martedì, Maggio 18, 2021

“Stakeholders” all’Isola | I fatti e le idee di Peppino Mazzella

In primo piano

Passarella assessori” titolone di prima pagina de IL DISPARI con grande foto in mascherina di 13 “personaggi in cerca d’ autore” fra cui due assessori regionali, 5 sindaci ed un assessore (quello di Casamicciola, Stani Senese, ti pareva che Casamicciola non fosse la “Cenerentola” anche in questa occasione!), qualche rappresentante di categorie come albergatori e commercianti; 6 pagine su 16 martedì 23 marzo 2021 per un avvenimento inconcludente con cronache puntuali (non è stato trascurato nessuno) e commenti sparsi del direttore, Gaetano Di Meglio,fra sconforto, dolore e amarezza con punte di ironia.

Un “cahier de dolèances”, come dicono i francesi, o un “pianto della Maddalena”, come diciamo noi al Sud, dei nostri amministratori locali e dei rappresentanti delle categorie. Non basta. Altro titolone mercoledì 24 ed una pagina di cronaca ulteriore e commenti. E’ uno spaccato sull’Isola Politica di questi tempi. In altro tempo se l’ANSA mi avesse mandato a quell’incontro avrei avuto difficoltà a scrivere 24 righe e me ne sarei uscito con qualche parola ai due assessori e qualche sindaco. Non ci sono state conclusioni dell’incontro. Non è stato redatto un “documento” di richieste. Non è stato presentato alcun “Grande Progetto” per la ripresa economica e sociale con i fondi europei.
I due assessori regionali – turismo e scuola – come tutti gli assessori regionali e comunali contano ormai come “due di briscola”. Sono “collaboratori” del Presidente-Sceriffo o del Sindaco-Podestà. De Magistris a Napoli ne ha cambiati 37 in 5 anni.

I vecchi tempi per Ischia sono finiti da tempo. Un tempo avevamo due assessori regionali, Enzo Mazzella e Franco Iacono, dei due più importanti partiti di Governo, che contavano sul Continente perché eletti dal Consiglio Regionale e rappresentanti di “partiti solidi” con difetti e pregi. Avevamo anche due assessori provinciali e prima ancora abbiamo avuto due Presidenti della Provincia di Napoli e 3 Assessori Provinciali. Oggi non abbiamo nessun consigliere regionale e nessun consigliere “metropolitano”. Ischia è una colonia politica che sul Continente non conta nulla.
Il sindaco di Forio, Del Deo, l’ ultimo “Mohicano” della vecchia DC, dal suo scanno di presidente dell’ANCIM (isole minori) che non serve a nulla perché i problemi di Ischia non sono quelli di Ponza (3 mila abitanti) o di Ventotene (750 abitanti) chiede di vaccinare tutti gli abitanti e richiama all’“unità” quando il suo Comune è stato all’unanimità il più feroce avversario al “Comune Unico”, l’ unica fondamentale riforma amministrativa per uno “sviluppo maturo” di un’isola – comprensorio. Il sindaco di Lacco Ameno, Giacomo Pascale, il più demagogo sindaco della Storia dell’Isola che usa le idee e le espressioni degli altri per mera propaganda, dice che ci “vuole un progetto di rilancio” e che “non si debbono perdere i fondi europei”, Il sindaco di Barano, Dionigi Gaudioso, monarca ereditario, dice che occorre “una inversione di tendenza”, il sindaco della “Città d’Ischia”, Enzo Ferrandino, dice che “la presenza fisica dei due assessori testimonia l’attenzione della Regione per Ischia”. Il sindaco di Serrara Fontana, Rosario Caruso, dice che “servirebbe una riforma della legge del turismo” e l’ assessore di Casamicciola, Stani Senese, chiede di “rivederci presto per la gravità della situazione” ma non sottolinea che Casamicciola con Lacco Ameno hanno 2405 sfollati, 640 case completamente inagibili, 1060 immobili danneggiati e 8 edifici pubblici fuori uso, 1254 ordinanze di sgombero per la sola Casamicciola e l’ordinanza per i “danni lievi” del Commissario al terremoto del 21 agosto 2017 che sta a Napoli, Carlo Schilardi, in 4 anni ha avuto licenziate solo 3 pratiche di contributo statale ed è ferma l’ordinanza per i “danni pesanti”; che strade, vie, vicoli, sono scassati e puntellati; che il Majo-La Rita-Pantane (con il Fango congiunto con la Borbonica dove c’è una “casa sulla strada” da 4 anni) è una “città morta” ed i fatiscenti stabilimenti termali nel Vallone di La Rita, chiusi da 20 anni, sono crollati con pericolo pubblico per il rischio idrogeologico; che la situazione economica degli albergatori e commercianti è catastrofica con chiusure e sofferenze bancarie indicibili; che il Bar Calise 1925 – simbolo ricettivo del paese- ha chiuso per crisi finanziaria e che infine Casamicciola con Lacco Ameno non ha un “piano di ricostruzione” che dovrebbe fare sia il Commissario Schilardi sia il Presidente della Regione De Luca ma sono in “conflitto” fra loro ed i “poteri e le leggi straordinarie” aumentano il non-governo invece di dare immediatezza alla risoluzione dei problemi.

Casamicciola è “intubata” come un morente nella sala di rianimazione che non ha più il fiato e la forza di chiedere Giustizia davanti a Dio nella totale indifferenza degli altri amministratori isolani che bestemmiano alla sola pronuncia della parola “UNITA”. Ma l’ Italia è anche questa o è soprattutto questa. Anche al tempo del Covid 19.

IDEE PER IL RILANCIO
Ci volevano due assessori regionali – che “riferiranno al Presidente” come se il Presidente fosse l’autorità monocratica delle decisioni e non fosse il Consiglio Regionale l’ organo deliberante – per una lezioncina ai sindaci, all’assessore ed ai rappresentanti di due categorie, sulla inderogabilità di presentare progetti esecutivi di forte valenza economica e sociale. Avessero letto ed appuntato il mio articolo apparso su IL DISPARI domenica 14 marzo 2021 (ma si trova anche sul sito del giornale) dal titolo: “Resistenza e Progetti per il Rilancio 2022” per “esaminare” alcune Idee logiche, evidenti che si possono constatare ad occhio nudo se si parte dalla “Statistica per le Decisioni”. Si propongono TRE PROGETTI come “Piani Particolareggiati” senza consumo di suolo da approvare in Conferenza di Servizi e rendere immediatamente “Esecutivi” con una richiesta finanziaria di almeno 700-800 milioni di euro dal Recovery Fund e dai Fondi Strutturali:

1 – Il recupero del Pio Monte della Misericordia di Casamicciola (55mila metri cubi, 30 mila mq.) per un Centro Polifunzionale Pubblico la cui idea progettuale è stata presentata da Gino Barbieri e da me nel gennaio 2019 (casa comunale, giardini, parco, parcheggi, centro commerciale, sala congressi, terme e abitazioni residenziali) su un’area che va dalla Marina a Piazza dei Bagni del Gurgitello con “Verde & Therme” ed il piccolo porto turistico ai piedi del complesso principale. Esattamente l’opposto del progetto dell’ arch. Massimo Pica Ciamarra per l’albergo a sette stelle del Monte Pio con i misteriosi finanziatori di un “Fondo Svizzero”;
2 – Un Parco Naturalistico e Scientifico nell’area alta di Casamicciola e Lacco Ameno epicentro del terremoto del 21 agosto 2017 e di tutti altri 12 della storia sismica dell’isola d’Ischia con un indice di sismicità del X grado della Scala Mercalli come proposto dal prof. Giuseppe Luongo e condiviso dal prof. Pietro Greco, dalla prof.ssa Ilia Delizia e da chi scrive questa nota. Un’area di 4 Km2 con giardini, parchi, casette sparse per 600 abitanti in luogo di 2500, centri culturali e scientifici ed un museo dell’Acqua Termale, un’azienda agricola nella dimora storica Parodi Delfino con 7 ettari a vigneto e limoneti. Creazione di un “Ente Autonomo del Parco Naturalistico e Scientifico dell’isola d’Ischia” a prevalente capitale pubblico;
3 – Una “Villa della Salute” nell’ ex-Palazzo Reale di Ischia Città con un ospedale “complementare” all’Anna Rizzoli di Lacco Ameno e l’accorpamento di tutti i servizi ambulatoriali dell’ASL per la razionalizzazione delle spese di gestione (11 fabbricati, 30 mila mq. di parco, giardini e parcheggi.
Gli altri Comuni – Lacco Ameno, Forio, Barano, Serrara-Fontana, Procida – potrebbero portare le loro idee ad una sorta di “Stati Generali” come quelli promossi dalla Ministra per il Sud, Mara Carfagna ed ai quali ha partecipato il Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Draghi, che si sono aggiunti alla forte mobilitazione del mondo culturale del Meridione anche attraverso l’ Alleanza degli Istituti Meridionalisti promossa da Francesco Saverio Coppola ed alla quale ha aderito l’ agenzia stampa di scopo “Il Continente” con le sue proposte.

UNA FINANZA PUBBLICA DI TERRITORIO CON UNA STU INTERCOMUNALE
Penso che i nostri amministratori locali siano vittime inconsapevoli della “devolution” degli ultimi 30 anni. Delle politiche di “deregolazione” e di “liberismo” sfrenato al grido: “meno Stato e più Mercato” fino all’ estremo: “ iente Stato e tutto mercato”. Anche la Morale, la Politica, la Fede. Queste politiche si sono estese a macchia d’ olio nel mondo “globalizzato” con la “finanziazzione” dell’economia che ha esteso i debiti all’infinito. E’ stato distrutto lo “Stato sociale”. Il colpevole è Milton Friedman. Ci voleva la crisi della pandemia per riscoprire J.M. Keynes. Ci voleva il Covid 19 per riattivare in fretta e furia l’intervento forte dello Stato per sostenere l’ economia e la sopravvivenza delle popolazioni del mondo.
L’ Unione Europea si è data in fretta e furia una Unione “Sanitaria” dopo l’“Unione Finanziaria” ed ha capito che l’Unione Finanziaria è inutile se non c’è il diritto alla Salute. La Francia con Macron, la Germania con la Merkel, e l’Italia con Conte prima ed ora con Draghi, sono il cuore di una nuova Europa. Non c’è un solo intervento pubblico dove Macron non rilancia con profonda convinzione il progetto irreversibile dell’Unione Europea. Il Recovery Fund è la prova di questa nuova coscienza “federalistica” dell’Europa. Altiero Spinelli ne sarebbe felice.

Il mondo globale impone “Coesione” – una parola adatta ma la si sta sprecando – agli Stati, alle Regioni ed ai Comuni. Il diritto alla Salute, alla sopravvivenza è il diritto alla vita. Diviene indispensabile. Come attuare la “Coesione” in pratica e con poche prediche è il dibattito contenutistico. C’è un aspetto positivo della “finanzializzazione” dell’economia che sta nei nuovi strumenti giuridici ed economici dello Stato per una politica sociale. C’è un testo importante da leggere a cura di Giuseppe Coco e Amedeo Lepore: il risveglio del Mezzogiorno( Laterza – 2018). Contiene un saggio di Ernesto Somma e Francesco Di Nola: “l’agenzia per lo sviluppo nel Mezzogiorno del 2018. Il caso Invitalia. E’ Invitalia la nuova IRI e sono i Contratti di Programma la nuova proposta per lo “sviluppo dal basso”. Le aree omogenee come le isole di Ischia e Procida non hanno bisogno di inconcludenti incontri o di tavoli di concertazione. Per la “Coesione” occorre un formale e sostanziale Ufficio Pubblico di Studi, Programmazione e Progetti costituito da un avvocato, un architetto, un ingegnere, un “Ragioniere”, due impiegati ed un Segretariato Generale con una “sede fisica” in un Comune dell’Isola d’Ischia.

E’ qui che bisogna pensare anche a costituire una Società di Trasformazione Urbana ai sensi dell’ art. 120 del Testo Unico degli Enti locali per attuare la Pianificazione. Oggi è necessaria non solo per Casamicciola ma per l’ intera isola per “recuperare le aree dismesse” e mettere in atto la “green economy” con il recupero delle terre abbandonate. Ne parlo e scrivo da 22 anni.
La Regione avrebbe dovuto farlo questo Ufficio da anni. 20 anni fa il Presidente della Provincia di Napoli, Amato Lamberti, voleva fare per ogni “comprensorio” un Ufficio distaccato della Provincia per gestire la Comunità. Li chiamava “i Palazzi Intelligenti”.

STAKEHOLDERS
Si usa troppo inglese nel linguaggio corrente in Italia. Lo ha rilevato anche il Presidente Draghi. Così i “gruppi sociali” nella “nuova Economia” si chiamano “stakeholders”. Sono le Fondazioni, gli enti senza scopo di lucro, gli intellettuali, che premono sui decisori politici ed economici per una “ economia sociale di impresa”.
Sono questi che mancano qui da noi ad Ischia.
Somma e Di Nola scrivono che sono fondamentali per “gestire il dialogo con la collettività, per costruire il consenso e soprattutto per fornire elementi di valutazione adeguata a far crescere la consapevolezza sui contenuti reali del progetto e recepire le opportunità di miglioramento”.
Sogni? Utopie? Illusioni? Io penso una nuova strada obbligata. Siamo entrati in una nuova era.

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