Tacere sugli appestati | #4WD

Daily 4ward di Davide Conte del 1 ottobre 2020

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Nicola Cosentino, già deputato e coordinatore campano di Forza Italia, era riuscito a conquistare tutta la mia disistima non certo per le sue vicende giudiziarie, ma per gravi mancanze di rispetto personali derivanti dal suo ruolo di spicco nel partito. Per un garantista vero, infatti, si resta innocenti fino all’ultimo grado di giudizio, pur consapevoli di dover fare i conti con quella classe giudicante storicamente impunita di cui Vi ho scritto la scorsa settimana e che, come potrete leggere, ha colpito ancora una volta.
Ebbene, due giorni fa Cosentino è stato assolto in appello dalle accuse gravissime di collusione con la camorra che lo avevano condannato a nove anni di reclusione e che, negli ultimi nove anni, gliene avevano già fatto trascorrere ben tre nelle patrie galere.

Ma a differenza di quanto accadde all’atto dell’arresto, in cui il fuggi fuggi generale cominciò proprio in seno a chi, politicamente, gli stava più vicino, la notizia della sua assoluzione non ha riscosso oggi lo stesso clamore mediatico di allora, quando i titoloni, gli articoli e i doviziosi servizi giornalistici si sprecarono come l’acqua della doccia che scorre mentre ci si insapona.

Oggi, volendo effettuare una rassegna stampa, non servono certo grandi faldoni: solo “Il Giornale”, notoriamente vicino alle posizioni del centrodestra, ha dedicato un servizio alla vicenda, insieme ad un paio -o poco più- di lanci d’agenzia. Le grandi firme e le testate di grido, non solo stampate, hanno preferito saltare a pie’ pari la notizia, quasi si trattasse non del dato positivo di un cittadino che riacquista la sua libertà, ma di un appestato politico reo di appartenere alla corrente sbagliata. Anzi, a quella… controcorrente.

Chi risarcirà Nicola Cosentino e la sua famiglia non è dato saperlo. Proprio come chi, un giorno, premierà il nostro Paese con un’informazione realmente obiettiva e, soprattutto, con una Giustizia meritevole di una maiuscola oggi oltremodo azzardata.

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