Termalismo: ad Ischia il primo Congresso Internazionale di Idrologia e Climatologia nel 1958

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Elena Mazzella | Nel 1958, dal 4 all’8 ottobre si svolse a Lacco Ameno un Congresso Internazionale di Idrologia e Climatologia che vide riunite in un’unica assise la International Society of Medical Hydrology e la Federation Internationale du Thermalisme et du Climatisme, con l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana.

La collaborazione su piano internazionale di queste due organizzazioni, l’una medico scientifica, l’altra sociale organizzativa, e la partecipazione delle più alte personalità del mondo medico e termalistico di ogni nazione, dall’Europa all’America al Giappone, diedero al Congresso di Lacco Ameno una ampiezza e fisionomia del tutto particolari, sì da farne una importante tappa del termalismo europeo del dopoguerra.

Tutti gli atti sono stati pubblicati in un volume unico di oltre mille pagine, edito dal Centro Studi e Ricerche delle Terme Regina Isabella e Santa Restituta di Lacco Ameno.

Uno dei principali temi del congresso fu la terapia termale con acque radioattive, argomento sul quale, per riflesso degli allarmi destati dalle esplosioni atomiche, molto era stato scritto sulla stampa di informazione e divulgativa. Le dotte e documentate relazioni del congresso, dovute a studiosi di alta fama come i professori Roubault, Grandpierre, Coppens, Scheminzky, Cignolini, ed altri, affrontarono questo tema in tutta la sua profondità ed estensione. Furono ancora trattati i temi di reumatologia, di geriatria, delle malattie del ricambio e di quelle ginecologiche. Ci fu inoltre l’inaugurazione del Centro Studi delle Terme Regina Isabella in merito al quale il prof. Piero Malcovati, principale fautore delle Terme, disse: “Questo centro, con la sua semplice ma modernissima attrezzatura, segna un po’ quella che è la linea avvenire della idrologia, la linea scientifica, la linea sperimentale, alla quale noi intendiamo mantenerci perennemente fedeli”.

L’allora sindaco di Lacco Ameno, Vincenzo Mennella, nel suo discorso introduttivo che di seguito vi riportiamo in parte, si disse fero della scelta dell’isola d’Ischia per la sede di un sì importante Congresso: “Un pensiero di gratitudine anche a coloro che ne hanno assecondato in ogni modo l’ascesa turistica, creando la possibilità ambientale di ospitare, in una maniera che ci auguriamo degna, la massima assise nel campo della Idroclimatologia. Ad Ischia medici e scienziati si possono considerare come a casa propria, giacchè, tutto ciò che è fonte di salute, per lo spirito e per il corpo, non può essere che di tutti ed in particolar modo a quanti profondono la loro attività per migliorare la salute degli uomini. Ed Ischia è fonte di salute, non solo per gli incantevoli paesaggi, le spiagge riposanti, le colline ubertose certamente comuni a tante altre località d’Italia e del mondo, ma anche e principalmente per il clima particolarmente favorevole e per le virtù terapeutiche delle sue acque alle quali medici e scienziati hanno strappato tutti i segreti perché la loro potenza fosse utilizzata in modo sempre più razionale, sostituendo metodi scientifici ad un empirismo certo insufficiente e non sempre innocuo e togliendo quindi alle cure termali ogni carattere di avventura. La presenza in questa nostra terra di tanti illustri studiosi riempie di gioia gli isolani e quanti spendono le loro attività per la valorizzazione di Ischia e fa certamente fremere di giusto orgoglio, se questo sentimento può avere posto nel regno della verità, lo spirito di coloro che qui furono nei secoli passati, come nei decenni appena trascorsi, non accolti da bande musicali o da organizzazioni internazionali, ma guidati unicamente da uno di quegli sprazzi di luce che restano inosservati dalla massa e che solo il genio può captare  “poca favilla gran fiamma seconda”. Circa due secoli addietro, l’autore di un Trattato sulle acque minerali esprimeva questo augurio “Sarebbe desiderabile che tutte le acque fossero poste in un aspetto più proprio e fosse anche l’arte impiegata a rendere più facile e più agiato l’uso della medesima. In tale maniera si farebbe un gran beneficio all’umanità: quello cioè di allettare gli uomini a servirsi dei benefici che con generosità dalla Provvidenza vengono accordati”. A noi non resta che constatare con gioia che quell’auspicio è ormai una bella realtà ed augurare a nome dei milioni di sofferenti che chiedono sollievo alle nostre acque e a quelle di tutte le altre stazioni termali, un proficuo lavoro al Congresso che oggi ha inizio”.

Seguì poi il discorso del prof. Piero Malcovati, presidente della Lacco Ameno Terme, che vide realizzato il suo sogno: “Come presidente della Lacco Ameno Terme sono lieto ed orgoglioso di porgere il saluto più cordiale agli scienziati convenuti da tante parti del mondo nella nostra isola. Per noi è una vivissima soddisfazione poter mostrare quello che abbiamo realizzato in pochi anni, in una piccola landa di questa isola incantevole che, pur avendo una secolare tradizione termale, era giunta sino ad otto anni fa, al grado estremo della decadenza. In questi giorni i Signori Congressisti parteciperanno a due manifestazioni che segnano un poco l’arco vitale di questa stazione termale. Dopo questa cerimonia verranno inaugurate due lapidi contemporaneamente: una a Giulio Jasolino, medico che diede vita ai bagni d’Ischia, e l’altra a Madame Curie, che nel 1918, venendo a misurare la radioattività della sorgente greca di Lacco Ameno, segnò veramente una svolta in quella che è l’idrologia scientifica mondiale”. Non mancò un interessante intervento del prof. Guido Bossa, allora direttore della Clinica Medica dell’Università di Napoli, Presidente del Comitato organizzatore del Congresso: “La scelta di Lacco Ameno fu un atto di cordiale amicizia  verso gli studiosi di idrologia italiani e fu anche un solenne riconoscimento alla grande opera compiuta in questo centro di Lacco Ameno, ove per l’attività sagace di un grande industiale, il Cav. Del Lavoro Angelo Rizzoli, e di un illustre cultore di idrologia applicata alla ginecologia, il prof. Piero Malcovati, è sorta in pochi anni una stazione termale fornita di tutti i presidi della tecnica idrotermale moderna per l’utilizzazione terapeutica delle prodigiose acque radioattive di qieste sorgenti termali. La caratteristica termale di questa stazione termale costituita dall’altissimo grado della loro radioattività, giustifica come il tema principale di studio in questo Congresso sia costituito dal problema della radioattività delle acque minerali che sarà studiato da tutti i punti di vista con relazioni di alto livello scientifico. Le relazioni sono state affidate a studiosi di altissima competenza e con esse il presente Congresso costituirà una messa a punto delle più importanti questioni che riguardano lo studio della radioattività delle acque termali e segnerà una tappa importante nel progresso della idrologia medica…”.

Il prof. Camillo Porlezza evidenziò le conseguenze dopo la venuta ad Ischia della signora Curie: “Dopo la relazione che essa fece, fu istituita una Commissione del Radio nel marzo 1919. Ischia venne affidata all’industria privata e solo da pochi anni sono quasi miracolosamente affluiti i capitali necessari per portare la stazione termale di Lacco Ameno ad un alto livello di perfezione scientifica e tecnica. Per cui sono state individuate ed utilizzate sorgenti termali fortemente radioattive e di grande portata. Ora se noi consideriamo questa rinascita, possiamo inquadrarla in questo fatto: che il corteo del progresso scientifico  non si compone unicamente di quelli che sono chiamati a figurarvi per il loro sapere”.

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