vive ancora in albergo ed il contributo intero del Cas anche per gli affittuari. Per ciò che riguarda la pianificazione, per la quale è stata riconosciuta una centralità della Regione Campania, è pacifico che dove si può riparare e non c’è bisogno di pianificazione, andremo avanti. La pianificazione regionale e comunale varrà per il futuro e con l’ufficio ad hoc che provvederà al piano detto della ricostruzione“.

Ci sono anche le assunzioni sismiche ai comuni?
“Si, si quelle gli toccavano fino al 31 dicembre 2020 e le abbiamo anche formalizzate!“
Però ci sono anche dei punti“.

Scusi ma se andrete avanti, dunque le sue ordinanze anche in materia di edilizia privata poer la riparazione restano valide . A che serve la regione con il suo piano?
“Quello verrà dopo nelle zone dove non è possibile intervenire. Noi abbiamo già stufato il nostro piano. Ci sono aree che non hanno bisogno di pianificazione e per quelle andiamo avanti senza indugio con le odiose danni lievi e danni pesanti. Poi c’è chi come Casamicciola che la pensa altrimenti, ma non mi trova concorde. Io dico alla gente andate avanti e non temete “.

Quindi cosa riguarderebbe la pianificazione, solo le zone rosse per intenderci?
“Questa è una tesi. Noi abbiamo la microzonazzizione che ci ha dato delle indicazioni. Siamo stati chiari. Ovviamente in quelle aree tipo le zone rosse dove si riscontreranno particolari problemi e ci si renderà conto che serve la pianificazione, interverremo altrimenti. Laddove non c’è necessità di pianificazione, l’articolo cinque comma 1 lettera e Legge 189/2016 quello dell’Italia centrale che richiamato dall’emendamento della regione, articolo 11 e collegato, ci consente di proseguire.
Lo stato ha investito già tra 160/170 milioni di euro su Ischia altri 300 milioni ne arriveranno. Sono tanti, quasi mezzo milione di euro. Quindi c’è il massimo impegno anche economico dello Stato Italiano e noi dobbiamo dare delle riposte adeguate.“

Per la Delocalizzazione, anche quella volontaria qual è il vostro orientamento? Scorgiamo un certo scetticismo anche da parte giostra…
“Guardi la microzonazione è stata chiara. Noi dobbiamo fare i fatti concreti. Chi vuole delocalizzare, può farli è previsto sia con l’ordinanza 7 che con la legge sul sisma ultimo. Mi fanno una richiesta motivata. Deo no dire dove, come e perché, dimostrare che non si può riparare e delocalizzare. Vuol dire allora che quella sarà un area soggetta a pianificazione. Potranno avere solo l’equivalente del contributo per la ricostruzione. Non di più. SI può fare anche questo, delocalizzare“.

È amareggiato persino il commissario Carlo Schilardi. Come lo sono gli abitanti del Cratere, in particolare gli ex residente delle zone maggiormente ammalorate come il Fango, La Rita ed il Majo.
9 su 10 di quegli sfollati, i superstiti sopravvissuti a quasi 3 anni di attese ed incertezze, sperano di tornare a vivere in quei paeselli sperduti in un buco dell’isola d’Ischia che per il 95% funziona e quasi non si è accorta del sisma. Molti altri teorizzano su ipotetici concorsi di idee, salvifiche pulizie urbanistiche in luogo di abitati fantasma . In gran parte è la politica e le amministrazioni locali a gettare il can per l’aia.
Finora gli unici interventi realizzati sul territorio sono quelli del Piano redatto nel corso dello Stato di Emergenza dall’altro commissario Grimaldi e nemmeno tutto. La relativa burocrazia è stata portata a definizione, ma di concreto ancora nulla. Uno sterile palleggio di cui è stufo lo stesso Prefetto pugliese Carlo Schilardi. Schilardi più volte sottolinea come dall’isola si tergiversi sulle cose.

Focalizziamoci su quel che si può fare e non su quel che non si può!
Basta quesiti sterili al commissariato, rimbocchiamoci le maniche cominciamo a seguire gli strumenti normativi che ci sono stati messi a disposizione.Pretendiamo dagli uffici comunali e dagli uffici commissariali di fare e di capire come fare.

1 commento

  1. Troppe chiacchiere è palloso anche leggere l intervista sono arrivato a metà e poi ho lasciato perdere perché i fatti sono altri.
    Macerie per strada, ricostruzione zero, gente che non sa a chi santo affidarsi perché ha immobili oggetto di condono, gente che ha rinunciato ai risarcimenti pur di rientrare in casa facendosi lavori abusi.
    Pessimo direi !
    La prova provata che lo stato ha fallito ad ischia, questi sono i fatti, il resto chiacchiere da chi é lontano dal territorio isolano ed ha l arroganza di sapere tutto poi nei fatti dimostra di non essere all altezza di gestire un mini terremoto su un territorio estremamente particolare ed articolato. Forse i terremotati di ischia sono pochi ma essendo ubicati in una zona estremamente particolare hanno bisogno di essere seguiti in maniera molto più minuziosa e di norme create ad hoc.
    Tutto ciò non c è stato.

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