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Spunta un piano olandese per Villa Arbusto

Hans Besselink lancia la sua “opa”: Lacco Ameno non stia a guardare. L’esperto vuole venire a conoscenza di dettagli specifici, come il numero totale dei visitatori nell'ultimo periodo, dati finanziari e tutte le altri voci che gravitano attorno alla gestione di questa tipologia museale

Maria Funiciello | Spunta un piano per Villa Arbusto. E parla olandese. La notizia della possibile (ma sempre smentita solo a chiacchiere) vendita da parte del comune di Lacco Ameno di Villa Arbusto, lo sappiamo e lo abbiamo più volte riportato, ha fatto e sta facendo il giro del mondo, avendo valicato in un attimo i confini isolani e nazionali.

Una vera e propria “bomba mediatica” che ha investito il museo e i suoi reperti che si sono ritrovati nell’occhio del ciclone e non ne sono ancora usciti. Una soluzione, infatti, non è stata ancora trovata.

Come abbiamo avuto modo di apprendere direttamente dai principali protagonisti della vicenda durante la serata dedicata al tema svolta al borgo di Sant’Alessandro, non vi è concretamente l’idea di vendere il museo ed il suo contenuto, come dichiarato dal sindaco Pascale, ma vi sono tantissimi problemi legati proprio alla gestione e al mantenimento del museo, dovuti anche al mancato rispetto di alcune convenzioni stipulate nell’atto di costituzione dello stesso, mancanze, come sottolineato dalla dottoressa Gialanella responsabile della Sovrintendenza, di cui è reo il comune di Lacco Ameno.

I problemi del museo sono di natura organizzativa ed economica. Vi è, come d’altronde un po’ in tutte le strutture, una carenza cronica di personale che ha portato ad una riduzione degli orari di apertura (solo al mattino) garantita al momento da volontari isolani che hanno deciso di regalare un po’ del proprio tempo al museo che racchiude al suo interno pezzi importantissimi della nostra storia. Problemi che una gestione pubblica non riesce a risolvere imbrigliata, come è, in un momento storico molto difficile. Che una boccata di ossigeno possa giungere da iniziative provate? Forse. Ma andiamo con ordine.

Grazie anche alla propagazione esponenziale delle notizie sul web, il mondo intero si sta interessando al destino della Coppa di Nestore in primis e poi di tutti gli altri reperti presenti all’interno delle mura lacchesi.

Tanti gli approfondimenti dedicati alla vicenda, le opinioni lanciate nel grande mare di internet che hanno raggiunto tutti gli angoli del mondo.

Ed è grazie ad un intervento ospitato dalla nostra testata che qualcosa di concreto sembra davvero muoversi. L’attenta analisi proposta dal giornalista Giuseppe Mazzella ha catturato l’attenzione di Hans Besselink, una figura molto importante del panorama museale olandese che, al momento, è il rappresentante di una grande organizzazione che si interessa di riqualificazione, rivalutazione e rilancio di musei di piccole dimensioni.

“Visto che ci sono piani che includono la messa in vendita del museo e l’abbandono della collezione – dichiara Besselink – mi ha fatto molto piacere leggere che lei (riferito a Giuseppe Mazzella, ndr) abbia speso tempo e attenzione su questo problema.”

Il responsabile olandese, poi, aggiunge: “Sarebbe molto triste vedere scomparire il museo e la sua collezione. Le scrivo perché io rappresento una organizzazione interessata nel mantenimento della collezione a Villa Arbusto, garantendone la sua sopravvivenza in loco.”

Vi è quindi un progetto i cui tratti generali sono stai già scritti e riguarda il “ritorno alla vita” del Museo di Villa Arbusto. Una notizia sorprendente, che, analizzata al meglio, potrebbe sicuramente portare quell’ossigeno necessario alla struttura per diventare, finalmente, uno dei fiori all’occhiello della nostra offerta turistico-culturale.

“Il mio compito – sottolinea Besselink – è quello di vedere se ciò è possibile e per procedere vorrei un aiuto per essere messo in contatto con il curatore o responsabile del museo.”

Senza troppi giri di parole, Besselink va diritto al nocciolo del problema e vuole venire a conoscenza di dettagli specifici, come il numero totale dei visitatori nell’ultimo periodo, dati finanziari e tutte le altri voci che gravitano attorno alla gestione di questa tipologia museale.

Arriva dall’Olanda un progetto reale per il nostro amato e bistrattato museo? Secondo Besselink abbiamo tutte le carte in regola per essere una realtà museale competitiva e centro di interessi diffusi molto importanti.

Una vera manna dal cielo, una opportunità da cogliere, un contatto da valutare, anche perchè, da ciò che abbiamo visto, Besselink è uno dei migliori professionisti museali olandesi, e la sua opera negli anni si è concentrata, anche, nella creazione di supporti che possano coniugare l’esperienza museale classica con quella dei new media. Sua è, infatti, la struttura che ha reso interattivo il Museo Urk, il primo in Olanda a dotarsi di tecnologia QR che dialoga direttamente con gli smartphone dei visitatori, dando nuova vita alle opere stesse.

Villa Arbusto, la Coppa di Nestore, il Cratere del Naufragio (ora a Milano per l’Expo) e tutti gli altri pregiatissimi reperti, devono essere salvati, custoditi e trasmessi alle generazioni future.

Che la soluzione dei nostri problemi arrivi dall’Olanda? Forse sì.



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5 Commenti

  1. Sarebbe l ennesima vergogna per un Paese culla di cultura come il nostro ma ben vengano anche gli eschimesi pur di salvare un bene prezioso come villa arbusto.La faccia ormai l abbiamo gia persa in tante analoghe occasioni e un altra spalmata di cacca non ci cambia la vita basta che la copa di Nestore non debba migrare fuori dalla sua indegna patria.

  2. L’esperienza di Besselink non potrà che essere una risorsa per il Museo di Pithecusae e quindi per l’isola. Perchè il Museo non è mai stato pubblicizzato e ha 2 profili fb e un sito web (aggionato l’ultima volta nel 2004) e nessuno ha le password per accedervi e aggiornarli? Perchè un camion della EGO ECO è parcheggiato all’ingesso di Villa Arbusto? Cosa stanno facendo le amministrazioni comunali dell’isola dopo l’appello lanciato dal Commissario dell’Azienda di Cura Soggiorno e Turismo delle Isole di Ischia e Procida per la creazione di un itinerario storico-culturale-archeologico dell’Isola d’Ischia? Perchè sul Monte Vico c’è uno scavo archeologico abbandonato?

  3. Insieme ai reperti, Besselink sta pensando anche di salvare il reperto-testa del de Siano che a suo tempo fece togliere un insegna affissa nel museo di un esime personaggio storico definendolo “chi è questo strascinafacente” e il giorno dopo appose una targhetta con il suo prestigioso nome? Incredibilmente vero!!! Abbiamo testimonianze di un allora politico ancora in vita Quasi non credevamo alla notizia

  4. Insieme ai reperti, Besselink sta pensando anche di salvare il reperto-testa del de Siano che a suo tempo fece togliere un insegna affissa nel museo di un esime personaggio storico definendolo “chi è questo strascinafacente” e il giorno dopo appose una targhetta con il suo prestigioso nome? Incredibilmente vero!!! Abbiamo testimonianze di un allora politico ancora in vita Quasi non credevamo alla notizia.Scusate besimio

  5. Ma si, a causa dell’incapacità degli amministratori pubblici svendiamo un altro dei nostri tesori ad un privato.

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