Stefano e lo “sceriffo” | #4WD

Daily 4ward di Davide Conte del 24 giugno 2020

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Da “azzurro” della prima ora, politicamente parlando, sono nelle condizioni di valutare la terza candidatura di Stefano Caldoro alla Presidenza della Regione Campania sotto due differenti aspetti.
Non condivido l’opinione di chi sta puntando il dito contro una scelta definita “fritta e rifritta”, non fosse altro che per la specchiata onestà di Stefano e per il fatto che, se da consigliere di minoranza nell’ultimo quinquennio non ha certo brillato per attivismo e visibilità, nel suo mandato antecedente la sconfitta con De Luca del 2015 è stato senza dubbio uno dei migliori governatori che la Campania abbia potuto vantare dal ’95 ad oggi. E’ vero che anche lui non era riuscito, come tutti, a sbloccare quelle deficienze ataviche di Palazzo Santa Lucia, a cominciare dai trasporti (specie quelli marittimi), ma mi consta personalmente che la sua azione di risanamento del bilancio regionale ereditato dalla gestione Bassolino avrebbe potuto consentire alla sua gestione di spiccare il volo nel secondo mandato. Gli resta il demerito di essere uno dei pochi Presidenti di regione in carica ad aver perso le elezioni contro uno sfidante.

E’ altrettanto innegabile, però, che la gente (la stessa gente che continua a sbavare dietro le macchiette di De Luca al punto da essere pronta a votarlo a furor di popolo) si aspettava un colpo di coda utile a contrastare l’ormai altissimo indice di gradimento dello “sceriffo” in Campania. Anche lo stillicidio dell’estenuante trattativa tra i partiti del centrodestra, terminato solo domenica sera, ha giocato a sfavore di quello che oggi appare solo come il ripiego di una classe dirigente che non aveva altro da offrire oltre lo stesso candidato delle ultime tre legislature e l’eventuale, unica alternativa di Antonio Martusciello, fratello di Fulvio, già viceministro e uomo del ’94 berlusconiano dalle nostre parti.

Vedremo le squadre in campo. E capiremo tante cose. Ma molte, in tutta onestà, sono già chiare!

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