Sistema Ischia: questo sconosciuto | #4WD

4WARD today di Davide Conte di Mercoledì 30 Ottobre 2019

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Un recente occasional paper della Banca d’Italia ha toccato un argomento particolarmente delicato per l’intero Paese: “Turismo in Italia: numeri e potenziale di sviluppo”.

Redatto da un gruppo di super esperti del settore, il rapporto ha fotografato con estrema dovizia di particolari lo stato di salute di un comparto che, al momento, rappresenta ben il 5% del PIL e il 6% dei livelli occupazionali del Paese.

Da esso emerge con forza, tra gli altri, il dato che “negli anni più recenti il sistema turistico nazionale abbia conseguito buoni risultati di crescita, sostenuti da una domanda internazionale di servizi turistici in rapida espansione e dal vantaggio competitivo di un patrimonio artistico e culturale con pochi eguali al mondo. A ciò si sono accompagnati una ricomposizione dell’offerta alberghiera verso strutture di maggiore qualità e un ampliamento dell’offerta extra-alberghiera, sostenuto anche dalla diffusione della sharing economy e dei canali di intermediazione online. Si evidenziano però potenzialità turistiche ancora inespresse – soprattutto nel Mezzogiorno, dove il settore appare ancora relativamente sottodimensionato – e possibili rischi associati alla crescente concentrazione dei flussi turistici in un numero ristretto di località. Anche per far fronte a queste criticità, si argomenta l’auspicabilità di un coordinamento nazionale delle politiche turistiche, capace di fornire delle linee d’indirizzo stabili nel tempo”.

Il tutto riguarda Ischia molto da vicino, salvo scontrarsi con il nostro -inesistente- sistema turistico locale (numero uno quanto ad assenza di coordinamento), che riesce a schivare l’influenza positiva di questo abbrivio nazionale, riuscendo solo, grazie anche alla naturale bellezza dell’Isola, a continuare a galleggiare. Ma per quanto ancora?

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