Spadafora non accetta le critiche sui social: «Lo sport è fermo in tutta Europa…»

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Non accetta le critiche piovutegli addosso negli ultimi tempi soprattutto tramite i social e risponde, mettendo in evidenza quanto realmente fatto dal proprio dicastero negli ultimi mesi di pandemia.

Il ministro dello Sport e delle Politiche Sociali, Vincenzo Spadafora, sottolinea che la sua è stata una tutela ad ampio raggio del mondo dilettantistico, non solo quello del calcio. «Oggi sabato 9 gennaio (ieri per chi legge, ndr): solo ieri il bollettino riportava 620 morti. In tutta Europa lo sport è praticamente fermo – afferma Spadafora –. In Germania palestre, piscine e centri sportivi sono chiusi dal 2 novembre e lo saranno almeno fino a fine mese. Stessa situazione per Francia, Irlanda, Gran Bretagna (che ha già dichiarato di voler chiudere tutto fino a metà febbraio), in quasi tutta la Spagna e la Finlandia. A più di 2 milioni di ragazze e ragazzi delle scuole superiori non è ancora consentito di tornare a scuola per la grande emergenza sanitaria. Ristoranti, bar, negozi di ogni genere, anche centri commerciali, costretti ad aprire e chiudere a seconda dei colori delle regioni con un danno enorme all’economia e all’occupazione (oggi e domani, per esempio, in tutta Italia, centri commerciali e ristoranti sono chiusi). Eppure leggendo alcuni commenti sui social sembrerebbe che solo in Italia lo sport sia fermo mentre tutte le altre attività siano ripartite! Capisco le difficoltà che da troppo tempo sta vivendo il mondo dello sport, per questo ho sempre lavorato per sostenerlo e continuo a farlo».

Il ministro dello Sport prosegue il suo intervento, facendo un excursus di quanto finora fatto, iniziando dai bonus: «Bonus gennaio per i collaboratori sportivi ovviamente ci sarà; lo abbiamo garantito sempre a centinaia di migliaia di persone sin dall’inizio della pandemia. Il Consiglio dei Ministri dovrà approvare quanto prima un nuovo decreto per tutti i ristori. Per il mondo dello Sport non ci sarà solo il bonus ai collaboratori ma anche altro, come per esempio il credito d’imposta ed il rinvio di scadenze e pagamenti; – stiamo lavorando da settimane tutti i giorni con il CTS (Comitato Tecnico Scientifico) in modo proficuo per la riapertura, che sarà graduale a seconda dei colori delle regioni e, mi auguro, di avere l’ok per poter ripartire entro fine mese».

Spadafora passa poi ai «ristori a fondo perduto, almeno quelli erogati dal Dipartimento per lo Sport, coprivano ampiamente fitti, utenze e altre spese fino a fine gennaio. Non parliamo di spiccioli, basti pensare che solo in queste seconda fase dell’epidemia abbiamo stanziato circa 160 milioni di euro per più di 35mila ASD e SSD». Ci sono poi «i ristori delle Agenzie delle Entrate per tutte le Partite Iva sono stati calcolati su parametri diversi, non decisi da me; nel nuovo decreto di gennaio farò presente le criticità segnalate».

In chiusura, il ministro dello Sport dichiara che «per la ripartenza stiamo elaborando un piano di aiuti straordinari per tutte le strutture sportive e anche per tutti i cittadini per incentivarli alla ripresa. Ribadisco che mai lo sport italiano, soprattutto di base, i collaboratori sportivi, le ASD, le SSD e tutti gli altri soggetti del mondo dello sport hanno avuto tanta attenzione come in questo momento storico». A margine del lungo post del ministro, ulteriori commenti non sono mancati. Così come le critiche di dirigenti di società che accusano Spadafora di aver elargito bonus senza prestare troppa attenzione e avere i necessari riscontri.

S.M.

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