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Stamattina dalle 11 in Piazza Antica Reggia: Sit-in per chiedere una “Ischia Green Pass Free”

Nel frattempo, però, Giosi Ferrandino potrebbe spiegare il senso di certi decreti della UE

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Gianni Vuoso | La manifestazione di oggi venerdì 15, col sit-in dinanzi al Comune d’Ischia in Piazza Antica Reggia,  è un appuntamento sacrosanto per quanti intendono manifestare il proprio dissenso da quanto sta accadendo, il proprio dissenso nei confronti di un governo che oltre ad essere guidato da un massone come Draghi, è chiaramente fascista nei comportamenti e nelle decisioni, un governo liberticida. Da oggi il lavoro non è più un diritto, ma se non è più un diritto il lavoro allora non sarà più un dovere pagare le tasse.

Questo governo liberticida ha imposto che chi da oggi andrà in fabbrica senza il green pass non sarà sospeso, ma non verrà pagato. Una norma odiosa che colpisce  oltre 23 milioni di lavoratori pubblici e privati. Una norma che sta vedendo crescere la protesta a livello nazionale e che il 9 è finita male con lo squallido ma misterioso attacco alla CGIL. Squallido perché di chiaro stampo fascista, misterioso perché davvero non si comprende come e perché l’attacco non sia stato bloccato visto che era stato annunciato pubblicamente ed apertamente, dal palco alle 16 e le violenze sono state messe in atto dopo un’ora e mezza. Cioè, nel frattempo un funzionario della prefettura o della questura avrebbe potuto dare tranquillamente notizia a chi di dovere, ministro compreso. Anzi, a tal proposito dice bene Piero Sansonnetti su “il Riformista” quando afferma che gli stessi giornalisti hanno fatto finta di non sentire l’annuncio bellicoso o non hanno ascoltato perché ormai si è cattivi cronisti. Insomma, un episodio diciamo misterioso sul quale bisognerebbe far chiarezza e che dovrebbe far pensare anche alle dimissioni di chi è molto in alto.

Ma la protesta non è scoppiata solo a Roma. Esemplare anche quella dei portuali di Trieste.

Il loro portavoce Stefano Puzzer ha detto: “E’ ora di fermare l’economia che forse è l’unico segnale che possiamo dare a questo Stato, per fargli capire che ci sono tante persone in difficoltà, tante persone che rimarranno senza uno stipendio, e solo perché hanno esercitato una scelta libera, quella di non farsi il vaccino. Adesso mi sembra ben chiaro che questo passaporto verde è solamente una manovra economica non sanitaria”. Puzzer aveva aggiunto che se “non ci saranno novità e il decreto non verrà ritirato i bloccheremo il porto di Trieste, sia in entrata che in uscita”. Poi è stata avanzata la proposta di prorogare al 30 ottobre il termine ma si sta discutendo. Certo è che la decisione dei portuali triestini pesa parecchio sulle decisioni del governo.

Per gli altri lavoratori ci sono minacce varie. Nella versione definitiva, il provvedimento prevede che coloro che non si sono vaccinati o non hanno il tampone, saranno considerati assenti ingiustificati, con la conseguenza che non avranno lo stipendio fino a quando non si metteranno in regola. Ma non potranno essere licenziati e non scatterà nemmeno la sospensione ventilata nei giorni scorsi. In pratica, non ci saranno conseguenze disciplinari e il lavoratore in questione potrà rientrare al suo posto quando avrà il certificato verde.

C’è però un’eccezione per le piccole imprese. In quelle con meno di quindici dipendenti, chi farà più di cinque giorni di assenza ingiustificata potrà essere sostituito, e quindi sospeso, per un massimo di dieci giorni, con la possibilità di un solo rinnovo della stessa durata.
Insomma, senza pass in Italia non si vive più una vita libera. Ma la cosa assurda è che alle scorse elezioni del 3 e 4 ottobre, nessuno ha chiesto il green pass agli elettori, come per dire che il voto ci libera dal rischio di contagi.

La novità è che le sospensioni riguardano anche i parlamentari privi di green pass, ma con gli stipendi che percepiscono figuriamoci quale sarà il danno per chi continuerà ad essere sprovvisto della tessera del fascio.

La questione del green pass sta incidendo anche sull’aspetto sociale, nei rapporti interpersonali. Ormai chi non è vaccinato ha paura di dirlo- sostiene il prof.  Guido Maria Cappelli dell’Orientale di Napoli- “I vaccinati possono invece dire a gran voce, come ha detto l’insegnante di mia figlia che frequenta il liceo scientifico, che bisognerebbe entrare nelle case per vaccinare la gente! Siamo dinanzi ad un potere privato che è entrato nel pubblico. Siamo di fronte al Minotauro che ci chiede il sacrificio di tanti innocenti, quando invece bisognerebbe potenziare i servizi sanitari. Noi continueremo ad esprimere le nostre idee e i nostri dubbi e saremo chiamati facinorosi”.

Ma altrove, fuori dell’Italia, la situazione è analoga? Pare di no. Infatti, in Inghilterra tutti sono senza mascherina. E vien da chiedersi dove sia la pandemia.

A Taiwan, questo è un dato emerso in questi giorni, i morti dopo il vaccino sono superiori a quelli del Covid. Non vengono pubblicati questi dati? Perché la stampa continua ad essere asservita al potere del pensiero unico? Come si tace anche su un’altra novità: che da novembre si prevedono vaccini anche per i bambini dai 5 anni.

A tal proposito è interessante ciò che dice la scrittrice Alterio nel libro “Il Dio Vaccino”: Pfizer senza alcun protocollo, è andata a sperimentare il vaccino sui bambini nei paesi più poveri.

Ora dinanzi a queste cose, come si fa ad accettare la situazione che ci stanno imponendo, come si può rinunziare ad usare la testa, a dubitare? Allora è proprio reale il famoso tormentone che afferma “Terza dose a novembre poi ad april giugno e settembre, di cervello ce ne è uno ma non l’usa più nessuno”.

Stamattina al porto ci confronteremo, qualunque sia il numero dei partecipanti. Per noi è importante dare un segnale per dire: anche ad Ischia siamo mentalmente vivi e scusate se ci permettiamo di dubitare, di dissentire. Lo ripetiamo il green pass è un ricatto che vuole obbligare gli italiani a vaccinarsi e si forniscono dati che dovrebbero dimostrare il calo dei contagi e dei decessi. Abilmente, non si dice nulla sulle conseguenze che derivano dai vaccini. Si parla di statistica come se uno non valesse quanto cento. Non si dice nulla delle cure domiciliari, non si dice nulla delle terapie approvate dalla UE che dovrebbero essere diffuse nei paesi membri della comunità, dal 1 al 20 ottobre. Nessuno dice nulla. Forse lo stesso nostro concittadino europarlamentare, Giosy Ferrandino, potrebbe darci una spiegazione in merito, farci sapere fino a che punto sono validi i decreti della Comunità, di cui lui è un eminente esponente.

Stamattina Ischia chiede di rivedere le norme sul green pass, di abolirlo perché sta trasformando la nostra società, sta incattivendo i rapporti fra tutti noi, perché sta esasperando gli animi.

Forse non abbiamo capito ancora che la paura, queste oppressioni sono nuovi virus pericolosi come il covid.

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