Sotto il SI’, niente! | #4WD

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Adesso i grandi strateghi della politica italiana, quelli che si trincerano dietro la loro splendida tastiera dai pulsanti ormai lisi e che fanno più danni di chi siede in Parlamento, saranno soddisfatti: il SI’ al referendum per la riduzione dei parlamentari ha stravinto, confermando così ogni più logica previsione, visto che l’onda dell’antipolitica in cui ogni italiano medio che si rispetti prova a rifugiarsi (non avendo altro appiglio utile a colmare le proprie frustrazioni, giustificate o meno che siano) non riesce a placarsi neppure con un minimo di approfondimento sulle ragioni e, soprattutto, sugli effetti reali di una scelta così delicata.

Inutile spiegare a certi invasati che una legge elettorale seria e degna di una nazione civile resterà ancora a lungo la vera chimera e che è proprio questa la principale presa per i fondelli per tutti noi ad opera dei partiti vecchi e nuovi; al pari di quanto gli effetti del referendum non toccheranno in alcun modo i privilegi (quelli veri) di deputati e senatori che, in futuro, continueranno ad usufruirne indisturbati: lì sì che ci sarebbe stato molto da tagliare, insieme ai livelli retributivi dei dipendenti di Camera, Senato, Palazzo Chigi e Quirinale…

Peccato che adesso, oltre a non poter godere a breve scadenza (ci vorranno ancora anni) di questo provvedimento epocale che modifica in malo modo ed inutilmente la nostra preziosa Costituzione e che nulla cambierà se non l’entità (e non la qualità) della rappresentatività popolare nelle due Camere, da oggi tutti noi torneremo alla nostra consueta quotidianità, fatta di problemi da risolvere, di bollette da pagare, di famiglie da portare avanti, di cassa integrazione da Covid ancora non pagata e, insomma, di un paese che proprio non riesce a badare alle priorità degne di essere definite tali.

In sintesi: siete contenti, adesso? Perché se la risposta è sì, voglio proprio vedere fin quando riuscirete a godere, accontentandoVi di così poco.

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