Terremoto. 4 mesi di dolori per gli sfollati. Il commissario per la ricostruzione ordina: restituite i soldi

Nella guerra Schilardi-Grimaldi soccombono solo i terremotati . Chiesto il recupero dei CAS maggio-agosto precedentemente versati per intero. “ Allo stato, purtroppo non hanno sortito gli effetti sperati i tentativi di far emendare la norma in favore dei consanguinei in linea retta di primo grado così come auspicato“- scrive il prefetto pugliese. Tolta l’emergenza lentamente emergono tutte le verità. La ricostruzione non parte e mancano i sono soldi per l’assistenza alla popolazione. Cessato impropriamente lo Stato di emergenza l’assistenza alla popolazione non era stata prevista. Oltre al danno la beffa degli interessi primari ancora compromessi.

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IDA TROFA |E venne il giorno del fine CAS. Fermato lo stato di emergenza non c’è  la  Ricostruzione che contempli l’istituto dell’assistenza alla popolazione. Soprattutto non c’è per il sisma di Ischia. Un sisma i cui sfollati da dicembre potrebbero  rimanere persino senza contributo  per l’autonoma sistemazione cosi come è stato per gli alloggiati in hotel e l’assistenza alberghiera.  Da Gennaio 2021 niente CAS per inquilini, comodatari e soprattutto consanguinei. Anche i figli dei proprietari, quelli che non hanno mai perfezionato l’iter di successione ereditaria delle proprietà  ora distrutte dal sisma, secondo Schilardi, non avranno più diritto alla assistenza.  Anzi il commissario per l ricostruzione ha dato ordine di recuperare le somme introitate dagli stessi fin qui. Una mazzata tra capo e collo. Nonostante la necessità non si è stati capaci di far emendare la norma. Complimenti! 

Ridatemi i soldi del CAS.

Saranno tempi duri, ancora più duri, cosi  per i circa 92 nuclei  familiari interessati da questa ennesima mazzata. Ovvero per coloro che nella attribuzione del Cas si trovano nella posizione di inquilino di immobili divenuti inagibili, per i quali si è come è noto proceduto al dimezzamento del contributo. 

Il dottor Carlo Schilardi, dopo aver ricevuto la richiesta del contributo relativa al mese di settembre, ha chiuso i rubinetti ed  ha rispedito al mittente la  richiesta stessa pretendendo persino il rimborso ed il recupero dei mesi passati. 

Non ci sono più soldi della ricostruzione per spendere in assistenza!

I conti non tornano a Schilardi che ha chiarito come non pagherà il prezzo pieno del CAS. A loro tanto che importa. Era già chiaro da tempo che il sisma è solo una pratica da smaltire, non c’è umanità, non c’è  sensibilità o ragione che tenga. 

Ma leggiamo insieme la nota del commissariato: “Si fa riferimento alla nota prot n. 10285 del 12.10.2020, con la quale codesto Comune ha trasmesso la rendicontazione volta ad ottenere i fondi necessari per la liquidazione del CAS agli aventi diritto per il mese di settembre 2020. Al riguardo, occorre tener conto della norma di riferimento – precisamente la lettera i-ter del comma 1 dell’art.18 del D.L. n. 109/2018 – che recita: [il Commissario straordinario] provvede, entro il 30 aprile 2020, alla cessazione dell’assistenza alberghiera e alla concomitante concessione del contributo di autonoma sistemazione alle persone aventi diritto; dispone altresì la riduzione al 50 per cento dei contributi di autonoma sistemazione (CAS) precedentemente concessi in favore dei nuclei familiari residenti in abitazioni non di proprietà, che possono comunque essere concessi fino al 31 dicembre 2020. In fase di prima applicazione della norma, con la liquidazione del CAS per il mese di maggio, la S.V. ha trasmesso la nota n. 7462 in data 16.07.2020 con la quale – in risposta alla commissariale prot. n.5386 del 07.07.2020 – ha trasmesso tre elenchi contenenti l’elenco dei beneficiari proprietari, non proprietari e consanguinei dei proprietari degli immobili danneggiati o distrutti dal sisma, nel presupposto che: ‘segnatamente alla categoria dei consanguinei, facendo anche riferimento all’attività di chiarimento ed esplicazione da parte dell’Autorità centrale, si è ritenuto nelle more di concedere con riserva l’intero contributo, anche facendo riferimento alla possibilità che successivamente possano essere apportate le opportune ritenute contabili (recuperi)”. 

Ridatemi i soldi di maggio, giugno, luglio e agosto 2020

Nel mirino di Schilardi i cosidetti “consanguinei“  a cui ha concesso fin qui per intero il contributo di autonoma sistemazione pur consapevole del fatto che lo stesso potesse non spettare in attesa delle controdeduzioni istituzionali in merito (92 istanze).

Moti chiarificatori e richieste di pietà per chi ha necessità di essere sostenuto che vanno avanti da circa un anno e che sono caduti vani.Ma loro lo sapevano già. Hanno solo fatto finta di niente e intorpidito le acque. Lo sapevano  i decisori politici. I front man che hanno tolto alla comunità l’Emergenza sisma 2017 per una becera guerra di potere politico lo sapevano già! Ora siamo solo al dunque: “Conseguentemente questo Commissariato ha trasferito, con decreti n. 623 e 675/2020, le risorse finanziarie liquidate da codesto Comune quale CAS per i mesi di maggio, giugno, luglio ed agosto 2020, in cui è computata la misura intera per i beneficiari c.d. consanguinei. I citati decreti di trasferimento fondi disponevano, tra l’altro, che: ‘…l’importo trasferito si intende salvo ripetizione delle somme erogate nei confronti dei c.d. comodatari consanguinei, indicati nell’allegato n. 2 della nota del Comune di Casamicciola Terme prot. n. 7462 del 16.07.2020, ai quali viene erogato il contributo nella misura intera, nelle more dell’avviso delle Autorità centrali in merito”. Questo è quanto scrive concludendo il funzionario che dovrebbe avere poteri straordinari per la Ricostruzione e che di fatto si è ridotto a gestire un emergenza di fatto mai cessata.  Gli interessi primari della gente soprattutto quella di Casamicciola sono ancora compromessi sono centinaia e centinaia ale persone che hanno davvero perso tutto, mentre qualche furbetto si arricchisce. 

Fallito ogni tentativo di emendare la norma 

Ma non c’è un po’ di vergogna?  Gli appelli sono rimasti inascoltati e lo dice persino Schilardi, anzi ora Schilardi chiede il recupero delle somme introitate da chi si ritiene non avente diritto.Oltre il danno la beffa.   

“ Allo stato, purtroppo  non hanno sortito gli effetti sperati i tentativi di far emendare la norma in favore dei consanguinei in linea retta di primo grado così come auspicato dal Commissariato, dal Comune e dalle associazioni varie tra cui i Protagonisti  dell’Isola d’Ischia. Pertanto, così come a suo tempo stabilito, non resta altro da fare che procedere al recupero del contributo erogato nella misura intera ai consanguinei – indicati nell’allegato 2 della Vs nota n. 7462/2020 – nel periodo maggio-agosto, recupero da effettuarsi mediante trattenute sulle mensilità del periodo settembre –dicembre 2020. Pertanto, si restituisce la rendicontazione del CAS mese di settembre trasmesso con nota n. 10285 del 12.10.2020, con l’invito a rettificare l’istanza nei termini di legge, notiziando degli sviluppi anche le associazioni interessate”. 

Pratiche al microscopio 

Sulle 600 pratiche Schilardi ha accettato le pratiche dei  nudi proprietari, loro avranno diritto all’ itero contributo CAS.  Non ha accettato invece le richieste di quelli che non hanno fatto niente neppure una scrittura privata per la successione. 

Quindi  71 nuclei familiari sono stati  tolti dall’elenco dei non aventi diritto e saranno riconosciuti comune ammessi al contributo per l’abitazione. Una possibilità resta aperta  per quelli che hanno almeno scritture private o comando ad uso gratuito registrate. 

Al momento cosi restano fuori pochi nuclei familiari che non hanno nulla per dimostrare il loro status. 

La frittata è fatta ed è colpa di chi ha voluto toglierci lo stato di emergenza. Nella guerra Schilardi-Grimaldi soccombono solo i terremotati  

Non è valso a nulla il grido d’allarme lanciato con quasi 5mila firme per dire “non toglieteci l’emergenza terremoto“. Era una guerra politica e in quella guerra, insieme ai commissari sono rimasti feriti anche i terremotati e gli sfollati senza dimora. 

Non è bastato se non a spingere i nostri decisori istituzionali, quelli che avevano brigato contro l’emergenza, a metterci i soliti  pannuccielli caldi delle ordinanze ed i vari  dispositivi emanati dal commissario per la Ricostruzione Carlo Schilardi  a far fronte al grave errore commesso nel febbraio 2018 con la cacciata dell’altro commissario, il delegato all’Emergenza Giuseppe Grimaldi . Bene bravi, bis! Dicembre è vicino e il commissario Schilardi tenuto il carro per la discesa, ha retto questo sordido gioco delle poltrone, in questa parentesi 2019-2020. Ora però gli altarini sono stati svelati.

Ora il prefetto pugliese  chiede la rimodulazione della rendicontazione dell’importo CAS al comune di Casamicciola (l’unico preoccupatosi del problema avendo il maggior numero di sfollati )  da versare a settembre, dovendo sottrarre quanto ricevuto dai cosiddetti “consanguinei” che non avevano subito decurtazione perché ritenuti sine titolo per l’ottenimento del contributo. Non solo la ricostruzione resta un miraggio e non parte, ma la comunità continua ad essere umiliata. 

Hanno giocato un gioco sporco, troppo sporco e squallido sulla pelle della gente. Il danno è fatto, c’è poco da riparare. Continuiamo a rincorrere un sistema che non aiuta la gente e soprattutto chi ha perso tutto. Nella guerra Schilardi-Grimaldi soccombono solo i terremotati . 

A tenere testa alle decisioni  del commissario Schilardi (lo avevamo detto da sempre che sulla questione fondi per i terremotati di Ischia non ci sono veri danari) ora resta solo il sindaco Giovan Battista Castagna. Il primo cittadino del comune più colpito e con il maggior numero di sfollati. Al resto del Cratere evidentemente poco importa. Ma forse è troppo tardi. Si attende l’ennesima relazione da trasmettere per far comprendere l’errore commesso. Il careggio prosegue come l’umiliazione delle genti colpite dal dramma. 

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