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Tangente regionale: una ferramenta ischitana nello scandalo SMA

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Paolo Mosè | Chi poteva immaginare che in una gestione di un ente regionale che aveva un ruolo primario nel funzionamento dei depuratori e quindi lo smaltimento dei fanghi residui, si arrivasse a chiedere finanche una tangente ad un piccolo negozio di ferramenta di Ischia? E’ quanto emerge da un interrogatorio a cui è stato sottoposto in due distinte date l’ex amministratore delegato della SMA Lorenzo Di Domenico.

Un commercialista che è stato sentito da un noto magistrato inquirente della procura della Repubblica di Napoli, Henry John Woodcock, che iniziò ad indagare alcuni anni fa e nel 2018 ottenne dal giudice per le indagini preliminari tre detenzioni in carcere e diverse agli arresti domiciliari. Coinvolgendo ovviamente alcuni responsabili di questo ente regionale SMA, soprattutto imprenditori che rifornivano o comunque erano direttamente interessati al funzionamento dei depuratori. Qualche politico e loro sostenitori, che avevano un ruolo di “tuttofare” e che non disdegnavano di raccogliere anche delle mazzette. Denaro che secondo l’accusa serviva principalmente a mantenere in piedi il baraccone di chi era impegnato in politica. In quell’occasione venne anche richiesta una ordinanza di custodia cautelare nei confronti del consigliere regionale di Fratelli d’Italia Luciano Passariello.

Questa istanza di Woodcock non venne accolta dal giudice per le indagini preliminari Vincenzo Caputo, mancando i gravi indizi di colpevolezza. Poi questa indagine ha avuto uno sviluppo che si è concluso con una richiesta di rinvio a giudizio che è attualmente all’attenzione del giudice dell’udienza preliminare De Chiara. Alcuni di questi imputati che hanno ammesso alcune circostanze corruttive, dopo una manifesta collaborazione con la Procura hanno ottenuto un patteggiamento agevole e sono usciti di scena. E dagli atti emerge che nel frattempo Woodcock ha aperto un altro procedimento penale datato 2021 e molto probabilmente avrà iscritto nel registro degli indagati soggetti le cui posizioni sono emerse (come vedremo tra qualche istante, dall’interrogatorio del Di Domenico) nelle dichiarazioni dell’allora amministratore delegato della SMA. E molto probabilmente politici di alto rango della Regione che avevano assunto responsabilità nella legislatura precedente e da ciò che riferisce il Di Domenico, il Passariello ha di che preoccuparsi.

INCHIESTA GIORNALISTICA

E sono due interrogatori molto ravvicinati tra loro: il primo risale al 29 settembre e il secondo al 6 ottobre di quest’anno. Confessioni fresche fresche, che sono state depositate dagli stessi magistrati all’udienza preliminare che si sta svolgendo nei confronti di altri imputati. Questa è una indagine che nasce da un servizio giornalistico realizzato dal sito Fange, che tramite un personaggio molto addentro al mondo della criminalità, instaurò questo rapporto con coloro che avevano interessi imprenditoriali con la gestione dei depuratori per registrare dei contatti di natura corruttiva. Con dichiarazioni di disponibilità a versare anche somme di denaro e alcuni dei presenti abboccarono, tant’è vero che, come riferisce il Di Domenico, a quel colloquio era presente. Dalla pubblicazione delle immagini da una telecamera nascosta e dall’audio immesso in rete dal sito è scattata l’indagine.

Un altro particolare è determinante per capire la genesi di questa vicenda. Secondo quanto riferisce il Di Domenico, la sua nomina ad amministratore delegato della SM è avvenuta grazie all’intercento del consigliere regionale Passariello. A seguito di un accordo politico e probabilmente spartitorio con il presidente della Giunta regionale Vincenzo De Luca.

LA TANGENTE ALLA FERRAMENTA

E’ interessante ciò che riferisce il “pentito” (il quale ha ammesso in un passaggio di aver ricevuto dei soldi da imprenditori), come avveniva il traffico, il giro perverso e ciò che gli aveva riferito il Passariello all’atto della sua nomina. In questo passaggio si fa riferimento una prima volta alla tangente richiesta alla ferramenta di Ischia: «Alla sua domanda rispondo che il Passariello Luciano mi chiedeva continuamente soldi, nel senso che addirittura una volta mi chiamò e mi disse: “secondo te perché io ti ho messo là (le cioè in SMA), se non per fare soldi ”, con ciò volendo dire che lui pretendeva una tangente da tutti i soggetti e fornitori che avevano a che fare con la SMA; tanto per fare un esempio addirittura una volta il Passariello pretendeva dal Chiatto andasse a chiedere la tangente ad un negozio di ferramenta di Ischia che avrebbe dovuto fare una piccola fornitura alla SMA; in un’altra occasione pretendeva da me che l’appalto relativo al noleggio autovettura lo vincesse la ditta Bruognolo da lui indicata; in un’altra occasione mi costrinse a firmare una convenzione tra la SMA e una azienda da lui segnalata che si occupava di formazione; ancora in numerose occasioni mi ha imposto (sempre nella sua qualità di Amministratore SMA) la nomina di avvocati e professionisti da lui segnalati; ha preteso e mi ha imposto che io richiamasse Chiatto Agostino in SMA pretendendo che io aumentassi il livello retributivo del Chiatto.

In altri termini il Passariello, per mio tramite, pretendeva in modo dispotico di trattare la SMA come ‘”una cosa sua” e come una fonte di approvvigionamento e di potere».

“FINTA OPPOSIZIONE”

Come è spiegabile che una maggioranza così schiacciante che deteneva nel primo mandato l’attuale presidente, dovesse in qualche modo raggiungere un accordo con l’opposizione? Una situazione per così dire anomala che ha interessato i magistrati inquirenti, che hanno posto proprio questa situazione alquanto stringente: «Vi rispondo che in politica esiste “l’opposizione” e la “finta opposizione”; nel dettaglio rispetto alla mia nomina ad Amministratore unico della SMA posso riferirvi che il Passariello mi disse che, dopo le elezioni (quelle cioè in cui il Passariello fu eletto), lui aveva incontrato il Presidente De Luca al “teatro Triano” di Forcella, è che dopo il teatro erano andati a cena; sempre secondo quanto riferitomi dal Passariello, appunto nel corso di quella occasione conviviale, era nato quello che io definisco “il sodalizio politico” tra il Passariello stesso e il Presidente De Luca, nel cui contesto fu raggiunta l’intesa in ordine alla mia nomina a Amministratore unico/Consigliere delegato della SMA. In tale ottica, come ho detto la volta scorsa, il Passariello disse al Chiatto di chiedermi di eliminare dal curriculum che io avevo preparato e depositato in Regione il riferimento al mio incarico di consulente del Gruppo Consiliare del partito Fratelli di Italia (in occasione della precedente consiliatura), circostanza questa che avrebbe scatenato polemiche nell’opposizione».

E poi aggiunge: «Dunque la mia nomina fu decisa dal Presidente De Luca di intesa e su input del Passariello, e ciò nel contesto dell’accordo sopra descritto; sulla mia nomina del resto di scatenò tutto il Consiglio Regionale».

PASSARIELLO DOMINUS

Spiega altresì quali erano i rapporti che intratteneva con altri personaggi che giravano nel mondo della politica, i dirigenti che operavano nella SMA e dando dettagli alquanto particolari su quel famoso incontro registrato alla presenza di un giornalista del sito napoletano che poi ha innescato questa inchiesta: «Non ho mai conosciuto o avuto a che fare con il Varriale Lucio, so per certo che aveva rapporti stretti con il Chiatto e con Passariello. Preciso che il Passariello, quando voleva, i suoi incontri riservati se li faceva senza di me.

Al riguardo tengo ancora a precisare che il “famoso” incontro al mio studio cui partecipò il Nunzio Perrella e il giornalista di FANEPAGE, quello cioè che diede vita al servizio giornalistico della suddetta testata giornalistica, sarebbe dovuto avvenire presso l’ufficio del Passariello, e dunque solo per un caso ciò non avvenne; voglio dire, cioè, che il Passariello era il dominus anche di quell’accordo corruttivo, nel senso che io e il Chiatto agivamo in nome e per conto del Passariello, e il mandato del Passariello era che su quell’appalto relativo allo smaltimento dei fanghi di cui io e il Chiatto parlammo con il Perrella e il giornalista il Passariello avrebbe lui dovuto percepire una tangente, anzi al riguardo vi dico che, di regola, il Passariello quando percepiva danaro da imprenditori o da altri era solito prendersi tutto lui senza neppure dividere».

SVILUPPI FUTURI

Anche in quest’ultimo interrogatorio l’ex amministratore delegato della SMA Lorenzo Di Domenico ritorna nuovamente a parlare della tangente richiesta ad una piccola ferramenta di Ischia, di cui non fa il nome, o probabilmente non lo ricorda proprio. E questa richiesta di andare a prelevare la mazzetta sarebbe stata ordinata dall’ex consigliere regionale Passariello al suo uomo di fiducia Chiatto, in quanto questo esercizio commerciale isolano avrebbe dovuto rifornire la SMA. Siamo proprio, come si dice, terra terra: «Con riferimento al Chiatto vi dico che il suddetto era un vero e proprio “galoppino” del Passariello; il Chiatto, per esempio, era insieme a me nel menzionato incontro con il Perrella e con il giornalista di FANPAGE nel cui contesto, su mandato del Passariello, avremmo dovuto pattuire una tangente destinata al Passariello medesimo; ancora il Chiatto era la persona alla quale il Passariello ordinò, come ho detto l’altra volta, di andare a chiedere “il pizzo” alla ferramenta di Ischia che avrebbe dovuto effettuare una fornitura a SMA».

Conoscendo la tenacia e l’abitudine del sostituto procuratore Henry John Woodcock, sulla storia delle mazzette, delle sponsorizzazioni politiche, degli accordi trasversali che sono sfociati anche tra maggioranza e opposizione nel passato vi saranno altri sviluppi. E sicuramente moltissime utenze telefoniche sono da chissà quanto tempo sottoposte ad intercettazione. Se non anche luoghi privati, dove si sospetta che coloro che hanno la cattiva abitudine di gestire gli enti pubblici come un affare privato si riuniscono sentendosi al sicuro. Le “cimici”, per intenderci, che hanno a volte sgominato dei cattivi politici, dei disonesti dirigenti e funzionari e imprenditori che corrompono. Siamo arrivati a chiedere denaro, se è vero, ad una ferramenta per piccole forniture ad un ente regionale.

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