Teatro. Enzo Boffelli: “Una iniziativa per accendere un faro sul mondo del Teatro”

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Con Enzo Boffelli presentiamo questa iniziativa “Facciamo luce sul teatro” ad un anno preciso dal blocco di tutte le attività nazionali, forse possiamo dire mondiali, che sono figlie di questa pandemia del coronavirus. Il teatro polifunzionale con questa iniziativa un po’ torna a far parlare di sé ed è questo grido, diciamo anche un appello affinché si possa capire questo sipario…

“Ovviamente sì anche perché un anno di fermo per il comparto del teatro ha voluto significare molti danni. Sia noi in quanto Polifunzionale, tutti gli impegni presi sono saltati, tutta la programmazione è saltata e sono saltate tante belle iniziative, che a livello nazionale è stato un anno di fermo dei teatri e ciò ha creato nel comparto un vero e proprio sconquasso.

Io che mi occupo da un po’ di questa situazione, ho anche nei miei social tantissimi amici che vivono di teatro, mi sono reso conto di quanto la pandemia abbia annientato un settore che, fino a qualche anno fa, era davvero fiorente non solo per quel che riguarda il teatro “in doors”, cioè al chiuso, ma anche per quanto riguarda una serie di manifestazioni all’aperto. Ora è tutto fermo.

Noi, da parte nostra, come teatro Polifunzionale, ovviamente, quale occasione migliore di unirci all’Associazione Unita che ha indetto questa iniziativa per le 19.30 di puntare un faro verso il cielo in maniera da far vedere alla popolazione la luce del teatro.

Un modo anche per far ricominciare a vivere quello che è il teatro e quella che è la cultura, completamente fermata per un anno.”

Sembra che arrivi proprio nel giorno in cui il ministro Franceschini ha rilasciato una dichiarazione nella quale lui auspica una riapertura delle sale. Un anno senza sipario per i professionisti c’è un problema economico e di lavoro, ma per gli amatoriali che vivono il sipario in maniera amatoriale, un po’ come quello che accade con grande qualità al Polifunzionale, cosa è significato?

“Il fermo del teatro ha sempre un significato particolare. Ha significato fermare completamente un modo di esprimersi, di vivere, di socializzare, di stare insieme… ciò che è il teatro amatoriale. Inoltre ha fermato completamente una programmazione di una sala che comunque dava alla comunità isolana la possibilità di assistere, ogni fine settimana, ad uno spettacolo teatrale. Completava, diciamo, l’offerta dell’isola di Ischia. Certo questo è accaduto in tutto il mondo, però in un posto piccolo come Ischia questa cosa si è sentita un po’ in più da parte nostra, dei teatranti, in quanto davvero abbiamo perso quello che era, per noi, la nostra valvola di sfogo, un modo di esprimerci.”

Tra poco accendiamo questa luce, ovviamente in attesa che il Governo si decida a farvi riaprire, c’è in programma qualcosa per il Poli di Ischia?

“Indubbiamente, l’insediamento di Draghi ha aperto uno spiraglio importante già nel suo discorso di presentazione ha parlato proprio di Teatro, di Cinema e questo a noi ci dà già una speranza. Chiaramente tutto è sempre legato ai dati della pandemia. Se i dati sono ancora di un certo tipo, sicuramente bisognerà aspettare. Se, probabilmente, riusciamo a tenere i dati in una certa maniera, ci sarà la possibilità a Marzo, forse, di ricominciare.”

Siete già pronti?

“Il teatro non si fa da un giorno all’altro, c’è bisogno di programmazione e preparazione. E’ chiaro che avendo tante compagnie sul territorio e tanti appassionati, dal momento in cui ci consentiranno di rimettere in piedi il Polifunzionale, saremo pronti nel giro di qualche settimana a fare una breve programmazione che ci porta fino alla primavera inoltrata. Magari dando la possibilità alle scuole o chi per esso di proporre i propri saggi al polifunzionale.”

E’ un momento particolare, ma penso che questa luce sia una luce un po’ più positiva… è vero che è trascorso un anno e che viviamo la pandemia in modo diverso dallo scorso febbraio, il virus, per quanto pericoloso fa un po’ meno paura… diciamo che al “su il sipario” ci stiamo avvicinando un po’?

“Probabilmente sì, perché ormai i tempi sono maturi. Usando le precauzioni e facendo tutto quello che c’è da fare per garantire il massimo della sicurezza in sala, io penso sia arrivato il momento di aprire il sipario perché ne necessita proprio lo spirito della popolazione.”

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