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STORIÆ, archeologia e narrazioni, gran successo delle Letture ad Alta Voce

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La quarta giornata di STORIÆ, archeologia e narrazioni ha coinvolto in prima persona bambini e ragazzi, grazie all’iniziativa di letture in riva al mare, #Raccontidamare. L’evento delle letture ad alta voce è curato tutto l’anno sul territorio dai volontari del Circolo LaAV Letture ad Alta Voce Isola d’Ischia. Ripercorrendo il tema del Mediterraneo, i volontari hanno letto diverse storie e favole, tra le quali “Le isole sorelle” di Carolina e Michela Malgieri, “Viaggio in Italia” di Gianni Rodari, “Esopo in vacanza ad Ischia” di Erminia Turco, la favola “La Sirenetta”, rivisitata in modo teatralizzato improvvisato ed altre. La splendida cornice della Spiaggia dei Pescatori in Ischia ha guarnito questo momento comunitario e comunicativo. LaAV è una rete di circoli con diffusione a livello nazionale. La mission di LaAV è promuovere ad ampio raggio il valore della lettura come strumento efficace e alla portata di tutti per creare condizioni di benessere nell’ambito della società civile. Il motto di LaAV è IO LEGGO PER GLI ALTRI, un modo piacevole e salutare per mettersi a disposizione degli altri. LaAV favorisce l’incontro tra donne e uomini, giovani e anziani, adulti e bambini, persone deboli e persone in grado di dare sostegno, appartenenti a tutte le classi sociali e ai vari livelli di istruzione.

In serata, per la sezione “Mediterranei” è intervenuto Maurizio VANNI (Critico, Storico dell’Arte, Museologo, Specialista in valorizzazione e gestione dei musei) sull’argomento “La museologia del presente”, lanciando interessantissimi stimoli di riflessione sull’attuale figura dei musei e di come è possibile valorizzarla, rafforzarla e modificarla facendo decadere prima di tutto quell’aura pregiudizievole di staticità e antichità del museo. Il punto chiave di questa visione espressa da VANNI è: ”considerare il museo della mia città il mio, un luogo dove mi sento bene, dove mi sento protagonista, allo stesso modo di un ristorante o una bottega; il museo dovrebbe essere come una qualsivoglia struttura ricettiva, con servizi informativi al desk-ricevimento, dove la prima forma di contatto con il visitatore-cliente è il sorriso e la disponibilità di cercare soluzioni personalizzate, laboratori, e quant’altro di immateriale utile ad avere una connessione comunicativa, e di conseguenza volerci ritornare con piacere.”

Il professore ha riportato all’attenzione dei partecipanti che la Dichiarazione di Roma dedica 7 punti alla sostenibilità ambientale (come coscienza ambientale) nei musei, atti a valorizzare la sua struttura interna senza rendere tutto impattante, e prevede una serie di lavori legati alla sostenibilità, e l’obiettivo è rendere il museo un luogo di propulsione etica e di benessere sociale.

Questo può accadere solo se i modelli di sviluppo sostenibile contribuiscono a una governance più virtuosa e funzionale, basata su gruppi lavorativi innovativi di persone con idee chiare. Secondo la visione di VANNI, che però è già attuata in altri paesi come il Brasile, il primo passo è cambiare il punto di vista e condividere il bene comune, come senso di identità e appartenza. Il museo deve essere una nuova sfida, quella di poter dire : “oggi vi porto in un luogo ganzo”.

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