fbpx

Storie di ordinaria follia al “Rizzoli”. 4 casi che dovrebbero far arrossire D’Amore

Must Read

Ugo De Rosa | Non una, ma ben quattro storie di “ordinaria follia” all’ospedale “Rizzoli” di Lacco Ameno, a dimostrazione ancora una volta, purtroppo, di come funziona la sanità isolana. E così, mentre il direttore generale D’Amore, visto il periodo prenatalizio, organizza festini per scambiarsi applausi, auguri e cotillons tra amici e colleghi, la realtà dei fatti dimostra quale sia l’“efficienza” dell’Asl con cui devono fare i conti i cittadini isolani. Episodi scandalosi che si verificano nel silenzio totale di sindaci e comitati vari.

Primo caso. Il 3 novembre scorso era stata effettuata una richiesta di test cardiovascolare da sforzo con pedana, che era stata fissata per il 9 novembre alle ore 8.30 preso l’ospedale. La paziente si è presentata puntualmente, ma le è stato risposto che il test non si poteva fare perché la scheda dell’apparecchio era rotta. Le hanno anche detto che l’avrebbero richiamata entro la fine del mese per un nuovo appuntamento. Ma non è arrivata alcuna telefonata e al 20 dicembre, come verificato, la scheda non è stata ancora riparata e non si sa quando ciò avverrà… In effetti al “Rizzoli” la pedana per la prova da sforzo è rotta da circa un mese, a quanto dicono a seguito dei temporali che hanno bruciato la scheda. Ma questa scheda deve arrivare… dall’America? Ritardi ingiustificabili!
Secondo caso. Una signora aveva chiesto di prenotare una spirometria per il marito operato a giugno, in quanto altrimenti non gli avrebbero prescritto le medicine. Peccato che la spirometria è sospesa a tempo indeterminato non solo a Ischia, ma anche al Policlinico di Napoli… E questa è la sanità di De Luca…

Terzo caso. Un signore riferisce che la madre è stata sottoposta ad un intervento in ortopedia e dopo circa una settimana, durante la quale i familiari non hanno potuto assisterla per le solite misure anti Covid, è stata dimessa senza accorgersi che aveva un embolo e una polmonite. D’Amore farebbe bene a festeggiare di meno e a risolvere i problemi.
Quarto e ultimo caso (per ora). Con la prenotazione avvenuta a dicembre un elettrocardiogramma in ospedale è stato fissato per il 3 maggio. Tempi… biblici! Come dire: se non vuoi morire è meglio che ti rivolgi altrove.

Di fronte a situazioni del genere, non solo D’Amore dovrebbe vergognarsi, ma anche i sindaci isolani, che non muovono un dito a tutela dei cittadini da loro amministrati e ai quali sanno solo chiedere il voto. Fino a quando il nostro diritto alla salute dovrà essere calpestato in questo modo tra ritardi, lacune e inefficienze, errori e menefreghismo? Dovranno essere i cittadini ad alzare la voce in prima persona, senza sperare negli interventi politici che non arriveranno mai, perché gli amministratori sono interessati a tutt’altro.

3 Commenti

  1. Per la serie Esopo new

    La cacca non può arrossire.
    I pazienti non possono morire d’impazienza.
    I politici sono mazzieri che non mischiano le carte.
    I giornalisti non sono assecondati né dalle cacche che non possono arrossire, né dai pazienti che non hanno tempo e pazienza per leggere, né dai politici che se ne fottono delle notizie.

  2. perchè nessuno parla dei turni massacranti a cui è costretto il personale, non è colpa di medici o infermieri se i macchinari non funzionano, andate a protestare ai piani alti, da chi se ne frega se l”ospedale funziona o no. A questo punto si chiuda il tutto cosi nessuno avrà più il motivo di lamentarsi o incazzarsi.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

In evidenza

«Tira» l’abuso e FLASH. Forio, un comune da super eroi

Quando si dice che l’Italia è un paese che ad agosto va in ferie e che è l’unico nel...