Teatro. Ecco a voi “Gaetano”

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Anna Coppa | Chi ha avuto la fortuna di essere cresciuto a pane e teatro sa bene che non esiste una forma di spettacolo così bella e coinvolgente,  fatta di persone che amano  divertirsi e divertire, conservando una dote fondamentale: l’umiltà. I prossimi 18 e 19 gennaio , la Compagnia Ischia Teatro Stabile porterà in scena una commedia molto divertente ma con una sua morale . Una  commedia in due atti del commediografo Angelo Rojo Minisciotti dal titolo “Gaetano”.  

Chi è  Gaetano? 

Gaetano  è un ultimo , un vinto , un cenzino con la tuta blu dell’Italsider,  è una scarda scardata della società . E lo sa. E lo subisce . Nonostante questo ha  un grande pregio : è onesto , dignitoso , onorato . Vogliategli bene , e se potete jatelo a truva’. Stavolta sta a Ischia con il Testro Stabile di Franco Di Manso -è così che si esprime lo stesso autore Minisciotti. 

Ma procediamo per step, chiedendo al fondatore della ITS di raccontarsi.

– Franco,  raccontaci quando e come è nata la tua compagnia teatrale ?

La Compagnia è nata nel 1989 e l’abbiamo legalizzata con un incontro notarile . Nel percorso sono cambiati tanti personaggi .L’unica figura “stabile” sono io , perché è capitato che magari qualcuno si è sposato,  qualcun altro per impegni lavorativi e personali si è ritrovato ad abbandonare, o mettere da parte , l’idea del teatro . Ci siamo sempre divertiti.  Non uso dirlo,  ma te lo dico per la prima volta : io mi vanto . Mi vanto perché nel corso degli anni , e ne sono passati , non abbiamo mai fatto,  come si sul dire , un buco nell’acqua . La gente ci ha sempre seguito e sostenuto , sia perché è vero che martelliamo  con la pubblicità , ma è anche vero che offriamo delle cose un po’ diverse . Non i soliti autori.  Perché ho capito che la gente vuole ridere,  e se non si riesce a rapire da subito l’attenzione del pubblico,  esso poi tende a distrarsi. Proprio per questo mi piace anche personalizzare un po’ l’inizio della commedia,  fare un po’ di “burdellino” prima , per rendere ancora più simpatica la cosa . Lo scorso anno , ad esempio , con la commedia “L’abito  non fa la monaca “, mentre era  in atto la presentazione feci  entrare uno dei personaggi proprio dalla sala con delle padelle,  io che uscii dal sipario e iniziammo  a battibeccare . Proprio  per creare quella situazione simpatica che poi porta il pubblico a chiedersi “ma che sta succedendo?”,  così si attira la loro attenzione da subito.

-Come  è nata la tua passione per il teatro ?

Guarda,  è successo tutto per caso grazie alla buon’anima di Don Luigi . Io frequentavo  la comunità neocatecumenale. Un giorno venne  fuori che si doveva fare la rappresentazione di varie zone, Ognuno doveva preparare una compagnia per fare un lavoro teatrale,  e tra i tanti mi disse : “Franco,  mettitici pure tu così dai una mano per l’organizzazione e la realizzazione.  Accettai  subito. Mi misi subito all’opera , mi piacque , e grazie a quell’esperienza decisi  di intraprendere la strada del teatro . Mi accorsi che , un po’ per carattere , un po’ perché poi venne tutto in modo naturale e da se’, quella del teatro era un qualcosa che sentivo mia.

-Cosa rappresenta il teatro per te ?

Il teatro per me è un momento di unione , condivisione, aggregazione, il teatro è cultura.  La cosa  che ci tengo a sottolineare è che esso deve sempre essere fatto con umiltà . È un momento per ritrovarsi e ridere insieme . La nostra Compagnia e’ come il parlamento italiano farcito di democrazia! C’è chi entra, c’è chi esce . Nel tempo abbiamo perso un paio di pedine che , per quanto bravissime ,mai si  sono radicate al punto da sentirsi materialmente parte della ITS. In questa tornata con la guida esperta di Nicoletta Romolo , Katia Mennella , Michele Petito e Vincenzo Costa, saliranno sul parco delle new entry . E lo dico a bassa voce,  ma con orgoglio,  il tutto sotto la mia guida.

-Pensi  di continuare il tuo percorso teatrale ?

Non so se la ITS dopo “Gaetano “ avrà ancora modo di esprimersi teatralmente parlando , ma una cosa è certa : se sarà ancora presente centrerà , come sempre , il bersaglio . E senza  invidia alcuna di quanti si sentono grandi artisti,  isolani , dell’ultima generazione . Perché il teatro accocchia o, perlomeno , così dovrebbe essere.

-Un’ultima domanda , leggermente impertinente . La commedia della tua compagnia non è stata inserita volutamente nel cartellone della Rassegna del Teatro Isolano  che ha avuto inizio 10 gennaio . Perche ‘?

Vedi , non è per una questione di pubblicità , ma la nostra Compagnia calca la scena dal 1989 ed è ben nota . Abbiamo portato in scena tante commedie, da “L’Ospedale  degli infermi scalzi “ a “La fortuna con la F maiuscola”,  o “L’abito non fa la monaca “, e tanti altri capolavori , tutti apprezzati e omaggiati da una sala sempre gremita . Chi ha organizzato quell’evento ne ha maldestramente  e FALSAMENTE utilizzato il titolo : la nostra Compagnia è  isolana 100%. Ma noi non ci siamo fermati pur stando fuori dal gruppo “Amici  del Teatro”, e vi diamo appuntamento a sabato 18 e domenica 19 alle ore 21.00 presso il polifunzionale di Ischia .E mi piace immaginarla già la magia nel vedere spegnersi le luci,  il silenzio profondo, il sipario che inizia ad aprirsi . Ed entriamo in un altro mondo…

E a noi piace appoggiare il pensiero di Claudio Abbado:  La cultura è un bene comune primario come l’acqua; i teatri le biblioteche i cinema sono come tanti acquedotti.

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