Tanta voglia di Ischia e l’euforia di una “promozione” alla normalità

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repertorio

Questo sarebbe stato l’anno dell’Ischia. L’anno del salto di categoria. La prima tappa di quello che è il progetto di Emanuele D’Abundo. Un progetto imprenditoriale che, a differenza di molti altri, ha subito mostrato il suo dna: pochi fronzoli, grandi velleità e tanta calma.

Un progetto a lunga scadenza programmato proprio come è il suo presidente. Un giovane imprenditore a capo di una grande azienda, capace di affrontare momenti difficili e che conosce bene la meta dove arrivare.
In questo periodo dove la confusione l’ha fatta da padrone, mentre iniziamo a fare i conti con il calcio animato dalle grida della panchina, dove anche la finale di Coppa Italia tra Napoli e Juve sembra una partita dell’Ischia dove Imma la pasticcera “sgrida” Bilardi, arriva la decisione finale del comitato.
Una decisione sofferta, arrivata con molte difficoltà e, con un pizzico di orgoglio, possiamo dire che è arrivata anche “grazie” ai nostri suggerimenti. L’anno prossimo avremo 3 derby, stando al momento attuale. E, statene certi, avremo un Barano a trazione PD (Fiola, Gaudioso) con le elezioni regionali in vista e la possibilità di finanziatori interessati. Un Forio a trazione Lega con Francesco Del Deo che non sarà distratto e un’Ischia che potrebbe avere varie correnti, non solo Medmar.

Ma quello che cambia è la percezione popolare e il sentimento sportivo che viene animato dall’effetto trascinante della vittoria. Quella sensazione e quel motivo che in molti cercano come motivo per distrarsi dall’attualità difficile da affrontare.
Il calcio che riprende la sua attività e che ieri sera ci ha impegnato con un’isolita Napoli-Juve senza che nessuno gridasse “mer…” in qualche modo a Ischia riprende e riparte con la buona notiza. La good news dell’Ischia che torna in Eccellenza.

Una gran voglia di normalità e un segnale di speranza e con una “promozione”, comunque sia vinta sul campo, che è un buon segnale. Torneremo a gridare Forza Ischia. Torneremo al Mazzella, forse senza mascherina, e avremo un motivo in più per pensare di aver conquistato un altro scalino di normalità e di averla rubata al nemico del mondo, questo Covid-coso che ha sconvolto la vita di tutti.

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