Sprofondi Cava!

“Sprofondi Cava!” è un titolo, provocatorio. Fino a quando non la smetteremo di girarci dall’altra parte dopo aver fatto il tuffo, noleggiato il pedalò, fittato l’ombrellone, fatto il low cost e i fatti proprio, potremo, forse, iniziare a pretendere rispetto...

0

Ci sono alcuni argomenti che ci piacciono in maniera particolare. Un po’ come i cagnolini, i pesciolini e i gattini che, saltuariamente, ci ritroviamo sulle nostre bacheche social. Uno di questi è sicuramente Cava dell’Isola, la sua spiaggia, il suo scandalo, i suoi abusi, le sue frane e il suo chemmenefrega generalizzato che, da anni, ci assilla.

Ad ogni pioggia, ad ogni evento atmosferico, ad ogni minimo smottamento della “montagna” di Cava dell’Isola le attenzioni si riversano sulla spiaggia di Forio. Una spiaggia che viene presa in giro dagli amministratori, dai residenti, dalle attività che ci vivono e dagli avventori.

Non andrò troppo indietro nel tempo, ma mi fermo agli ultimi 1500 euro dei foriani spesi per Cava dell’Isola o, almeno, spesi per quella soluzione indegna.

Era l’ottobre del 2014 quando fu liquidato con 1.500 euro l’intervento del geologo Saverio Toma per la perizia tecnico – geologica sulla protezione costruita sulla spiaggia di Cava l’estate.

Sei anni fa. Sei anni trascorsi inutilmente tra sceneggiate amministrative, interventi inutili e il menefreghismo diffuso di tutti quelli che hanno “Cava” sulla bocca.

Eppure, dopo aver messo quella grigliata vergognosa, quel muro di ferro che doveva dare sicurezza, si è iniziamo, un’altra volta, a fottersene di Cava dell’Isola.

Continuare a raccontarci delle case abusive sul costone di Cava dell’Isola, dell’albergo di Tizio, del ristorante di Caio, della casa di Topolino e della villa di Pippo non serve più a nessuno.

A Cava si è verificata un’altra frana? Cava è stata un’altra volta chiusa? Cava è, ancora una volta, off limits? Bene! Perché non dovrebbero esserlo? Perché non dovrebbe franare? Perché non dovrebbe essere ancora chiusa

Era il 2014 quando la relazione tecnica dello geologo Toma ci regalò, in emergenza e in urgenza, quello che riguardava la delimitazione le aree idonee alla balneazione turistica. E da allora? E da allora le ville sono continuate ad essere stata abitate, gli alberghi hanno continuato a fare male al nostro turismo con i servizi che offrono e ch ei prezzi che praticano, i ristoranti di Cava hanno continuato ad incassare, la gente ha continuato a fare i bagni e il pericolo è rimasto, fermo e identico, dietro la grigliata comunale!

Eggià, sei anni – se voler andare più indietro nel tempo perché bastano sei anni – l’intervento fu reso necessario per limitare i pericoli frana che incombevano sull’arenile e che, allora come oggi, avevano fatto chiudere l’accesso e quindi vietato la balneazioni della zona.

In verità, diciamocelo senza troppo peli sulla lingua, la sicurezza di cava dell’isola ce ne frega come la mascherina sul mento o sotto al naso di chi ci sta di fronte: nulla o quasi nulla.

Forse ci serve solo per scrivere un post su facebook e poi girarci dall’altra parte o passare alla prossima swippata.

Allora come oggi, la decisione dell’amministrazione di Forio, è inutile. Sei anni  – e non vado più indietro nella storia – non hanno insegnato nulla. Tante chiacchiere, tante parole, progetti di qua, progetti di la, interventi sopra, interventi sotto e Cava continua (e sia chiaro, non torna) a franare e la spiaggia continua ad essere chiusa. Perché? Perché c’è stata un altro evento franoso. E cosa è stato fatto perché non franasse. Niente. Niente da parte del comune, niente da parte di nessuno.

Nel 2014, giusto per dircelo, le decisioni dell’amministrazione di Forio fecero scatenare proteste telecomandate da chi ci guadagna. Proteste che arrivarono a sfociare in una lotta politica, con momenti di tensione vissute in piazza durante il corteo di protesta. Sei anni si chiedeva di la riapertura della spiaggia e la sua messa in sicurezza in modo adeguato. E Del Deo mise la grigliata!

Il rischio che sei anni dopo, come spesso capita, la strada che amministrazione e cittadini riprenderanno a cammina su quella di mezzo. Quella che non risolverà il problema. E saremo, ancora una volta, allo stesso punto di sempre.

“Sprofondi Cava!” è un titolo, provocatorio. Fino a quando ce la smetteremo di girarci dall’altra parte dopo aver fatto il tuffo, noleggiato il pedalò, fittato l’ombrellone, fatto il low cost e i fatti proprio, potremo, forse, iniziare a pretendere rispetto.

Per Olmitello, la “Cava” di un altro comune, Dionigi Gaudioso ha recuperato oltre due milioni di euro e i progetti vanno avanti. Per Cava

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui