“Teresa deve morire”. Citara, Teresa chiude

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Caro direttore del quotidiano Il Dispari Gaetano Di Meglio,

Ti scrivo in questo momento per me difficilissimo e triste, lo faccio, perché non dimentico, che grazie a te il paese è stato messo a conoscenza delle ingiustizie da me subite e della totale illegalità nella quale versava la Piazza di Citara. Dopo una lunga battaglia, che ho condotto con l’aiuto di Augusto Coppola e dell’avvocato Bruno Molinaro, dopo quattro anni di chiusura, sono riuscita con grandi sforzi economici, e un pesante indebitamento, ad aprire nuovamente il mio locale, solo dopo essere riuscita a dimostrare tutte le illegittimità, che avevano portato ai provvedimenti di revoca del suolo pubblico e di rimozione dei chioschi, con il ripristino dello stato dei luoghi.

Provvedimenti emessi dai dirigenti comunali, nei confronti di chi delle leggi se ne era fregato per alcuni decenni, con la complicità della politica e di tutte le Autorità.

Anche il TAR si era espresso, ritenendo fondati i provvedimenti, poi colpevolmente non applicati per mesi e mesi, nonostante le mie ripetute diffide, per permettere che la politica cambiasse il regolamento, rendendo legale, per due anni, quello che fino a quel momento non lo era.

Una sanatoria mascherata e illegittima (il famoso articolo 29 del nuovo regolamento per la occupazione del suolo pubblico). Tutti complici, politici, dirigenti, polizia municipale, con il silenzio e la assenza delle autorità preposte al controllo del territorio, alle quali ho puntualmente denunciato abusi e soprusi!

Il 24 giugno, dopo avere effettuato consistenti e costosi lavori di adeguamento del mio locale (impianti e acquisto di arredi e attrezzature), ho finalmente aperto al pubblico, basandomi sulla promessa del Sindaco, che una volta aperto, avrei ottenuto subito il suolo pubblico, che avevo chiesto ad inizio maggio, sul frontale del mio locale: solo 20 metri quadrati! Niente, in confronto a quello concesso ai finti chioschi.

Un’inutile attesa, solo false promesse, di settimana in settimana e l’ultima è quella che dovrò attendere il 25 luglio, il prossimo Consiglio Comunale, per la “modifica della Delibera del Nuovo Regolamento, al fine di concedermi il suolo pubblico, di fronte ad altre attività, in quanto lo spazio antistante il mio locale era già stato assegnato al chiosco confinante”. Qualcosa di assurdo! Il mio locale, privo di suolo pubblico è sepolto nell’angolo della piazza da mega ombrelloni, fioriere, tavoli e sedie del chiosco vicino, a due metri dal mio ingresso, non offre la possibilità di lavorare. Chiosco, che doveva essere demolito per gli abusi commessi!!

Tutto è perduto, sono costretta a chiudere, mi hanno costretta a chiudere, mi hanno offesa e schiacciata ingiustamente.

Teresa chiude il pubblico esercizio e i chioschi, illegittimamente sanati, restano aperti. Eppure ricordo bene, il Sindaco diceva che tutti dovevano poter lavorare, Tutti tranne Teresa. Teresa e suo figlio, possono morire. D’altronde, cosa contano due voti, rispetto alle decine di voti dei gestori dei chioschi?

Teresa chiude, ma non molla! Probabilmente, farò fallimento, ma qualcuno dovrà pagare tutto questo. Voglio sapere, fino a che punto si sono spinte le coperture e i favoritismi, e che ognuno paghi. Per ora tocca ancora una volta a Teresa, poi, vedremo.

Teresa Del Deo

 

2 Commenti

  1. c’è qualche avvocato che aiuta la signora a fare una bella richiesta di risarcimento danni?
    E poi: perché l’opposizione foriana tace su questa vicenda? Anche loro pensano alle decine di voti dei gestori dei chioschi, che sono meglio dei due voti della signora?
    Vergognatevi tutti: maggioranza e opposizione.

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