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TAXI PRIVATO. I sindacati “denunciano” il Mezzatorre

La genesi dei contrasti: “È un'attività che non si può fare, assume le caratteristiche di un noleggio”

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Ieri vi abbiamo raccontato la storia di un arrivo poco felice per una turista diretta all’Hotel Mezzatorre. Una di quelle che, secondo alcuni, dovremmo trattare bene perché di lusso. Secondo me, invece, una turista uguale a tutti gli altri che non meritava di essere trattata come è stata trattata.

Che si sia ospite di un 5 stelle o di un B&B non cambia nulla: a Ischia dovremmo accogliere, bene, tutti! Peccato che non lo facciamo nè con quello diretto ai 5 stelle né con quelli diretti a senza stelle. Ma se ieri era solo un fatto di cronaca, oggi, diventa una questione sindacale e una questione di regole che, purtroppo, vengono calpestate senza ritegno, sia per favorire clientele politiche di parte, sia per alimentare incassi e guadagni non per forza legittimi.

Ho la mia idea sulla vicenda e, non volendo essere, oggi, esperto di servizio pubblico, mi lascerò guidare dalle esternazioni di Raffaele Serpico e Pasquale Ottaviano, sindacalisti dei tassisti. I sindacalisti dei tassisti, ovvero chi dovrebbe tenere a cuore le sorti della categoria, il giorno 1 luglio ha scritto al comune di Ischia, all’attenzione del sindaco, dell’Assessore Trasporti e del Comandante P. M.

L’oggetto della nota è chiaro: “ProblematicheTaxi –  Abusivismo Illegalità.” Leggiamola insieme per comprendere le doglianze dei tassisti.

«Si fa seguito ai contatti precedenti, nonché alle preoccupate segnalazioni giunte alle scriventi Associazioni da parte della Categoria. Una serie di decisioni incomprensibili, che vanno contro la tendenza e le scelte strategiche che dovrebbero favorire e sostenere n trasporto pubblico, l’inefficacia dei controlli e una carente organizzazione del servizio, in passato hanno già provocato le nostre proteste.

Le nostre richieste non hanno avuto ascolto e le nostre proposte sottovalutate e trascurate. Come ogni estate tornano i problemi irrisolti, che ogni anno che passa, diventano più dannosi per l’economia della Categoria. I problemi sono gli stessi già denunciati in passato: invasione del settore NCC, macchine di altri comuni, cosiddette auto di cortesia, l’assenza di un minimo piano di incentivazione a favore del servizio pubblico.»

Fin qui una nota che non ha nulla di nuovo rispetto alle scorse estati. I problemi di sempre e le doglianze id sempre. Però, attenzione, perché i sindacati ci descrivono, nel dettaglio, la genesi di quello che è successo con l’arrivo della signora diretta al Mezzatorre.

«In particolare – continuano Serpico e Ottaviano – viene segnalato in questi giorni che un hotel di Forio, il Mezzatorre, chiama Taxi di suo gradimento di un altro comune, né dì Ischia né di Forio (appunto, Lacco Ameno, ndr), che si recano al porto dì Ischia con un cartello con la scritta del nome del cliente atteso in albergo. È un’attività che non si può fare, assume le caratteristiche di un noleggio. Questa moda illegale sta dilagando e i tassisti di Ischia assistono loro malgrado allo scippo di un loro legittimo lavoro. C’è il rischio di tensioni e problemi di ordine pubblico.»

I sindacati sono chiari, non hanno dubbi. E’ scritto chiaro chiaro.

«La Categoria – concludono – è stanca dì subire illegalità e sottrazione di lavoro, ed è mobilitata. Senza risposte concrete, sarà organizzata una protesta pubblica. Chiediamo di intervenire per il ripristino della legalità e il rispetto delle regole». Passa un giorno e sempre i due Serpico e Ottaviano, a nome di Unimpresa/Mobilità e di Sitan/Atn inviano una nuova nota al comune di Ischia. «Ci dissociano dal deprecabile episodio accaduto al porto di Ischia. Abbiamo appreso che un tassista locale ha aggredito un collega proveniente da Lacco con un transfer dell’hotel Mezzatorre per prelevare un turista sbarcato al porto. Proprio ieri, sulle modalità del servizio, abbiamo scritto al comune chiedendo di accentuare i controlli. Abbiamo criticato ed evidenziato la non conformità dell’ingaggio, che in tal modo assume le caratteristiche di un Ncc.»

Un sindacato che difende la categoria si accerta di quello che accade, non segue notizie frastagliate e, soprattutto, in questo caso, avrebbe dovuto rivendicare la sua azione di difesa della categoria. Non puoi stare con un piede a Ischia e con un piede a Lacco Ameno.

«Ma condanniamo senza indugi – continuano Serpico e Ottaviano – chi si arroga il diritto di esercitare con la prepotenza e violenza il proprio diritto al lavoro. Il sindacato è attento alle complesse problematiche del settore taxi a Ischia, contesta spesso la condotta del comune, ma opera sempre nell’ambito della legalità, civiltà e correttezza istituzionale. Nessuno in nome del sindacato è autorizzato ad esercitare la tutela dei diritti con la violenza. Quando succede abbiamo sempre chiesto di applicare le sanzioni previste. Ci auguriamo di non dover più apprendere tali notizie. Ne va dell’immagine di Ischia e della categoria».

Ma restando ai fatti ufficiali e alle parole ufficiali sembra che il racconto che abbiamo fatto sia stato falsato. Noi abbiamo scritto “rissa”, il sindacato ha evidenziato l’episodio con parole “prepotenza e violenza” mentre da Lacco Ameno arriva una versione diversa.

Questa volta a chiarire gli aspetti della vicenda è il consigliere comunale Pietro Monti.

«Come rappresentante delegato ai trasporti del comune di Lacco Ameno, mi sento di dover precisare che l’episodio avvenuto ieri sul porto d’Ischia, ai danni dei nostri tassisti lacchesi, ha creato in me una sorta di “sdegno”. Ancora una volta ci troviamo ad assistere a scene che hanno dell’incredibile, gente che svolgeva semplicemente il loro lavoro su richiesta del committente, si è ritrovata in una sorta di “aggressione” verbale, unica colpa quella di prestare servizio su richiesta. Detto ciò, ci tengo a ringraziare i nostri amici tassisti che a seguito dello spiacevole episodio, hanno ritenuto opportuno omaggiare con un pensiero floreale l’ospite del mezza Torre che si è trovata suo malgrado a vivere lo spiacevole episodio”

Pierone ci lascia due notizie importanti: la prima è il buon gesto degli amici tassisti di Lacco Ameno che hanno omaggiato l’ospite del Mezzatorre con un pensiero floreale, la seconda è che al porto di Ischia si è verificato «una sorta di “aggressione” verbale». Le parole hanno un peso. Quindi non “prepotenza e violenza” come volevano i sindacati e neanche “rissa” come avevamo indicato noi bensì una sorta di “aggressione” verbale. Un alterco tra due colleghi.

Questa è la vicenda con gli atti ufficiali.

Ma attenzione, non lasciamo cadere qui questa vicenda perché c’è qualche altra cosa da raccontare.

Partiamo dalla prima nota dei sindacati: “«un hotel di Forio, il Mezzatorre, chiama Taxi di suo gradimento di un altro comune che si recano al porto dì Ischia con un cartello con la scritta del nome del cliente atteso in albergo. È un’attività che non si può fare, assume le caratteristiche di un noleggio”. Nel pomeriggio, poi, forse senza sapere della nota dei colleghi contro l’azione dell’Hotel di Forio, il SILT scrive al sindaco Ferrandino e al Comandante Boccanfuso: «Anche questa stagione turistica appena cominciata presenta i soliti problemi endemici che attanagliano la Categoria dei tassisti isolani. Oltre ai fenomeni di Abusivismo e Concorrenza Sleale al trasporto pubblico non di linea, si manifestano episodi tra gli stessi operatori della mobilità che ledono l’immagine sicura e professionale della Categoria che faticano già a mantenere . L’episodio spregevole accaduto ieri al Porto d’Ischia “grazie” ad uno stesso operatore ci fa sentire il dovere di esprimere il nostro dissenso e la nostra condanna senza se e senza ma. Unitamente ai nostri iscritti ci distanziamo da simili comportamenti auspicando che mai più si verifichino tali situazioni.»

Questo è il casus belli che ha fatto scoppiare la miccia. Tutto prevedibile quando si specula e quando si vive in una livrea d’oro dietro una portineria e quando, invece, si deve fere il conto con la realtà della strada e la difficoltà della crisi.

Stando a diversi racconti, sembra che il Mezzatorre utilizzi dei taxi a mo’ di NCC o di navette private circostanza questa, stando alle note dei sindacati, non legittima. Una pratica illegale consentita e protetta da un tacito che accordo che, però, in tempo di crisi è arrivata come un nodo al pettine. L’episodio della signora di giovedì, infatti, non è stato né il primo, né l’ultimo. Oltre alle numerose auto di Lacco Ameno presenti sul porto di Ischia (forse dalla portineria ricevono maggiori garanzie), pochi giorni fa anche un altro tassista di Lacco Ameno, C.P., si è trovato a fare i conti con i colleghi di Ischia che gli avevano segnalato la sua azione non corretta. Non è successo nulla, il tassista ha lasciato il porto e non si è creato nessun caso.

Tutto questo discorso, però, si arricchisce di un ulteriore tassello. Secondo quanto ha ricostruito “Il Dispari”, infatti, sembra che lo stesso Mezzatorre nelle settimane scorse abbia usufruito dei servizi del tassista ischitano che ha protestato. Un precedente che cambia lo scenario, che consente di avere un altro punto di vista dal quale analizzare la vicenda. Il tassista può stare al “servizio” di un hotel? Bisogna fare chiarezza sopratutto sulle regole perché non possiamo lasciare i portieri d’albergo fare i loro giochi e lasciare i nostri tassisti (tutti: quelli di Lacco Ameno come quelli di Ischia) in balia del caos, delle liti e delle potenziali aggressioni.

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