Taglialatela: “C’è voglia di primeggiare. Nel Settore Giovanile sta il nostro futuro”

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L’Ischia, finalmente, sembra essere tornata ad essere la capitale del calcio sull’Isola Verde. Benché la Prima Squadra sia solo in Promozione (mentre Barano e Real Forio sono in Eccellenza) e sia partita da pochissimo nell’organizzare un Settore Giovanile all’altezza della tradizione, la società del presidente Emanuele D’Abundo è già punto di riferimento non solo sul nostro territorio. Per capire come stanno oggi le cose, quando tutto pare essere avviato al meglio, abbiamo intervistato Pino Taglialatela, dirigente gialloblu e uomo di fiducia del presidente. Ecco le parole di Batman.

Taglialatela, la Prima Squadra c’è ed anche il Settore Giovanile finalmente ha avuto i natali. Possiamo dire che il progetto Ischia, targato D’Abundo, è finalmente lanciato…
“Si, ha detto bene. Finalmente dopo un primo anno che possiamo definire anno zero, anche se eravamo anche a meno di zero, il progetto Ischia, in tutte le sue sfaccettature è partito. La Prima Squadra, completa praticamente per il suo 90% – manca ancora qualcosina ma c’è tempo e modo per mettere a posto le cose – si sta allenando bene in vista del campionato, nel quale abbiamo voglia di primeggiare. Poi, c’è il Settore Giovanile, che è partito finalmente grazie alla collaborazione con la Ischia Soccer e soprattutto grazie al grande lavoro che sta facendo Carmine Di Meglio. Carmine, sta portando avanti con grande entusiasmo il tutto. Fra l’altro, negli anni ha cresciuto una squadra, con cui ha fatto bene e nella quale ci sono 4-5, forse anche 6, elementi che potranno essere utili alla causa dell’Ischia un giorno. Il progetto del presidente Emanuele D’Abundo è chiaro, puntare sui giovani, perché solo in questo modo una società può avere futuro. Basta vedere al piccolo problema che abbiamo con gli under per la Promozione oggi: questo lascia capire che i ragazzi dobbiamo crescerli in casa nostra, in modo anche da dargli uno sbocco di un certo tipo per far si, un giorno, che possano anche andare a confrontarsi con l’Ischia o in altre realtà in categorie superiori. Sono anni che, dopo Brienza, non esce un calciatore dall’isola per andare a giocare in palcoscenici importanti. Noi stiamo lavorando anche per questo”.

Il Settore Giovanile dell’Ischia avrà tre squadre, la Juniores, gli Allievi ed i Giovanissimi, ma il suo parto non è stato difficile, soprattutto dopo i primi approcci con le Scuole Calcio isolane. Siete stati bravi voi a crederci ed aspettare oppure loro si sono rese conto che non potevano non accettare la proposta dell’Ischia?
“Diciamo che ci sono stati degli incontri, nei quali progressivamente si è capito che la direzione giusta era quella che poi è arrivata nei giorni scorsi. Ma il tutto è ancora in evoluzione, visto che anche da Forio ora c’è un avvicinamento. La verità è che l’Ischia, soprattutto negli ultimi anni, ha messo sul piatto tante parole e tanti progetti che presto sono naufragati. Verso D’Abundo c’era questo tipo di diffidenza, ma poi quando tutti ha ascoltato con calma le parole del presidente, che ha detto chiaramente di coler investire per 10-15 anni risorse nel Settore Giovanile, tutti hanno compreso la bontà e la serietà del progetto. L’Ischia, comunque, resta aperta al dialogo con tutte le realtà isolane”.

La Prima Squadra si sta allenando da un paio di settimane al Mazzella e presto la stagione prenderà il via in maniera ufficiale. E’ sempre difficile farlo, soprattutto in questa fase ed in questi campionati, ma glielo chiedo: al vostro interno vi siete fati una idea di quanto possa essere difficile il girone per voi?
“E’ difficile farlo, è vero. Io, poi, soprattutto ascolto ciò che si dice. Ascolto soprattutto mister Billone Monti, che conosce questi campionati come le sue tasche. Fra l’altro, alcuni giorni fa il mister era al Mazzella con Franco Impagliazzo e Ciro Bilardi. Ho fatto una foto a loro tre, che rappresentano davvero la storia dell’Ischia. Tornando al discorso, va detto che ci sono delle società che appaiono ben attrezzate per competere per il vertice, ma anche noi lo siamo. Abbiamo fatto una bella squadra, che fra poco sarà ancora più completa. Poi, abbiamo affidato la rosa a mister Monti, che mi sta davvero strabiliando per le sue capacità da tecnico. Conoscevo Monti come giocatore, ma come allenatore per me è una vera sorpresa. E’ un lavoratore capace, che non lascia nulla al caso. E’ davvero una fortuna averlo sulla panchina dell’Ischia. Ma anche il lavoro che sta facendo svolgere ai ragazzi il professore Michelangelo Di Maio è davvero importante. Sicuramente, la squadra, che è ottima e sta affrontando la preparazione con entusiasmo, arriverà all’inizio del campionato pronta sotto ogni aspetto”.

Una squadra che ha entusiasmo, credo anche perché quasi esclusivamente composta da isolani. Per i calciatori gialloblu, a mio avviso, è uno stimolo incredibile sapere di dover portare l’Ischia in alto insieme solo a quasi tutti conterranei. Cosa pensa lei?
“Si, concordo appieno. Non è stato facile creare questo tipo di rosa, ma possiamo tranquillamente dire di essere riusciti ad accontentare mister Monti quasi in toto. Solo un nome della sua lista iniziale non è stato possibile prendere, a causa di una scelta di vita del calciatore stesso. Gli altri hanno accettato con entusiasmo il progetto e stanno lavorando con noi per portare l’Ischia in alto. Il presidente ha detto tante volte che l’Ischia dovrà tornare in Serie C, anche se spera di poterla portare ancora più su. Però, per farlo serve pazienza. Serve creare un grande Settore Giovanile, che sappia crescere i calciatori in casa propria per non dover attingere altrove e sprecare risorse. Ci riusciremo”.

I tifosi ci sperano…
“Anche i tifosi dovranno starci vicini. E’ anche con loro che dobbiamo crescere. Fra l’altro, con alcuni di loro ho parlato della questione merchandising, perché vorrebbero poter acquistare le maglie dell’Ischia. Anche su questo aspetto ci vuole un po’ di pazienza. La Mizuno a fine mese verrà sulla nostra isola perché è rimasta particolarmente colpita dal modo in cui l’Ischia ha presentato le nuove maglie nei giorni scorsi. Io, poi, sono in costante contatto con i responsabili della Mizuno, con cui ho rapporti dai tempi in cui giocavo con Napoli e Fiorentina. Ma anche il presidente li ha. Basti pensare che le nuove maglie dell’Ischia le ha pensate e disegnate lui stesso. Quella dell’Ischia non è una maglia che la Mizuno fa anche per le altre squadre, l’ha fatta prettamente per noi. E’ un bell’onore direi. Comunque, presto ci attrezzeremo anche per il merchindising, ma ci vorrà ancora un po’ di tempo. Faremo tutto, ci stiamo organizzando”.

Volevo chiudere l’intervista chiedendole di come il presidente D’Abundo sta vivendo questa fase preparatoria alla stagione, ma dopo che mi ha detto che è stato lui stesso a disegnare le maglie nuove, capisco che è il più entusiasta di tutti…
“Assolutamente, lo è. Il presidente spesso è assente per motivi di lavoro – tutti sanno che è un grosso imprenditore e che deve seguire anche la sua azienda – ma fa sentire la sua presenza a tutti. Riesce a coccolare l’ambiente da lontano. E’ felice di come stanno andando le cose e fiducioso per il futuro dell’Ischia. Tutti dobbiamo collaborare con lui affinché il suo progetto vada avanti e si concretizzi. Il presidente D’Abundo, in pratica, è solo al suo secondo anno di calcio, ma già si muove come un veterano. Da questo punto di vista è una bella scoperta. Le sue capacità imprenditoriali sono indubbie, non devo essere certo io a ricordarle, quelle che sorprendono sono le sue capacità nel calcio, da quasi neofita. Altra cosa che deve far ben sperare tutti”.

1 commento

  1. Gianni Di Meglio è l’unica speranza di poter seminare qualcosa di buono, calcisticamente parlando, tra i giovani isolani. Sue le migliori vetrine ed opportunità offerte a calciatori di Ischia, suo (e di nessun altro) l’unico merito di aver fatto approdare Riccardo Montanino dall’Ischia Soccer al Barano in Eccellenza a soli 16 anni e mezzo e, quest’anno, alla Primavera del Pisa a 17. Se, anziché tentare di eclissarlo a tutti i costi, i tanti quaquaraquà più o meno blasonati che gravitano intorno all’Ischia lo lasceranno lavorare, mettendo molti “vermi” da parte, chissà che non si riesca ad approdare a qualche altro risultato di rilievo.

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