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Terremoto e controlli a campioni. Tra regole e clan, di necessità virtù

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IL COMMENTO DI IDA TROFA | Con la determina firmata dall’Ingegner Mimmo Baldino ufficialmente si mette una regola ad un settore particolarmente delicato alle nostre latitudini. Non c’è bisogno di rinvangare il retaggio edilizio fatto di difficoltà di programmazione, abusi, condoni e quant’altro. Oggi, il comune rafforza la governance del settore condoni complementare alla ricostruzione del Crateri 2017, sono state assunte importanti decisioni per garantire il rispetto dello stringente cronoprogramma stabilito per la realizzazione degli interventi territoriali finanziati dal Terremoto.

O che almeno dovrebbe esserlo. Parimenti si cerca di mettere un certo freno al clan dei tecnici e degli esperti venutosi a cerare all’indomani della devastazione. A quanto pare, infatti, non gli bastano neppure 2400 pratiche per placare la fame di ingaggi e danari. Magari le facessero e le facessero bene!
In ogni caso, per questo complesso meccanismo di concorrenza troppo spesso sleale (non si contano orami gli scontri tra pensieri tecnici differenti e ci fermiamo qui) che rischia di paralizzare ancor di più un meccanismo legato agli Uffici Tecnici ed al Sisma (già farraginoso di per se) ha imposto la necessità di dare una parvenza di controllo con la determina n.43.

La determina dà un atto permette di rafforzare l’istituto dell’autocertificazione sui condoni e dall’ago tutela gli uffici pubblici e chi li determina. Per acquisire una sorta di tutela, un supporto tecnico anche nel prevede modalità snelle e veloci per l’assegnazione delle risorse agli enti responsabili degli interventi, man mano che le pratiche e i lavori avanzano.

Ci sono adesso tutte le condizioni per guardare con rinnovata serenità al futuro?
Serve ora più che mai un rinnovato impegno di tutti gli attori della comunità, oltre la ricostruzione, a partire dai professionisti e dai dipendenti pubblici e degli uffici del terremoto, ai quali ci permettiamo di rivolgere un appello affinché tornino a lavorare su una ricostruzione che sta determinano dal morte di una piccola e pur importante fetta della nostra comunità, di uomini e donne che un tempo le popolavano.Una realtà alla quale il Governo pare stia dedicando ingenti risorse, in attesa si poter contare su un quadro normativo adeguato. Una realtà che però di fatto non decolla anche per colpa nostra e della nostra incontestabile “litigiosità”.

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